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Dal 31 agosto al 6 settembre l’hotel milanese trasforma il weekend di Monza in un percorso fra cucina, mixology e champagne: risotto alla monzese a La Cupola, pairing d’autore da Pellico 3 con Guido Paternollo e il cocktail Ascari 76 firmato dal Mio Lab

Il rombo dei motori non arriva fino a piazza Duomo, ma l’atmosfera dell Gran Premio di Monza arriva fino a lì. In occasione del Formula 1 Pirelli Gran Premio d’Italia 2026, il Park Hyatt Milano trasforma il weekend più atteso del motorsport internazionale in un percorso di gusto che coinvolge, dal 31 agosto al 6 settembre, tutti gli outlet della struttura. Il filo conduttore è la partnership con Moët & Chandon, Champagne ufficiale della Formula 1, che per sette giorni diventa il pilota di punta di un’intera scuderia gastronomica.

La declinazione è capillare: Moët & Chandon Brut Impérial al calice e in bottiglia presso La Cupola e Mio Lab, mentre Pellico 3 alza il tiro affidando al Grand Vintage 2016 il compito di accompagnare il percorso degustazione dello chef. Una strategia che ricorda la logica di una gara a Monza: pochi elementi, ma perfettamente assettati per la scia.

La Cupola e il risotto che sa di Brianza

A La Cupola il territorio entra in tavola senza mediazioni con il Risotto alla monzese, interpretazione di uno dei piatti più identitari dell’area brianzola. L’abbinamento con il Brut Impérial è studiato per lavorare in sottrazione: le note fresche e la struttura raffinata dello champagne sollevano i profumi dello zafferano, assecondano la sapidità della luganega e alleggeriscono la profondità del jus di vitello. Il risultato è un piatto che, come una monoposto ben bilanciata, guadagna velocità proprio dove sembrava più pesante.

Pellico 3, il pairing gioca sulle consistenze

Da Pellico 3 lo chef Guido Paternollo costruisce un dialogo più cerebrale, mettendo il Grand Vintage 2016 accanto all’Irish Coffee di champignon, uno dei piatti iconici del menu I Miei Orizzonti. Dragoncello, rosa di champignon, emulsione vellutata di funghi e lardo di Colonnata compongono un raffinato gioco di consistenze e profondità aromatiche, dove l’annata millesimata trova terreno fertile per esprimere complessità senza irrigidirsi.

“L’abbinamento con uno champagne nasce sempre da un equilibrio delicato tra struttura, aromaticità e consistenze”, afferma lo chef. “Il dialogo con Moët & Chandon mette in risalto sfumature inaspettate e trasforma il pairing in un’esperienza gastronomica completa, pensata per celebrare il gusto con la stessa precisione e cura che caratterizzano il mondo della Formula 1”.

Ascari 76, il drink che omaggia la curva

Il capitolo mixology porta la firma di Alessandro Iacobucci Vitoni, Bar & Lobby Manager, che per il Mio Lab ha creato Ascari 76. Si tratta di un twist sul French 76 costruito su Belvedere Organic Vodka F1 Limited Edition, Italicus, succo di limone, sciroppo di zenzero e Moët & Chandon Brut Impérial: uno sparkling cocktail fresco e affilato, in cui il profilo puro ed equilibrato della vodka dialoga con la freschezza dello champagne senza mai coprirla.

Il nome è un doppio omaggio: alla leggendaria Curva Ascari dell’Autodromo di Monza e alle 76 edizioni del Gran Premio disputate sul circuito brianzolo. “Il Gran Premio di Monza è un momento di grande energia, condivisione e celebrazione”, spiega Iacobucci Vitoni. “Con Ascari 76 abbiamo voluto tradurre questo spirito in un cocktail elegante e contemporaneo, reinterpretando un grande classico con ingredienti che dialogano perfettamente con la personalità di Moët & Chandon Brut Impérial e Belvedere Organic Vodka F1 Limited Edition”.

“È un drink pensato per accompagnare il brindisi, ma anche per raccontare il legame tra Milano, l’ospitalità internazionale di Park Hyatt e uno degli eventi più iconici dell’anno”, conclude il bar manager.

L’hotel come tribuna d’onore

L’operazione conferma una vocazione precisa: trasformare i grandi appuntamenti internazionali in esperienze da vivere, sfruttando la posizione dell’hotel come punto di raccolta per appassionati, ospiti e professionisti del settore. In una città che nel primo fine settimana di settembre si popola di trasferte, il Park Hyatt Milano gioca la carta della continuità narrativa fra pista e sala, offrendo un calendario che accompagna l’intera settimana anziché concentrarsi sulla sola domenica di gara.

Per l’hotellerie di alta gamma è anche un esercizio di posizionamento. Legare la propria offerta food & beverage a un evento globale significa intercettare un pubblico che viaggia, spende e sceglie in base all’esperienza complessiva più che al singolo servizio. Il risotto, il pairing d’autore e il cocktail diventano così tre punti di un medesimo tracciato, percorribile in qualunque ordine e a qualunque ora della giornata.

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