Per i suoi 75 anni Grupo Consorcio sceglie Triennale Milano: acciughe del Cantabrico e tonno premium entrano nei menu e nella linea a marchio di Cucina Triennale, mentre Circana fotografa un mercato delle conserve ittiche da 2,1 miliardi di euro che premia qualità e benessere
di M.L. Andreis
Settantacinque anni custoditi in una scatola rossa. Il tempo come un ingrediente: Grupo Consorcio, produttore ittico spagnolo con cuore tricolore, insegna come. Un passo indietro: tutto comincia nel 1950 a Santoña, borgo di pescatori della Cantabria affacciato sul Mar Cantabrico, dove l’imprenditore italiano Giacomo Croce fonda il Consorcio Español Conservero, puntando sul tonno di alta qualità sulle orme dei maestri salatori italiani che avevano portato su quella costa l’arte della conservazione. Settantacinque anni dopo, l’azienda è leader nelle conserve di tonno bianco e nelle acciughe di alta gamma e figura tra i marchi di riferimento del tonno premium in Italia, dove la sua scatola rossa con la fascia blu si riconosce a colpo d’occhio sugli scaffali, come un’insegna storica in una via del centro.
I numeri raccontano una realtà che ha saputo restare artigiana pur diventando internazionale: un fatturato lordo superiore ai 126 milioni di euro nel 2025, oltre 900 collaboratori tra gli stabilimenti in Spagna e Perù e la filiale italiana, una presenza in 43 Paesi e il 59% delle vendite realizzato all’estero. Dal 2013 il gruppo ha imboccato un percorso di sostenibilità culminato nel 2019 con la certificazione B Corp, poi rinnovata, mentre nel 2024 ha avviato la gestione diretta del business in Italia con una filiale a Milano e una rete commerciale propria. L’anniversario coincide con un nuovo posizionamento, sviluppato con l’agenzia spagnola Estado Latente e riassunto in un claim-manifesto: “100% Cantabrico, 100% calma”.

Dove la memoria diventa progetto
Per spegnere le settantacinque candeline l’azienda ha scelto un palcoscenico che del tempo ha fatto la propria materia prima: Triennale Milano. Negli spazi del Palazzo dell’Arte di Giovanni Muzio è stata presentata la collaborazione strategica che porta i prodotti Consorcio dentro Cucina Triennale, il ristorante e bar affacciato sul parco. Due mondi solo in apparenza lontani, accomunati da tempo e cura come elementi essenziali di creazione.
A spiegare la sintonia è Erica Corti (in foto a sin) presidente di Triennale di Milano Servizi, che cita Cuore, il centro di ricerca e archivio aperto gratuitamente al pubblico. “Cerchiamo sempre partner che condividano con noi valori affini alla nostra storia, alle nostre arti e alle nostre discipline”, premette. “Per noi è imprescindibile partire dalla memoria storica e dalla tradizione per declinare tutte le nostre attività, e in questo ci sentiamo molto vicini a Grupo Consorcio, un’azienda che attraverso l’arte della conservazione e della sfilettatura racconta i valori del proprio territorio”. E aggiunge: “A unire le nostre due realtà è prima di tutto la capacità di custodire, valorizzare e tramandare la memoria. Siamo apparentemente diversi, ma accomunati dalla stessa vocazione: preservare un patrimonio e renderlo contemporaneo”.

