Martedì 15 settembre la Glasshouse nel parco dell’hotel di Bolzano riapre per un menu a otto portate firmato dal resident chef Dario Tornatore e da Arianna Gatti del Forme Restaurant di Brescia. Filo conduttore, la memoria del gusto letta da due sensibilità distinte
La Glasshouse riaccende i fornelli. Riparte da un padiglione di vetro immerso nel verde la stagione degli eventi gastronomici del Parkhotel Laurin. Martedì 15 settembre la Glasshouse nel parco dell’albergo bolzanino riapre le porte per una cena a quattro mani che segna il ritorno degli appuntamenti targati ConTanima: protagonisti il resident chef Dario Tornatore e la chef Arianna Gatti, dal Forme Restaurant di Brescia.
La formula è quella, sempre insidiosa, del menu condiviso: otto portate in cui le creazioni dei due cuochi si alternano come battute di un dialogo, senza che nessuna delle due voci prevalga. Il rischio, in questi casi, è la somma algebrica; l’ambizione dichiarata è invece una conversazione fra grammatiche diverse, tenute insieme da un unico tema.
Due sensibilità, una sola memoria
Quel tema è la memoria del gusto, terreno comune su cui i due chef arrivano però da direzioni opposte. Tornatore porta in tavola una cucina dal carattere narrativo, diretto e materico, che parte da sapori familiari e popolari per evolversi in accostamenti contemporanei e contaminazioni. “La mia è una cucina che parte da sapori familiari e popolari per arrivare a contaminazioni contemporanee: mi interessa il racconto prima ancora della tecnica”, osserva il resident chef del Laurin.
La risposta di Gatti si muove su un registro diverso, fatto di stratificazione, sfumature aromatiche ed equilibrio fra i contrasti. “Lavoro sulla stratificazione e sulle sfumature: valorizzare la materia prima significa costruire equilibri fra contrasti, con tecnica ed eleganza”, spiega la chef bresciana. Se la cucina di Tornatore procede per pennellate larghe, quella di Gatti sembra costruita per velature successive: due modi antitetici di arrivare allo stesso risultato, che è poi far riaffiorare un ricordo.
Otto portate, un dialogo a specchio
Il percorso alterna sistematicamente i due autori. Si apre con Cuore, fagioli, strauben di Tornatore, cui risponde Trota, albicocca, ostriche e bieta di Gatti. Seguono La Genovese del giorno prima e i Plin ai funghi, nocciola, tartufo; poi Pernice, mais, taco e Animella, cardoncelli, sesamo e levistico. Il finale è affidato alla Cagliata di bufala e fichi e al dessert Cioccolato, nocciola e genziana, che chiude il cerchio riportando il menu in quota alpina.
Basta scorrere l’elenco per cogliere la costruzione: piatti popolari rivisitati e ingredienti umili — il cuore, i fagioli, la genovese riscaldata il giorno dopo — che incontrano lavorazioni di precisione e accostamenti di scuola contemporanea. Un menu che gioca sul contrasto senza cercare lo scontro, e che affida agli otto passaggi il compito di raccontare quanto sia elastico il concetto stesso di tradizione.
Un palcoscenico che dura tutto l’anno
L’appuntamento conferma la vocazione del Parkhotel Laurin come palcoscenico dinamico e punto di riferimento per la città di Bolzano: un luogo in cui l’alta gastronomia dialoga stabilmente con l’arte, la musica e la cultura, dentro un programma di eventi che si snoda lungo l’intero calendario. La Glasshouse, con la sua trasparenza affacciata sul parco storico, funziona in questo senso come una vetrina letterale — e come una sala prove per formule che escono dal perimetro del ristorante d’albergo tradizionale.
Per il settore è un modello interessante. Le cene a quattro mani, quando non si riducono a operazione di immagine, restano uno degli strumenti più efficaci per far circolare competenze fra cucine diverse, attirare una clientela cittadina che difficilmente varcherebbe la soglia di un hotel e costruire attorno alla struttura una reputazione gastronomica autonoma rispetto a quella alberghiera.
Informazioni utili
La partecipazione alla serata, con aperitivo e cena di otto portate, ha un costo di 120 euro a persona, bevande escluse. È disponibile un abbinamento vini opzionale composto da cinque calici, al costo aggiuntivo di 70 euro a persona. Prenotazioni al numero 0471 311000 oppure all’indirizzo info@laurin.it.




