Skip to main content

La maison affida a Chahan Minassian il nuovo spazio di ospitalità privata ricavato in un volume a doppia altezza di Palazzo Gavazzi. Superfici voltate rivestite di pannelli specchiati su misura, tessuti Fortuny, lampadari in vetro di Murano e l’argenteria della collezione Caviar come parte integrante dell’esperienza

.

Buccellati rinnova la collaborazione con il designer e decoratore di origine libanese e di base a Parigi Chahan Minassian, al quale la maison di gioielli e oggetti di design ha affidato il più recente progetto di interni: un Caviar Bar nel cortile del flagship di via Monte Napoleone 23. L’intervento segue quello realizzato nel 2024 per il piano nobile di Palazzo Gavazzi, sede milanese della casa.

Il nuovo spazio trae ispirazione da una delle collezioni di art de la table più celebri del marchio, Caviar, riconoscibile per il caratteristico motivo a microsfere e per la maestria nella lavorazione dell’argento. Il bar ne amplia il racconto trasformando un immaginario decorativo in un luogo fisico dedicato all’accoglienza e alla convivialità.

Un volume a doppia altezza affacciato sul cortile

Riservato ai clienti e agli ospiti della maison, il Caviar Bar si sviluppa all’interno di un volume a doppia altezza articolato su due livelli. L’accesso avviene attraverso una galleria che richiama i percorsi cerimoniali dei palazzi milanesi ottocenteschi e introduce a uno spazio concepito per la conversazione e l’ospitalità privata. Un soppalco vetrato domina il salone principale, istituendo una continuità visiva tra i piani e accentuando la verticalità dell’architettura.

Rivestimenti d’autore, luce rifratta

Il tratto distintivo del progetto risiede nelle superfici voltate, interamente rivestite da pannelli specchiati su misura declinati in sfumature di rame, argento e grigio fumé. Riflettenti e al tempo stesso calde, queste superfici catturano e rifrangono la luce come farebbe la parete di una grotta d’argento, amplificando le prospettive e conferendo allo spazio profondità scenografica e una certa teatralità. Una palette di grigi argentati, toni tortora, accenti bronzati e riflessi dorati riprende e sviluppa il linguaggio materico introdotto al piano nobile.

Velluti, Fortuny e vetro di Murano

Velluti, tessuti Fortuny, pelli materiche e tappeti su misura introducono una dimensione di calore tattile, per un’atmosfera insieme sofisticata e accogliente. Come per il piano nobile, ogni elemento d’arredo è stato concepito su misura dal designer. Pezzi d’epoca, tra cui lampadari in vetro di Murano, convivono con forme scultoree e arredi bespoke, in un dialogo calibrato tra l’architettura storica del palazzo e un linguaggio progettuale contemporaneo.

Lo sguardo del progettista

Chahan Minassian spiega che mantenere un approccio residenziale era fondamentale: l’obiettivo era creare un interno accogliente e vissuto, pur preservando la solennità architettonica di Palazzo Gavazzi. Gli specchi, osserva, introducono luce, movimento e profondità, mentre materiali, tessuti e vetro di Murano restituiscono calore e intimità. Attraverso una serie di interventi orchestrati con precisione, il designer ha costruito per la maison una narrazione spaziale coerente, nella quale il patrimonio si esprime attraverso architettura, artigianalità e arte del vivere.

In questo ambiente l’universo dell’art de la table prende forma in una dimensione autenticamente vissuta: la collezione Caviar, insieme alle altre icone di argenteria della casa — dalle collezioni realizzate con Ginori alla colorata Murano Collection, fino ai Furry Animals e agli altri elementi decorativi della mise en place — non si limita a essere esposta, ma diventa parte integrante dell’esperienza di ospitalità.

css.php