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Marriott International apre il St. Regis Budapest nel palazzo storico Klotild e lancia Amoh, a Luxury Collection Resort, a Rodi. Due debutti nel segmento luxury che coniugano heritage architettonico e ospitalità contemporanea in destinazioni ad alto potenziale turistico

La Belle Époque torna a vivere sul Danubio. Al cuore di Budapest rinasce uno degli edifici più rappresentativi della Belle Époque cittadina. Il Klotild Palace si trasforma in The St. Regis Budapest: 102 camere e suite, servizio Butler, i rituali iconici del brand e una proposta gastronomica di destinazione inserita in un contesto di raffinatezza senza tempo. L’apertura segna il debutto di St. Regis Hotels & Resorts in Ungheria, ulteriore passo nella strategia di espansione di Marriott nel segmento luxury dell’Europa centrale. Il progetto coniuga restauro filologico e contemporaneità, con spa di alto livello e spazi eventi di grande eleganza.

Amoh a Rodi: pietra ellenistica e Mediterraneo

Sull’isola di Rodi, invece, The Luxury Collection debutta con Amoh, a Luxury Collection Resort, situato su una penisola riservata lungo la spiaggia di Kavos, nell’area di Pefki, a breve distanza dalla città storica di Lindos. Il resort — 197 camere e suite, otto ristoranti e bar, due spiagge e una spa — è progettato dallo studio londinese Studio Lost, che si è ispirato alla tradizione greca della lavorazione della pietra e al paesaggio circostante, con materiali naturali e tonalità minerali. Un contesto paesaggistico arricchito dalla presenza di una cava di calcare di epoca ellenistico-romana.

Una strategia europea sul lusso esperienziale

Le due aperture confermano la visione strategica di Marriott International: puntare su destinazioni ad alto potenziale turistico, valorizzare il patrimonio storico e sviluppare resort in location leisure consolidate. Un lusso che non si misura solo in thread count, ma in esperienze irripetibili, in architetture che raccontano storie, in paesaggi che restano scolpiti nella memoria.

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