Dal 27 novembre easyJet collega due volte a settimana Malpensa e Norimberga: una rotta pensata per le fiere di NürnbergMesse che diventa l’occasione per riscoprire la Franconia tra salsicce, birre rosse, stelle Michelin, Dürer, cultura della memoria e la sorprendente Bayreuth
di Massimo L. Andreis
Chi ha avuto l’ardire la necessità o il piacere lo sa: per anni, raggiungere Norimberga dall’Italia è stato un esercizio di pazienza tra scali, cambi di treno, lunghe ore di autostrada. Dal 27 novembre 2026 la geografia si accorcia. easyJet riattiva infatti, per la prima volta dopo anni, un collegamento diretto tra Milano Malpensa e l’Albrecht Dürer Airport Nürnberg, con due frequenze settimanali, il lunedì e il venerdì, per tutta la stagione invernale fino a marzo 2027. Una rotta disegnata sul calendario delle fiere, frutto del lavoro congiunto tra lo scalo bavarese, NürnbergMesse GmbH e NürnbergMesse Italia, e allo stesso tempo un invito a scoprire una delle regioni più ricche di sapori e di storia della Germania.
La novità è stata presentata a Milano durante Taste of NUE, serata moderata da Andrea Turco, fondatore del magazine online Cronache di Birra, che ha messo attorno allo stesso tavolo aeroporto, ente fieristico, uffici turistici e birrifici. “Perché si vola in inverno? Perché Norimberga ospita tantissime fiere internazionali”, ha spiegato Silvia Arai Hoffmann, Senior Manager Incoming Aviation Sales dello scalo. “L’aeroporto è comodissimo e molto vicino alla città: con la metropolitana si arriva in centro in 12 minuti e al quartiere fieristico in 25”. Il biglietto costa 3,90 euro; il taxi impiega 18 minuti per circa 25 euro (chi lo dice ai nostri tassisti? ndr).
Il ponte (invernale) tra Malpensa e Norimberga
| Aeroporto | Compagnia | Giorni operativi |
| Milano Malpensa (MXP) | easyJet | lunedì, venerdì |
| Bari (BRI) | Ryanair | lunedì, giovedì, sabato |
| Palermo (PMO) | Ryanair | martedì, giovedì, venerdì, domenica |
Fonte: Albrecht Dürer Airport Nürnberg
Otto ore che diventano un ricordo
Il senso economico dell’operazione sta tutto nei numeri. Il gruppo NürnbergMesse, tra le 15 maggiori società fieristiche del mondo e decimo in Europa, organizza circa 110 fiere nazionali e internazionali con 660.000 partecipanti, un terzo dei quali stranieri. E l’Italia, nel 2024, è stata la prima nazione per numero di visitatori esteri, con 19.556 presenze, davanti ad Austria e Repubblica Ceca. “L’Italia è da sempre uno dei tre mercati internazionali più importanti per NürnbergMesse, sia per espositori sia per visitatori”, ha dichiarato Petra Wolf, Senior Vice President Product Management del gruppo. “Ogni anno oltre 1.000 espositori e circa 12.000 visitatori italiani partecipano alle nostre manifestazioni, in gran parte dal dinamico tessuto economico del Nord Italia”.

I numeri di NürnbergMesse (fonte: NürnbergMesse 2025

Chi conosce bene la tratta è Danny D’Alessandro (foto sotto), amministratore delegato di NürnbergMesse Italia, filiale attiva dal 2009 con una squadra di 15 persone. “Italia e Germania sono tra i più importanti Paesi esportatori al mondo, e non a caso i loro sistemi fieristici sono tra i più importanti a livello internazionale”, ha ricordato. “Vado a Norimberga tutti i mesi e vi assicuro che non è semplice: senza collegamento aereo diretto, qualunque mezzo prendiate, ci vogliono circa otto ore. Questo volo è una notizia che attendevamo da tempo e rappresenta un valore concreto per le aziende italiane”. Il nuovo collegamento servirà in particolare Perimeter Protection, BIOFACH, la fiera leader mondiale del biologico, IWA OutdoorClassics, Enforce Tac ed embedded world; un portafoglio che, nelle parole di D’Alessandro, va “dall’ago al cannone” e comprende anche BrauBeviale, riferimento europeo per la tecnologia birraria.


