Dal 1° settembre il Bvlgari Hotel Milano riapre la propria insegna gastronomica con un format più conviviale firmato dallo chef abruzzese: classici italiani reinterpretati, servizio al carrello e spazi ridisegnati da ACPV Architects Antonio Citterio Patricia Viel
Ha aperto il 1° settembre Da Niko, il nuovo progetto gastronomico del Bvlgari Hotel Milano firmato da Niko Romito. Prende il posto dell’insegna Il Ristorante – Niko Romito, attiva dal 2018 e chiusa lo scorso 22 giugno per un restyling integrale degli spazi. Silvio Ursini, executive vice president del Gruppo Bvlgari, ha spiegato che la trasformazione nasce dall’evoluzione stessa dell’ospitalità contemporanea: gli ospiti cercano oggi esperienze più spontanee e meno scandite dal cerimoniale, capaci di restituire il piacere della condivisione e della scoperta, senza che nulla sia stato ceduto sul fronte del rigore nella selezione della materia prima.
Stesso pensiero, tono più diretto
Romito ha raccontato di aver cercato un linguaggio più immediato per esprimere la propria idea di cucina: ricerca e rigore restano identici, tanto nella scelta degli ingredienti quanto nella loro trasformazione, ma vengono declinati in una dimensione conviviale, con un tono più caldo. La grande tecnica, ha aggiunto lo chef, c’è ma si nasconde, per lasciare spazio a un’eleganza rilassata e a un piacere immediato. Il menu, che spazia dai crudi alle preparazioni servite al tavolo, nasce per invitare alla condivisione e alla naturalezza dello stare a tavola.
Crudi e antipasti
Il percorso si apre con una selezione di crudi: carpaccio di ricciola con limone e peperoncino, carpaccio di tonno con pomodoro profumato al basilico, cocktail di scampi e lattuga, manzo marinato alle erbe con misticanza. Gli antipasti rileggono in chiave contemporanea alcuni capisaldi della tradizione, dal vitello tonnato alle polpette di vitello con salsa verde, fino al pan brioche con astice, sedano e lattuga marinata. Non mancano le fritture, con i calamaretti in salsa tartara e la pizza fritta con pomodoro, mozzarella e parmigiano reggiano.
Primi e carrello dei secondi
Fra i primi tornano alcune delle preparazioni più identitarie dello chef: spaghetti e pomodoro, tonnarelli cacio e pepe, paccheri con scampi, limone e dragoncello, fusilloni con aragosta, agnolotti del plin con fondo di manzo, arancia e maggiorana, oltre alla zuppa di bieta, pomodoro e rosmarino. I secondi giocano invece sul registro conviviale: il servizio al carrello porta in sala il pescato del giorno, la cotoletta di vitello alla milanese e il pollo fritto piemontese con fiocco, patate e verdure di stagione, affiancati da piatti individuali come sogliola alla mugnaia, filetto di manzo con salsa al pepe verde e parmigiana di melanzane. In chiusura, classici reinterpretati come il tiramisù e la brioche calda con zabaione e gelato al pistacchio.
La sala firmata ACPV
Gli spazi sono stati ripensati da ACPV Architects Antonio Citterio Patricia Viel, lo stesso studio che a suo tempo ha progettato l’albergo. Il risultato richiama il calore di una raffinata casa milanese: tavoli di misure diverse, sedute e divanetti disposti per favorire la conversazione, una libreria dedicata alla città, un bar ovale in resina nera e un raro vaso Richard Ginori, La Venatoria, prodotto all’epoca della direzione artistica di Gio Ponti. Patricia Viel ha spiegato di aver lavorato su toni terrosi per costruire un’atmosfera più calda e tattile, cercando l’equilibrio fra la sofisticazione dell’ambiente e la possibilità per l’ospite di sentirsi del tutto a proprio agio, lontano dalla rigidità del formale.
La brigata e il perimetro Bvlgari
In cucina il resident chef è Giorgio Fuda, torinese, formatosi ad Alma e passato per insegne stellate fra Francia, Messico e Italia, fra cui il Cannavacciuolo Bistrot di Torino; collabora con Romito dal 2021 e ha guidato la sede di Pechino de Il Ristorante nel periodo del riconoscimento Michelin. Da Niko si inserisce nella strategia di Bvlgari Hotels & Resorts, divisione del marchio fondato a Roma nel 1884 e oggi parte del gruppo Lvmh, presente a Milano, Londra, Bali, Pechino, Dubai, Shanghai, Parigi, Roma e Tokyo. All’interno dell’hotel restano operativi il Bar, Il Giardino e il Pizza Bar firmato da Pier Daniele Seu.




