Il 18 dicembre il bene sottratto al costruttore del “sacco di Palermo” diventa International Youth Centre: sportelli Europe Direct ed Eurodesk, orto sociale, ostello per il Terzo settore e un progetto da 1,5 milioni per i giovani del quartiere
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La mattina del 18 dicembre una villa che per decenni ha raccontato il lato oscuro di Palermo cambierà definitivamente pelle. Nell’immobile appartenuto al costruttore Francesco Zummo, uno dei protagonisti del cosiddetto sacco di Palermo, apriranno il Centro Europe Direct Palermo, parte della rete informativa della Commissione europea, e la sede di IGNet, la rete europea coordinata da InformaGiovani APS ETS. L’inaugurazione avverrà a cantiere aperto, per una scelta precisa: rendere visibile la trasformazione mentre prende corpo.
Un impero da 2.500 immobili finito sotto confisca
Il nome di Zummo attraversa quasi mezzo secolo di atti antimafia. Negli anni Ottanta Giovanni Falcone, indagando sulla Pizza Connection, trovò un appunto che collegava conti a lui riconducibili al traffico internazionale di droga. Dalla fine degli anni Sessanta il costruttore aveva messo insieme oltre 2.500 immobili e la Direzione investigativa antimafia lo ha descritto come un uomo a disposizione di Cosa Nostra fin dai tempi di Riina e Provenzano. Il 1° dicembre 2020 la Corte d’Appello di Palermo ha disposto la confisca dell’intero patrimonio, allora stimato in oltre 150 milioni di euro, circa 245 milioni ai valori attuali.
Servizi dove mancano, a partire dall’orto sociale
La villa diventerà un International Youth Centre dedicato a informazione giovanile, educazione non formale, inclusione e partecipazione. Il contesto spiega la scelta: nelle aree di disagio urbano della città circa il 55% dei ragazzi tra 15 e 29 anni non studia né lavora, contro il 32% della media cittadina, secondo le elaborazioni ISTAT per Save the Children. Troveranno posto gli sportelli Europe Direct, Eurodesk e Informagiovani, laboratori socioeducativi, sportivi e ambientali, un orto sociale su circa 2.000 metri quadrati e un ostello sociale per il Terzo settore italiano e straniero. L’obiettivo è raggiungere oltre 450 giovani l’anno, attivare dieci tirocini retribuiti e creare una cooperativa di servizi con persone fragili.
Cantieri, tempi e partner
Il primo lotto, finanziato interamente da InformaGiovani, è al 50% e sarà chiuso entro fine novembre; i lavori termineranno entro marzo 2027 e l’ostello aprirà a maggio. Il progetto coinvolge Caritas diocesana, Ufficio di Servizio sociale per i minorenni, Sindacato Militari-Carabinieri e il Comune di Palermo, proprietario del bene. Non ci sono fondi europei diretti, ma il sostegno continuativo dell’Unione, dai programmi per la gioventù a Erasmus+ fino al CERV, ha consolidato l’associazione al punto da renderle sostenibile un impegno di circa 1,5 milioni per il primo triennio. Il presidente Pietro Galluccio ha sintetizzato l’obiettivo in una formula: passare dal sacco di Palermo a un sacco di opportunità per i ragazzi della città e per quelli che arriveranno da tutta Europa attraverso le 23 organizzazioni della rete in 21 Paesi.