Visitatori per nazionalità alle fiere di Norimberga: l’Italia in testa (fonte: NürnbergMesse)
Un motore economico da 129 miliardi
Attorno ai padiglioni si muove un’economia robusta. Nel raggio di un’ora vivono 5 milioni di persone e hanno sede marchi come Siemens, adidas, Puma, Playmobil, Schaeffler e Faber-Castell. La regione metropolitana esporta quasi metà di ciò che produce e il suo prodotto interno lordo sfiora i 130 miliardi di euro, un distretto che ragiona in scala continentale. Da qui, in treno, Bayreuth dista 55 minuti, Ingolstadt 40 e Würzburg 50. Chi preferisce viaggiare via terra dovrà invece pazientare ancora un po’: oggi da Milano servono circa nove ore di treno con cambio a Monaco, ma dall’estate 2027 sono attesi collegamenti diretti tra Milano e Monaco, a un’ora da Norimberga; in auto, con il cantiere del ponte Lueg sulla A13 del Brennero aperto fino al 2030, l’alternativa passa per Tarvisio e Villach.
Regione metropolitana di Norimberga: i numeri chiave
| Indicatore | Norimberga | Regione |
| Imprese | 50.000 | 300.000 |
| Occupati | 311.000 | 1.950.000 |
| Pil | 28 miliardi di euro | 129 miliardi di euro |
| Quota export | 48% | 48% |
Fonte: Camera di Commercio / Dipartimento economico di Norimberga
Un gioiello medievale circondato da 3,8 km di mura
Seconda città della Baviera con mezzo milione di abitanti e capitale della Franconia, Norimberga conserva un centro storico raccolto dentro una cinta muraria lunga 3,8 chilometri. A dominarlo è il Castello Imperiale, dalla cui torre Sinwell la città si stende ai piedi del visitatore come un plastico di tetti rossi. “Non si può vedere tutto in un giorno: a Norimberga bisogna restare almeno tre giorni”, ha avvertito Helga Schenk, responsabile marketing Italia dell’ufficio del turismo cittadino. Tra le tappe irrinunciabili, la casa museo di Albrecht Dürer, massimo esponente del Rinascimento a nord delle Alpi; il Cortile degli Artigiani con le sue case a graticcio; il Weinstadel, antico deposito di vino affacciato sul fiume Pegnitz con la passerella del boia, che non poteva vivere dentro la città; e la Weißgerbergasse, la via dei conciatori scampata ai bombardamenti.

Il Castello Imperiale domina il centro storico di Norimberga (foto: CTZ Nürnberg)
I musei sono più di 40. Il Germanisches Nationalmuseum custodisce 1,3 milioni di reperti, dall’età della pietra al Novecento, tra cui il mappamondo di Martin Behaim del 1492, il più antico globo terrestre giunto fino a noi, disegnato quando l’America non compariva ancora sulle carte. Completano il quadro il Museo del Giocattolo e il Neues Museum, dedicato all’arte contemporanea con opere di Gerhard Richter.
I due registri: salsicce, Lebkuchen e stelle Michelin
A tavola Norimberga gioca su due registri. C’è quello popolare delle Nürnberger Rostbratwürste, piccole salsicce alla griglia servite nel piatto a forma di cuore o “tre in un panino” come street food, dello Schäufele, la spalla di maiale al forno, della birra rossa cittadina e dei Lebkuchen, il pan di zenzero un tempo natalizio e oggi prodotto ed esportato tutto l’anno; senza dimenticare il whisky, distillato in zona da qualche anno. E c’è quello gourmet: otto ristoranti stellati, la più alta densità di stelle della Baviera, con Essigbrätlein ed etz a quota due, più 13 indirizzi segnalati da Gault&Millau. Per gli appassionati di birra, imperdibili le cantine scavate nella roccia sotto la città, dove un tempo si conservava la bevanda al fresco, oggi percorse da visite che terminano con una degustazione. “Venite a trovarci e vivete la città con il gusto del cibo, della birra e della cultura”, è l’invito di Schenk.

Il peso della memoria diventa cultura: dai raduni al dialogo
Norimberga non nasconde la parte più buia della sua storia, la elabora. Qui si tenevano i raduni del partito nazionalsocialista, e qui, nell’Aula 600 del Palazzo di Giustizia, si celebrarono i processi raccontati oggi dal Memorium Nürnberger Prozesse e riportati sul grande schermo dal film “Norimberga” di James Vanderbilt, con Russell Crowe e Rami Malek. Il 22 maggio 2026 il Centro di Documentazione ha inaugurato una nuova mostra, costruita su oggetti, biografie e ricerche recenti. “Un luogo un tempo utilizzato a fini propagandistici diventerà uno spazio di dialogo, riflessione e creatività”, ha sintetizzato Schenk. E mai come oggi questa nuova vocazione/destinazione di un luogo ove solo poco più di 80 anni fa sono risuonati inni marziali tra soldati marcianti al passo dell’oca tra urla di guerra e parole d’odio appare scelta lungimirante (e quasi – ahinoi – controcorrente, ndr).

La nuova mostra del Centro di Documentazione, aperta il 22 maggio 2026 (foto: CTZ Nürnberg)
La trasformazione procederà per tappe: la parte coperta della Tribuna Zeppelin, con la cosiddetta Sala d’Oro, aprirà nel 2028 e il Campo Zeppelin nel 2030, mentre nel Palazzo dei Congressi, mai completato, 7.000 metri quadrati diventeranno spazi per prove, spettacoli e incontri e dal 2028 ospiteranno il Teatro dell’Opera durante il restauro della sede storica. Davanti al museo germanico, intanto, la Strada dei Diritti Umani dell’artista israeliano Dani Karavan allinea colonne con gli articoli della Dichiarazione universale, in tedesco e in altre lingue.


