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#ragionevolezzacontroilvirus

Elisabetta Milani – responsabile marketing e comunicazione di Caffè Milani

“Nuovi progetti, nuove strategie”

Fra appelli alla calma e inviti a starsene chiusi in casa, fra economia al collasso e diffusione progressiva del virus, BARtù ritiene corretto dare la voce ai propri lettori, nel nome della ragionevolezza: professionisti che si sono ritrovati all’improvviso nella condizione di dover cessare temporaneamente la propria attività, anche in virtù dei decreti governativi che puntano a ridurre i contagi nell’arco delle prossime settimane. La nostra speranza è che questo obiettivo possa essere raggiunto in un tempo ragionevole e breve, che consenta la riapertura delle attività e la ripresa dell’economia

Giorno dopo giorno intervistiamo i grandi operatori della ristorazione italiana, tra chef, sommelier, bartender, operatori dell’hotellerie, per intervistarli su cosa pensano del decreto che ha chiuso i loro ristoranti per il contenimento del Coronavirus e quale possa essere il futuro della ristorazione italiana: la parola a Elisabetta Milani, responsabile marketing e comunicazione di Caffè Milani

Se volete leggere qualche altra intervista cliccate qui.

Pensi che lo stato aiuterà concretamente la tua attività? In che modo pensi sia quello giusto?

In questo momento l’auspicio più grande è che lo stato si possa organizzare per aiutare l’intero “sistema Italia”. Ogni sua parte deve potere riprendere, magari con fatica, perché solo così potremo arginare i gravi danni che la pandemia ha causato e impegnarci per superarli. Non sarà semplice; ognuno dovrà fare la sua parte.

Hai pensato a fare qualche attività di formazione in questo periodo con i tuoi dipendenti? Hai dovuto prendere delle misure in tal senso?

Dal momento in cui l’attività di Altascuola Coffee Training, il nostro centro di formazione, è stata sospesa e i corsi sono stati temporaneamente annullati a causa dell’emergenza Covid-19, abbiamo deciso di continuare ugualmente l’attività di istruzione del barista e del consumatore finale, attraverso iniziative online. Abbiamo infatti messo a punto alcuni format sui nostri social media che hanno lo scopo di diffondere la cultura del caffè, incuriosendo i nostri follower e dando consigli utili a tutti. In particolar modo sulla pagina Facebook di Caffè Milani è possibile, ogni martedì dal 7 al 21 aprile, prendere parte a “Caffè in diretta”, un’iniziativa live in compagnia del nostro brand ambassador per affrontare tematiche e argomenti sempre differenti. Per chi vuole approfittare di questo periodo di calma per dedicarsi e approfondire il rito della degustazione del caffè abbiamo preparato “Gocce di caffè”: brevi video in cui accompagniamo le persone nell’assaggio di alcune miscele e singole origini della nostra torrefazione.

Cosa puoi pianificare in questo momento come azienda e quali progetti hai dovuto lasciare in stand by?  
In questo momento ci stiamo attivando per prepararci al meglio alla riapertura. Sicuramente dopo questa emergenza sanitaria le nostre vite saranno cambiate; anche la nostra socialità e le nostre abitudini di consumo subiranno delle mutazioni. Per questo stiamo definendo progetti e valutando nuovi strumenti per andare incontro alla nostra clientela e al consumatore finale. Le attività didattiche che prevedono corsi con dimostrazioni pratiche sono state messe in stand by, così come le visite e i tour alla nostra Esposizione Caffè Milani. Tuttavia, come già detto, non vogliamo rinunciare alla nostra mission di diffondere la cultura del buon caffè, quindi ci stiamo attivando per creare nuovi moduli di formazione
online nei quali i corsisti possano interagire con i trainer e trovare risposte alle curiosità sul mondo del caffè.
Cosa farai a casa ora che hai più tempo? 
Mi sono sempre ritrovata nella frase che dice: “Nella vita tutto serve”, quindi, dopo un legittimo sconforto iniziale, ho cominciato a pensare che questo avvenimento storico ci ha aperto gli occhi e ci è servito ad apprezzare la nostra quotidianità, a riscoprire l’importanza degli affetti e a non dare per scontata la nostra libertà.
Cosa vorresti dire all’estero sull’ospitalità e il cibo italiano?
Questa pandemia, in quanto tale, ha colpito indistintamente tutti i Paesi. Per questo non penso che l’Italia possa essere vista come una meta più pericolosa rispetto ad altre. Le caratteristiche e i valori che hanno sempre contraddistinto il nostro Paese, la sua cultura e i suoi prodotti non sono mutati e il “Made in Italy” resterà sempre sinonimo di eccellenza e qualità.
Come pensi andrà il settore del franchising e del design e quali sono le azioni che il governo dovrebbe fare per aiutare il comparto?

Il settore del caffè, così come gli altri comparti, dovrà gestire momenti molto critici. Una volta terminato il lockdown, ci troveremo ad affrontare nuove fasi, dove la cautela e le regole sui nostri comportamenti continueranno a far parte della quotidianità.

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