Durante la Milano Design Week, il Flagship Store Faema di Via Forcella si trasforma in un hub culturale immersivo. Protagonista l’artista John Blond, i cui segni tremolanti hanno personalizzato due icone della storia del caffè italiano: la Faemina e la E61, ora nella collezione permanente del MUMAC
di MLA
La Milano Design Week è da sempre il palcoscenico ideale per far incontrare mondi che di norma non si parlano. Con questo spirito Cimbali Group ha ospitato l’evento “Affinity” by Faema, presso il proprio Flagship Store di Via Forcella 7, nel cuore del Tortona Design District: un innovativo format ibrido — bar, listening bar, salotto milanese, palcoscenico per le arti — che ha integrato per tutta la settimana macchine per il caffè di design, arte, musica e specialty coffee in uno spazio immersivo, ridefinendo il ruolo del bar come luogo di relazione e cultura contemporanea.
Il concept di “Affinity” nasce dalla riscoperta della “A” di “Affini” nell’acronimo FAEMA: un’apertura verso mondi affini, una bussola per l’esplorazione di nuove subculture. Lo spazio è stato suddiviso in due aree. Il Level Zero è un listening bar green con il duo dj/producer Eternal Love che ogni mattina ha curato una selezione musicale esclusiva. Il Level One, il salotto “Molto Milano”, ha ospitato workshop e talk con ospiti come Massimiliano Tonelli (Artribune/Cibo Today), il designer Paolo Metaldi (Compasso d’Oro), Enrico Lago (Italdesign) e la mixology d’autore di Edoardo Nono, fondatore di Rita Cocktails.

John Blond: dall’adolescenza tra i graffiti alle macchine da caffè
Ma il vero protagonista della settimana, quello che ha lasciato un segno — letteralmente — sulle macchine esposte, è stato John Blond, artista di origine francese che ha fatto di Milano la sua seconda casa e del segno tremolante il suo marchio di fabbrica. Nato a Parigi e cresciuto tra i quartieri dove la street art è linguaggio quotidiano, Blond ha sviluppato il suo stile in modo che potrebbe definirsi geologico: strati su strati di esperienza che si sedimentano fino a formare qualcosa di inconfondibile.
Descriveva lui stesso la genesi del suo stile: il percorso artistico nasce durante l’adolescenza, partendo dal mondo dei graffiti e dalla sperimentazione del lettering. All’inizio lavorava molto sui contorni, che erano già ondulati, quasi instabili. Con il tempo, in modo naturale, quelle forme si sono evolute fino a diventare le linee nere tremolanti che lui definisce Noodles. Un processo spontaneo, guidato più dall’istinto che da una scelta razionale, che lo ha portato a portare questo segno su superfici e oggetti sempre diversi, fino ad arrivare a un contesto inaspettato e affascinante come quello delle macchine da caffè.



L’incontro con Faema è avvenuto quasi per caso: Blond era stato invitato da Spazio Isa a un evento e lì ha conosciuto Maria Vittoria Rinaldi, Brand Manager Faema. Ha iniziato a raccontarle il suo percorso e il suo lavoro, e lei ha colto ancora prima la persona dell’artista, trovando una forte affinità tra i suoi valori e quelli del brand. Da lì è nato tutto. Successivamente Blond è stato invitato a visitare l’azienda e, prima ancora, il MUMAC, il più grande museo permanente al mondo dedicato alla storia, al design e alla tecnologia delle macchine per caffè espresso professionali. Un luogo che lo ha colpito profondamente: durante la visita si è sentito ispirato ma anche consapevole della responsabilità del proprio intervento.
Entrare in punta di piedi dentro una storia più grande
Vedere nomi come Ettore Sottsass — già ispirazione del Memphis Group, quel collettivo degli anni Ottanta che ha rivoluzionato il design con pattern geometrici, colori neon e forme non convenzionali — lo ha fatto sentire ancora di più il peso e l’orgoglio di quel ruolo. L’affinità tra i Noodles di Blond e l’estetica Memphis non è casuale: entrambi condividono la libertà espressiva, il dinamismo, un certo richiamo nostalgico alla cultura pop trasformato in qualcosa di contemporaneo.
Insieme al team Faema sono nate idee e visioni trasformate in un progetto concreto. Non solo la personalizzazione delle macchine, ma anche attività pensate per il Fuorisalone, capaci di coinvolgere il pubblico e la community di Blond. Tra queste, il caffè “Blend by Blond”: una Specialty Blend con 70% Brasile Naturale Santos Cerro Alto e 30% Messico Lavato Finca Cruxtitla, offerta da Caffè Carnera. “La storia dell’azienda, il contesto di Milano e l’avvicinarsi della Design Week 2026 sono stati dei veri catalizzatori”, ha confidato Blond.

Il processo creativo sulle macchine Faemina e E61 e sul packaging del blend è stato descritto da Blond come un lavoro di grande concentrazione e precisione. Il suo segno è istintivo, ma quando interviene su un oggetto così iconico ogni linea deve essere definitiva: non esiste possibilità di errore o ripensamento. È un equilibrio tra libertà espressiva e controllo assoluto. Blond ha raccontato di aver vissuto durante la visita in azienda uno dei caffè migliori della sua vita — una sintesi perfetta di quanto il contesto possa amplificare l’esperienza.
“Sono molto felice di questa relazione e di questa collaborazione. Aver lasciato il mio segno su due modelli iconici e sapere che entreranno nella collezione permanente del MUMAC rappresenta per me un traguardo importantissimo. È come entrare, in punta di piedi ma con il mio linguaggio, dentro una storia più grande”, ha detto Blond. Le due macchine personalizzate — la Faemina, icona del segmento home nata nel 2021 dal design di Italdesign, e la E61, la rivoluzionaria macchina degli anni Sessanta prima a utilizzare una pompa volumetrica — sono ora parte del MUMAC, a Binasco, dove potranno essere ammirate insieme al resto della storia del caffè espresso italiano.

Faema e ISA S.p.A.: il bar come sistema dinamico
“Affinity by Faema” ha incluso anche un momento di confronto tra Faema e ISA S.p.A., azienda umbra fondata nel 1963 protagonista nell’arredo e nella refrigerazione professionale per bar. Insieme hanno creato un banco bar esclusivo concepito come elemento architettonico e narrativo, in cui tecnologia, materiali e proporzioni concorrono a definire una nuova idea di centralità del bar. La macchina da caffè non è più un oggetto isolato, ma parte integrante di un sistema coerente, in dialogo con l’arredo firmato ISA. Una visione dove estetica e funzionalità si intrecciano per valorizzare i gesti quotidiani, il tempo della pausa e la dimensione conviviale. Come ha sottolineato Silvia Ruggiero, Group Brand & Communication Director di Cimbali Group: “Faema dimostra ancora una volta la sua capacità di interpretare i nuovi trend, reinventando i propri codici di comunicazione senza mai perdere il legame con la propria storia e i propri valori”.