Il calendario tra feste, mercatini e l’anno di Dürer
Il calendario scorre dalla Notte Blu alla Festa della Birra di Franconia nel fossato del castello, dal festival gratuito Bardentreffen all’Altstadtfest e al Classic Open Air nei parchi. Ma la coincidenza più felice è un’altra: il primo volo da Malpensa atterra il giorno stesso dell’apertura del Christkindlesmarkt, dal 27 novembre al 24 dicembre, tra i più antichi mercatini di Natale di Germania, inaugurato dal Christkind, l’angelo natalizio, e affiancato dal mercatino delle città gemellate e da quello per bambini. Il 2028 sarà poi l’anno di Dürer, nel cinquecentenario della morte, dal 5 aprile all’11 ottobre, insieme al 350° anniversario del mercatino, mentre nel 2030 arriverà la rassegna regionale del giardinaggio.

Il Christkindlesmarkt in piazza del Mercato (foto: CTZ Nürnberg)
Bayreuth, la città che non ti aspetti
A meno di un’ora di treno, Bayreuth si presenta con l’hashtag #Unexpected. “Vi racconto la storia di una piccola principessa, Wilhelmine, che avrebbe dovuto diventare regina d’Inghilterra sposando il principe di Galles”, ha esordito Manuel Becher dell’ufficio del turismo locale. “La proposta da Londra non arrivò mai e il padre decise che dovesse sposare un margravio di Bayreuth: niente Buckingham Palace, niente Londra. Delusa, decise di crearsi il suo paradiso”. Ne sono nati parchi e palazzi come l’Eremitage e soprattutto il Teatro dell’Opera dei Margravi, costruito nel 1749 e patrimonio UNESCO dal 2012, “il più bel teatro barocco d’Europa”, secondo Becher. Poco distante sorge il Festspielhaus voluto da Richard Wagner, l’unico teatro al mondo costruito per un solo compositore, che nel 2026 ha celebrato i 150 anni del festival.

Il Teatro dell’Opera dei Margravi di Bayreuth, patrimonio UNESCO (foto: Bayreuth Marketing & Tourismus)
La vera sorpresa, però, si beve. Nel triangolo tra Bamberga, Bayreuth e Norimberga operano oltre 200 birrifici e l’Alta Franconia vanta primati di densità artigiana in rapporto agli abitanti. “Se assaggiate una birra diversa ogni giorno, dovete restare tre anni per provarle tutte”, ha scherzato Becher. “E non siamo solo la terra della birra, ma anche quella degli schnapps, grazie ai tanti frutteti”.

Tra le esperienze più richieste c’è il beer hiking, di villaggio in villaggio e di birrificio in birrificio, tra la Svizzera francone e i Monti Fichtel. Nei dintorni, il villaggio di Mödlareuth, detto “Little Berlin”, conserva la cortina di ferro che lo divideva in due, mentre a 45 minuti si trova il paese natale di Levi Strauss; in meno di tre ore si raggiungono 12 siti UNESCO.

Alta Franconia, i primati degli artigiani del gusto
| Attività | Numero | Nota |
| Panetterie | 529 | record mondiale in rapporto agli abitanti |
| Macellerie | 714 | record mondiale in rapporto agli abitanti |
| Birrerie | 174 | la più alta densità di birrifici al mondo |
Fonte: Maisel & Friends su dati BR24
Maisel & Friends, quattro generazioni in… fermento
Simbolo di questa vivacità è Maisel & Friends, marchio del birrificio fondato nel 1887 dai fratelli Hans ed Eberhardt Maisel e oggi guidato dalla quarta generazione con Jeff Maisel. Le prime birre speciali sono nate nel 2012, ispirate da due amici, e la tradizione si è messa a fare jazz. “Fino a quindici anni fa, in Germania, le birre della tradizione erano sostanzialmente cinque; oggi anche lì si possono bere moltissime specialità, e Maisel è tra i birrifici più innovativi”, ha spiegato Alessandro, che per l’azienda segue la parte commerciale e vive a Bayreuth da quindici anni. “Faccio questa tratta tre o quattro volte al mese, talvolta in giornata: il volo aiuterà me, i nostri clienti e anche la pazienza di mia moglie”.

L’area del birrificio Maisel & Friends a Bayreuth (foto: Maisel & Friends)
Il quartiere del birrificio è una piccola città del gusto: il ristorante Liebesbier con oltre 80 birre in bottiglia e 21 alla spina, il Liebesbier Urban Art Hotel, 67 camere e 9 appartamenti firmati da oltre 50 street artist di 30 Paesi, la torrefazione Crazy Sheep, un beer shop di 130 metri quadri e il museo Maisel’s Bier-Erlebniswelt, premiato come attrazione dell’anno ai World Beer Awards 2024 e 2025, con il nuovo percorso Braukunstwelt dedicato al motto “4 ingredienti, 1.000 possibilità”. “Bayreuth è una città in cui ti senti subito a casa, ed è piena di italiani”, ha concluso Alessandro. Un invito che, da fine novembre, dista soltanto il tempo di un volo.