Cucina Triennale, secondo tassello del rinnovamento del Palazzo, ne è la traduzione quotidiana: sedie e tavoli degli anni Trenta recuperati e riprogettati, divise del personale ridisegnate con Alessandra Facchinetti. “Il nostro pubblico è estremamente trasversale, dai bambini di due anni dei laboratori educativi fino ad appassionati, turisti e ragazzi, e serviva uno spazio capace di accomunare tutti: Cucina Triennale rappresenta per noi convivialità e socialità”, osserva Corti. La partnership prevede la presenza dei prodotti Consorcio nel menu del pranzo e dell’aperitivo e il loro ingresso nella linea a marchio del locale: “Un progetto di co-brand in cui il gusto incontra l’estetica e la tradizione diventa contemporanea”.
La calma come lusso contemporaneo
Le fa eco Valeria Piaggio (in foto a dx), vicepresidente di Grupo Consorcio e nipote del fondatore. “A Santoña, nel 1950, mio nonno Giacomo Croce ha fondato il gruppo: è lì che abbiamo imparato tutto il nostro savoir-faire”, ricorda. “Celebrare 75 anni significa confermare il valore delle cose fatte bene, con pazienza. Per questo diamo un valore speciale alla collaborazione con un’istituzione centenaria che, come noi, custodisce un patrimonio di eccellenza proiettandolo verso il futuro”.

Accanto a lei, a sfilettare dal vivo, due somadoras, le donne che lavorano a mano le acciughe una a una. “Nelle loro mani c’è qualcosa che racconta molto di noi: l’amore per le cose fatte bene. E per farle bene ci vuole calma”, sottolinea Piaggio. “Anche davanti a un’opera d’arte dobbiamo fermarci e osservare con calma: forse è questo il vero lusso di oggi, avere il tempo di esserci davvero e di lasciarci toccare da qualcosa”. Lo stesso vale per il tonno: “Dietro i trancetti che trovate in una scatoletta c’è una signora che li ha tagliati e sistemati a mano, e a volte ci dimentichiamo che cosa significhi”. L’obiettivo, conclude, “è che Grupo Consorcio venga riconosciuto non soltanto per l’eccellenza dei prodotti, ma come un marchio che rappresenta una cultura del fare fondata su autenticità, cura e rispetto delle proprie origini”.
Un mercato da 2,1 miliardi che sceglie la qualità
A dare concretezza alla filosofia sono i dati della ricerca Circana sul mercato italiano delle conserve ittiche, un comparto che nell’ultimo anno ha raggiunto 2,1 miliardi di euro (totale Italia omnichannel), di cui circa un miliardo sviluppato nella grande distribuzione. Archiviata la fase inflattiva, che tra il 2021 e il 2024 ha spinto i prezzi medi in alto del 20%, la categoria ha ritrovato slancio: nei primi otto mesi dell’anno il fatturato è cresciuto del 4,4% e i volumi del 6,1%, segno di una domanda reale e non solo di listini più alti. Tonno e acciughe valgono insieme circa l’83% della domanda: il primo ha messo a segno un +5,4% a volume, le seconde un +3,2%.
Il consumatore, più selettivo e consapevole, premia la fascia alta. Il segmento premium arriva al 16,4% del valore con un trend del +3%, superiore al mainstream che, pur pesando il 63,8% del mercato, si ferma al +2,3%. Nel tonno premium la crescita è a due cifre, +15% a volume per il sott’olio e +27% per il naturale, mentre la nicchia in olio extravergine d’oliva, circa il 10% del premium, corre a ritmi vicini al +30%. Cresce anche il benessere: i prodotti health intercettano una domanda pari al 7,6% dei volumi, e le conserve ittiche, ricche di proteine nobili e Omega 3, vi si inseriscono con naturalezza. Per le acciughe la leva più forte è invece l’origine: il Cantabrico viene percepito come sinonimo di lavorazione artigianale e gusto superiore.

