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I cocktail pre-miscelati valgono l’8% del mercato statunitense degli alcolici e in Europa le vendite sono attese più che raddoppiare in dieci anni. Per l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo il trend può sostenere Aperol Spritz in lattina e alla spina e il Campari Spritz

Il mercato statunitense degli alcolici sta attraversando un mutamento strutturale nelle abitudini di consumo, con una propensione crescente alla moderazione. Secondo un’analisi del Financial Times, i consumatori più giovani bevono meno e tendono a ridurre le occasioni di consumo. Il calo, però, non è uniforme fra le categorie: i cocktail in lattina e i ready to drink registrano performance nettamente migliori rispetto al comparto degli spirits.

Comodità, porzioni e prezzo

Il vantaggio competitivo dei pre-miscelati poggia su tre elementi: la comodità, la facilità di trasporto e il controllo delle porzioni, caratteristiche che li rendono particolarmente adatti alle nuove generazioni. Si aggiunge il fattore economico, poiché costano meno di un calice di vino o di un cocktail miscelato, e la buona adattabilità a occasioni come festival ed eventi sportivi. Dal 2019 le vendite della categoria negli Stati Uniti sono cresciute a doppia cifra, mentre il mercato complessivo degli alcolici arretrava dell’1%: oggi i cocktail pronti valgono l’8% dell’intero mercato statunitense.

L’Europa segue con dieci anni di corsa

Il caso americano potrebbe anticipare un cambiamento più ampio, man mano che la moderazione e le nuove modalità di consumo delle generazioni più giovani si diffondono in altri mercati. In Europa, secondo le ricerche più recenti, le vendite dei ready to drink sono destinate a più che raddoppiare nel prossimo decennio. Per l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo si tratta di un’opportunità di crescita per i produttori di spirits esposti al segmento, soprattutto quando possono contare su brand forti e distribuzione capillare. Gli analisti hanno precisato che il calo strutturale dei consumi di alcol continua a rappresentare un fattore penalizzante per il settore, ma che la rapida crescita del segmento suggerisce come le aziende capaci di adattare il portafoglio alle nuove occasioni possano comunque generare crescita.

La partita di Campari

La strategia del gruppo Campari è incentrata sulla versione in lattina dell’Aperol Spritz, lanciata nel Regno Unito, in Belgio, in Austria e nel global travel retail, e sul Campari Spritz. Secondo l’ufficio studi i risultati sono solidi: il primo prodotto sostiene la performance negli Stati Uniti attraverso la versione alla spina, il secondo beneficia dei lanci anticipati in Europa. Nel primo semestre 2026 Aperol e Campari sono cresciuti rispettivamente del 3,3% e del 2,3%.

Le stime e il giudizio degli analisti

Gli analisti hanno individuato un potenziale di crescita legato al trend dei cocktail pronti e alla versione alla spina dell’Aperol, grazie alla possibilità di intercettare nuove occasioni di consumo, precisando però che tempi e dimensioni restano incerti e dipenderanno in larga misura dalle abitudini dei consumatori nei singoli mercati locali. Sul titolo Intesa Sanpaolo mantiene un rating neutral e un target price di 6 euro, attendendosi a fine 2026 ricavi pressoché stabili a 3,007 miliardi di euro dai 3,052 miliardi del 2025, un ebitda di 777,9 milioni dai 785 milioni precedenti e un debito netto di 1,765 miliardi, in calo dagli 1,95 miliardi di fine esercizio.

Il consenso di mercato

Il consenso raccolto da Bloomberg conta 11 rating buy, 12 hold e 1 sell, con un prezzo obiettivo medio di 7,07 euro che implica un potenziale di rialzo del 22% rispetto alla quotazione di 5,79 euro. Per un gruppo storicamente costruito attorno al rito dell’aperitivo, la lattina diventa un banco di prova industriale prima ancora che commerciale.

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