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Il Consorzio Tutela Vini Asolo Montello mette in rete cantine, ristoranti, ospitalità e cultura in un modello ispirato all’albergo diffuso. Piattaforma digitale, formazione comune e un codice di accoglienza condiviso per trasformare il territorio in un brand internazionale

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Il vino come collante di un intero territorio. È l’idea alla base di Enoteca Diffusa – Asolo Montello Wine Experience Network, il progetto promosso dal Consorzio Tutela Vini Asolo Montello con il contributo della Camera di Commercio Treviso Belluno e presentato ad Asolo il 28 settembre. L’obiettivo è convertire l’attrattività enogastronomica, paesaggistica e culturale dell’area in una leva di promozione e tutela per l’Asolo Prosecco Superiore DOCG, il Montello DOCG e il Montello Asolo DOC. Il modello si ispira al paradigma dell’albergo diffuso: non una nuova struttura fisica, ma una rete che mette in connessione le cantine e introduce il concetto di degustazione itinerante, con il visitatore invitato a spostarsi tra filari, borghi e tavole.

Il consumatore consapevole come prima tutela

Per il presidente Michele Noal la cultura del consumatore è il primo strumento di difesa della denominazione: chi conosce il vino nel suo territorio compra con consapevolezza, riconosce un valore economico più alto e diventa un ambasciatore a costo zero. A rafforzare il ruolo dei consorzi c’è anche il Regolamento europeo 2024/1143, che li individua come soggetti coordinatori pure dello sviluppo enoturistico. L’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond ha accolto il progetto come coerente con un enoturismo che valorizza insieme aziende e territori, annunciando l’imminente legge regionale sul tema ma chiedendo di non ingabbiare la rete in una disciplina troppo prescrittiva. Nel suo intervento ha richiamato anche l’emergenza idrica, invitando le aziende agricole ad attrezzarsi contro una siccità che non può più essere considerata episodica.

Formazione comune e un codice di accoglienza

L’adesione è aperta e gratuita. Il consulente strategico Tiziano Casanova ha indicato due pilastri: una piattaforma digitale informativa e un percorso di formazione per operatori e addetti, centrato su comunicazione emozionale e marketing digitale, così da dare a tutti poche nozioni ma condivise. Ne nascerà un codice di accoglienza comune per fare dell’Asolo Montello un brand riconoscibile all’estero. Il bacino di partenza sono i 475 soci del Consorzio e i 18 Comuni delle denominazioni; l’impatto sarà misurato con indicatori come visite in cantina, prenotazioni di esperienze, traffico digitale e flussi turistici.

Numeri che giustificano l’ambizione

I dati della Cgia di Mestre fotografano un’area in crescita: nel 2025 le Terre di Asolo e Monte Grappa hanno superato per la prima volta i livelli pre-pandemia, con arrivi in aumento del 17,2% e presenze del 21,6%, una permanenza media oltre le 2,8 notti e un impatto economico stimato in più di 42,5 milioni di euro. Per Noal si tratta ora di trasformare un territorio già attrattivo in una destinazione organizzata, capace di parlare con una sola voce, dalle architetture palladiane ai luoghi della Grande Guerra sul Montello.

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