In questo scenario Consorcio corre più veloce della categoria. “I dati di Circana confermano la vitalità del comparto e soprattutto del segmento premium. Nel 2025 la filiale italiana ha superato i 34 milioni di euro di fatturato lordo, con una crescita del 6%, mentre il marchio ha incrementato le vendite del 4%”, dichiara Dario De Stefano (nella foto sopra a dx), general sales manager Italia del gruppo. A fine 2025 le acciughe del Cantabrico Consorcio hanno registrato +24,1% a volume e +27,6% a valore, contro una media di segmento del +7,2%, guadagnando 1,2 punti di quota. “Quando nel 2024 abbiamo iniziato a gestire direttamente la commercializzazione abbiamo trovato una tempesta perfetta, con scenari inflattivi pesantissimi, ma sulla qualità il nostro compromesso è stato e resta zero”, spiega De Stefano, che entra poi nei dettagli tecnici: “Lavoriamo il tonno da intero con un unico congelamento, anziché con il doppio passaggio adottato da molti player, e questo incide in modo significativo sulla compattezza della carne; la tripla pulizia significa arrivare, come diciamo noi, alla carne viva”. Quanto alle acciughe: “La specie è la stessa del nostro litorale, ma come tutti i pesci oceanici si nutre diversamente ed è più grande. E poi c’è pulizia e pulizia”. Infine l’extravergine: “In Italia questo segmento è sempre stato complicato, perché il gusto è più deciso, eppure le nostre linee in extravergine biologico, lanciate negli ultimi cinque anni, pesano già il 35% con una cannibalizzazione minima: quando il prodotto ha forza, i trend si possono sommare”.
Dal tagliere al co-brand, la calma servita a pranzo
Il progetto prende forma nei piatti di Cucina Triennale, inaugurata nel maggio 2025 con la proposta firmata T’a Milano dei fratelli Tancredi e Alberto Alemagna, con la responsabilità operativa del food & beverage affidata a Simone Farina e la supervisione dell’executive chef Eugenio Cozza. Nella sezione aperitivo debuttano tre piatti signed by Consorcio: crostini con burrata, olio, basilico e acciughe del Cantabrico Gran Reserva; acciughe Gran Reserva con pan brioche e burro al limone montato alle erbe; lattuga, tonno e acciughe. “Il nostro compito, anche nell’ora di pranzo, è regalare all’ospite quaranta minuti o un’ora di calma”, racconta Farina. “Pan brioche croccante, acciughe, che sono un prodotto eccezionale, e burro montato al limone arrivano su un tagliere di legno che richiama la regionalità italiana: così l’ospite si compone il piatto e gioca con l’acciuga in un momento di spensieratezza”.

La linea a marchio Cucina Triennale, già arricchita da cioccolati e dolci realizzati con T’a Milano, accoglie ora due formati co-branded in vendita al bar-caffetteria: un’anfora da circa 300 grammi e una più tascabile scatoletta da 40 grammi. Alla presentazione la brigata ha proposto anche cubi di milanese con salsa tonnata alle acciughe Consorcio e una gilda basca rivisitata su polenta. E la sera, accanto all’Happy Rice! mantecato a vista, torna il classico pane, burro e acciughe.
Arrigoni, regista del gusto di tutto il Palazzo
L’alleanza con Consorcio si inserisce in una strategia gastronomica sempre più articolata, che Triennale ha affidato a una visione coordinata nominando advisor per il food & beverage Tommaso Arrigoni (in foto sotto) chef e imprenditore milanese che nel 1998 ha rilevato Innocenti Evasioni, conquistando nel 2009 una stella Michelin mantenuta per quattordici anni. Il mandato riguarda linee guida, coerenza dei format e dialogo tra cucina, design e pubblico. “Credo che oggi la ristorazione all’interno di un’istituzione culturale non debba essere considerata un semplice servizio accessorio, ma un linguaggio capace di dialogare con l’architettura, il design, le persone e la città”, afferma Arrigoni.
Al ruolo di indirizzo lo chef affianca quello operativo all’ultimo piano, dove Innocenti Evasioni / Terrazza Triennale, gestito da Compass Group, porta la sua cucina con vista sullo skyline e sulla Luna di Marcello Maloberti, tra tradizione meneghina e percorsi degustazione come “Milano” e “Sei Mezze”. Dalla terrazza al giardino, il Palazzo dell’Arte si conferma così un organismo gastronomico a più piani, dove un’acciuga del Cantabrico può diventare, come un’opera in una sala espositiva, un invito a fermarsi e guardare meglio.





