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Sapori locali, tradizioni regionali, idee culinarie e filosofie di vita si incontrano sul Lago di Como, per dare il via alla celebrazione dell’anniversario con un pranzo a sei mani e undici Stelle Michelin, all’insegna della convivialità e dell’amicizia

di Chiara Di Paola

Una location unica, dalla posizione invidiabile e con un design elegante dalle linee moderne – firmato da Patricia Urquiola – che ha saputo armonizzarsi perfettamente con il paesaggio naturale circostante, ridefinendo l’idea di ospitalità di lusso sulle sponde lariane e conquistando nel 2025 ben 2 Chiavi Michelin. In questo contesto di esclusività raffinata prende forma la cucina del ristorante sospeso sull’acqua Il Sereno Al Lago (a Torno, Como), guidato fin dall’apertura – avvenuta nel 2016 – da Raffaele Lenzi, lo chef classe 1984, originario di Napoli, che a solo un anno dall’inaugurazione ha conquistato una stella Michelin, mettendo a frutto un talento culinario coltivato tra Inghilterra, Stati Uniti e importanti cucine nazionali, tra cui quelle di Bruno Barbieri, Elio Sironi e Stefano Baiocco al Grand Hotel Villa Feltrinelli, dove scopre la sua predilezione per il mondo vegetale.

Oggi lo chef è il punto di riferimento gastronomico del gruppo Sereno Hotels, seguendo anche la struttura gemella nei Caraibi, Le Sereno a St. Barths, con una brigata costruita nel tempo e una proposta culinaria in continua evoluzione ma coerente, solida ed efficace nelle sue declinazioni gustative e concettuali.

Rigore, curiosità, benessere, sostenibilità e racconto

A Il Sereno Al Lago, chef Lenzi esprime una visione gastronomica che lui stesso definisce: “Semplice, concreta, con i piedi per terra, leggera”, e basata sul protagonismo degli ingredienti, coerentemente con una filosofia culinaria che mira alla valorizzazione rispettosa della materia prima nella sua essenza. Raffinata, delicata, identitaria e autentica, la sua cucina è profondamente fedele alla tradizione nazionale e al significato di essere italiani, ma al tempo stesso contemporanea e aperta a fruttuose contaminazioni culturali e gustative. Lo dimostra la suddivisione del menu serale in tre percorsi, battezzati rispettivamente A Modo Mio, Omaggio alla Tradizione e Vegetali, Tuberi & Radici (che dal 2017 rappresenta un pilastro dell’offerta de Il Sereno Al Lago), ciascuno dei quali combina un linguaggio personale e contemporaneo con l’approccio giocoso alle ricette classiche nostrane, l’apertura a suggestioni esotiche e multiculturali e la particolare attenzione all’aspetto salutare del cibo, espressa soprattutto attraverso un’esaltazione meditata e mai banale dell’elemento vegetale.

L’obiettivo? Emozionare con sobrietà, rinunciando agli esercizi di stile e all’avanguardismo culinario fini a se stessi e puntando piuttosto a prendersi cura degli ingredienti e, di riflesso, degli ospiti seduti a tavola, accompagnandoli attraverso un viaggio gustativo etico, sostenibile, sincero, esperienziale, multiculturale e soddisfacente.

Un buon compleanno illuminato dalle stelle

A dieci anni dall’avvio di questo percorso culinario identitario, coerente, basato su una riflessione profonda dello chef e in continua crescita stagione dopo stagione, Il Sereno Al Lago sceglie di festeggiare il suo anniversario circondandosi di amici, clienti affezionati al luogo e professionisti che condividono la stessa visione culinaria di chef Lenzi.

Così, lo scorso 30 maggio, un pubblico selezionato di giornalisti, appassionati gourmand e fedeli ospiti della struttura e del ristorante, ha potuto gustare un pranzo d’eccezione, realizzato da sei mani stellate e studiato per far incontrare l’ecosistema del Lago con i sapori del resto d’Italia, in un accostamento perfettamente armonioso di mondi, percorsi, territori e tradizioni locali capaci di incontrarsi in una sorprendente assonanza. 

Tre chef, un modo affine di concepire il senso della cucina

Ospiti nella cucina di Raffaele Lenzi per l’occasione, Chicco Cerea e Roberto Di Pinto, ciascuno dei quali ha dato il proprio contributo a un menu pensato per esprimere un “ritorno alle origini del gusto”:

*Selezione di amuse bouche di Chef Lenzi: Carote, mandorle e prezzemolo; Tendine di manzo e rafano; Carciofo alla romana; Radicchio e melagrana; Frutta nera olio e sale

*Capasanta tropicale (Di Pinto)
*Uovo all’uovo (Cerea)

*Mescafrancesca patate e pesci (Di Pinto)
*Agnello marinato al lapsang, peperonata e borragine (Lenzi),

*Frutta in kombucha (Lenzi),

*Gelato al pistacchio e aceto di lamponi e ruta (Lenzi),

*Piccola Pasticceria (Cerea)

*Sorpresa fuori menu: Paccheri Da Vittorio

Degustazione a parte, il pranzo è stata l’occasione – informale e conviviale – per conoscere meglio la filosofia alla base dell’attività di questi artisti del gusto, che oltre al prestigio delle stelle condividono un senso della cucina basata sull’autenticità, sul ricordo, sull’impegno quotidiano a non sentirsi mai arrivati e andare sempre “oltre”, sulla possibilità di celebrare le proprie origini e di superare la nostalgia della propria terra, facendone rivivere l’essenza in forma nuova.

“Io cucino quello che mi piace mangiare e non temo di dire la mia su ciò che voglio in menu per gli ospiti che vengono a farci visita”, ha commentato chef Lenzi; “Io ho sublimato la lontananza della mia terra d’origine portando un po’ di Napoli nei piatti che cucino a Milano” dice chef Di Pinto; “Il segreto per continuare ad amare il proprio lavoro è non sentirsi mai arrivati ma costruirsi sempre nuove motivazioni, guardando più in là” dice chef Chicco Cerea. Tre personalità uniche ma in qualche misura affini, legate alle proprie origini e capaci di farle rivivere in forma nuova, attraverso una cucina pensata non come narcisistico esercizio di stile, bensì come occasione espressiva per entrare in contatto con l’altro, raccontandosi e accogliere l’ospite nel proprio mondo, secondo un meccanismo di arricchimento reciproco.

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