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La Val Federia si trasforma per un giorno in un laboratorio gastronomico solidale: diciassette chef stellati, cinque tappe nelle tipiche Tea di Livigno, e il ricordo vivo di Mattias Peri, il pioniere che nel 2009 portò la prima stella Michelin in Valtellina. Un format che guarda al futuro dei giovani cuochi

di MLA

Diciassette chef hanno imbracciato le loro giacche bianche e sono saliti lungo il sentiero che costeggia il ristorante La Calcheria. Non per competere, non per farsi fotografare: per cucinare gratis, in memoria di un amico. Snow Food Mattias è questo, prima di ogni altra cosa: un atto d’amore che si trasforma in opportunità per chi, domani, si metterà la stessa giacca.

L’iniziativa è nata per onorare la memoria di Mattias Peri, lo chef che nel 2009 portò la prima stella Michelin a Livigno e in Valtellina, scomparso prematuramente nel 2015. L’Associazione Mattias, che ne raccoglie l’eredità, ha trasformato il dolore della perdita in progettualità concreta: borse di studio per i giovani degli istituti alberghieri, costruite anno dopo anno attraverso eventi come questo. Ogni anno si ripete il miracolo: grandi chef salgono in quota, cucinano, raccontano, e i fondi raccolti finanziano i sogni di ragazzi che ancora non sanno di averne uno.

Un itinerario del gusto tra le Tea alpine

Il format è semplice nella struttura, complesso nell’esecuzione: un percorso ad anello di circa cinque chilometri, suddiviso in cinque soste presso le tipiche Tea, le baite in pietra e legno che punteggiano la valle. Ogni tappa è una portata, ogni portata è una storia. I partecipanti avanzano in gruppi scaglionati, alternando il ritmo della camminata alla sosta gastronomica, portando con sé il calice ricevuto all’apertura per le degustazioni in abbinamento ai vini.

Si comincia alla Tea Bernardegl con la “Bruscheta dal contadin”: pan brioche al timo, speck e scimudin caldo preparato dai cuochi dell’Associazione Cuochi e Pasticceri Livigno, abbinata a un sidro di pere Poirè Jorasses Classico M.F. a bassa gradazione alcolica. Un aperitivo che già racconta tutto: prodotti locali, tecnica contemporanea, rispetto per la tradizione. Come un’ouverture che introduce i temi della sinfonia a seguire.

Alla Tea da Giacom dal gavel, gli chef Alessio Manzoni, Attilio Galli e Pietro Longhini propongono “Rin, bosc e li erba”: un raffinato carpaccio di trota marinata con waffle di Granun e abete, abbinato al Gera della Cantina Balgera, metodo classico rosé da uve Nebbiolo.

Poi la Tea da Maria, dove Alessandro Gilmozzi, Alessandro Bellingeri e Michele Tallarico firmano un orzotto in baita con Asiago di montagna, musetto di mangalica e burro della Latteria di Livigno, abbinato al Vigna Rogolino, Buttafuoco Storico Oltrepò Pavese Doc di Francesco Maggi.

Alla Tea da Memi arriva il piatto di mezzo, quello che spezza la tensione con un sorriso: l’hamburger di Mortadea “Yun e Yang” firmato da Alessandro Negrini, Valeria Mosca, Lorenzo Cogo, Lorenzo Dal Bo e Ludovica Menardi, avvolto da pane di segale con mostarda di frutta e fritto di erbe, fiori e radici alpine, una salsa umeboshi di mirtillo, e il Cheséta, Nebbiolo Valtellina Superiore DOCG Riserva della Cantina Nera nel calice. Alla Tea dal Zop, Davide Caranchini, Gianni Tarabini, Luca Mozzanica e Davide Molteni compongono il secondo piatto: un medaglione di Galletto Vallespluga in pane alle patate con maionese all’aglio orsino, in abbinamento al Valpolicella Ripasso Doc La Corte del Pozzo della Cantina Fasoli Gino.

Il finale, alla Tea dala Meca, è tutto di Maurizio Santin: “Beer-Bà”, un babà alla birra con panna cotta al malto, affiancato dalle birre Meilë e Musa del birrificio Herba Monstrum Brewery di Lecco, e dalla crema al caffè monorigine Ethiopia Benti Nenka di Maurizio Valli e Manuel Castellani. A chiudere, i distillati alle erbe locali Invitti Fedaria: un congedo aromatico che sa di bosco e di quota, come un respiro profondo prima di scendere a valle.

La molletta e il senso di una comunità

Lungo il percorso, i membri dell’Associazione hanno raccontato storie e tradizioni locali, trasformando la camminata in un viaggio culturale a tutto tondo. Fausto Silvestri dell’Associazione Mattias ha chiarito il senso profondo dell’iniziativa: “Mattias era un amico carissimo che ha tracciato una strada maestra. Aveva un’idea di cucina unica, profondamente legata alla raccolta personale di erbe e radici. Quando è mancato, abbiamo capito che il modo migliore per onorarlo era sostenere i giovani. Ogni anno chiediamo agli istituti di selezionare i loro migliori studenti: vederli oggi valutati da diciassette chef stellati, venuti qui a cucinare gratuitamente in memoria di Mattias, è un’iniezione di fiducia incredibile per la loro carriera. Speriamo che tra questi tremila studenti possa nascere un nuovo Mattias“.

Fausto Silvestri

C’è poi la storia della molletta, simbolo dell’Associazione: Mattias ne era affascinato, la usava come metafora di tutto ciò che “tiene insieme”. Quando è nata l’Associazione, quel simbolo è diventato il suo marchio identitario. Una molletta per mettere insieme le persone, per legare il passato al futuro, i giovani chef ai grandi maestri, il territorio alla cucina d’autore. Un simbolo piccolo e potente come le migliori idee.

Il Sentiero Gourmet torna a Livigno

L’energia gastronomica di Livigno non si ferma. Il 10 luglio 2026 tornerà il Sentiero Gourmet, l’esperienza che intreccia cammino nella natura e cucina alpina lungo lo scenario della Valle del Vago. Un itinerario di circa cinque chilometri tra prati e boschi d’alta quota, con sette tappe gourmet, una in più rispetto alle edizioni precedenti: un viaggio dall’antipasto al dessert, con piatti della tradizione abbinati a vini raffinati. La novità 2026 è la settima tappa interamente dedicata ai formaggi, che valorizza ulteriormente il racconto del territorio attraverso il gusto.

Il format si arricchisce anche di una dimensione culturale: lungo il percorso il Gruppo Folk di Livigno e il gruppo dei Costumi Caratteristici accompagneranno i partecipanti con musica e rappresentazioni tipiche, trasformando la passeggiata gastronomica in un’esperienza immersiva a tutto tondo. Protagonista è l’Associazione Cuochi e Pasticceri di Livigno, che firma ogni tappa con una cucina capace di interpretare il territorio con coerenza e visione contemporanea. Le iscrizioni sono disponibili dal 20 maggio tramite l’app MyLivignoPass al costo di 140 euro.

Estate 2026: sport, cultura e sapori

Ma l’estate livignasca è molto più di un sentiero gastronomico. Il calendario degli eventi si estende da giugno a settembre con una programmazione capace di soddisfare ogni stile di viaggio. Il 27 giugno la Granfondo Livigno Alé porta ciclisti da tutta Europa su percorsi alpini con l’iconico arrivo al Mottolino, lo stesso traguardo di una tappa del Giro d’Italia. Il 18 e 19 luglio la Stralivigno, trail di 21 km, affianca la Ministralivigno per i più piccoli in due giorni di corsa e condivisione.

Dal 20 al 22 luglio, Livigno ospita La Milanesiana, il celebre festival culturale ideato da Elisabetta Sgarbi: l’edizione 2026, la ventisettesima, è dedicata al tema “Il desiderio e la legge” con serate che vedranno protagonisti Paolo Ruffini, Irene Grandi e un omaggio speciale a Franco Battiato. Il 31 luglio la Festa del Costume Livignasco anima le vie del paese per la ventottesima edizione con una sfilata suggestiva e degustazioni di specialità tipiche. Il 10 agosto la Notte Nera trasforma Livigno in uno scenario illuminato da candele e fiaccole.

Il 27 agosto convivono due anime: la 1K Shot, gara sprint di sci di fondo su una pista di neve allestita in piena estate grazie alla tecnica dello snowfarming, e la Gara da li Contrada da Livign, competizione tra le contrade del paese che celebra l’identità più popolare della destinazione. A chiudere la stagione, il 4 settembre, l’Icon Xtreme Triathlon: nuoto, ciclismo e corsa tra lago e passi alpini per atleti alla ricerca di una sfida estrema. Una programmazione che fa di Livigno, estate dopo estate, una destinazione capace di adattarsi a ogni desiderio.

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