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La storica confetteria genovese fondata nel 1780 inaugura il suo secondo salon de thé milanese in via Manzoni 5, a pochi passi dal Teatro alla Scala. Oltre 100 mq di design ottocentesco contemporaneo, un’offerta che va dalla colazione all’aperitivo e una heritage artigianale lunga quasi 250 anni

Ci sono storie imprenditoriali che resistono ai secoli senza perdere identità. Romanengo 1780 è una di queste: nata a Genova nel XVIII secolo come confetteria artigianale, è sopravvissuta a tutto — rivoluzioni, guerre, mode — mantenendo il rigore di una produzione senza conservanti, rispettosa della stagionalità, fedele alle ricette della confiserie europea. Ora, con l’apertura di La Corte Manzoni in via Manzoni 5 a Milano, il marchio fa un ulteriore salto: porta la propria cultura del tempo lento nel cuore del quadrilatero della moda, a pochi passi dal Teatro alla Scala. È il secondo indirizzo milanese del brand, dopo La Corte di Milano Caminadella.

Il progetto architettonico: materia, memoria e misura

Il progetto degli interni, firmato dallo studio Hurlé & Martin, reinterpreta il salotto europeo ottocentesco con una sensibilità contemporanea e misurata. Lo spazio — oltre 100 mq, 40 posti a sedere — si articola in una sequenza di ambienti raccolti, dove ogni elemento materiale racconta una scelta precisa: archi e boiserie in marmo moresco, una grande library su misura in noce e rovere tinto, un bancone centrale scultoreo rivestito in marmo naturale dalle venature calde, tavolini in pietra e marmo chiaro, dettagli in ottone brunito, lampade dal disegno discreto. Le sedute in velluti e tessuti jacquard a motivo botanico dialogano con pareti in marmorino. Il soffitto è rivestito da una carta da parati a motivo naturalistico che crea un collegamento visivo con gli altri spazi Romanengo, rafforzando l’idea di una famiglia coerente di luoghi.

La parola alla CEO

Violante Avogadro di Vigliano, CEO di Romanengo, ha condensato la visione del progetto con una dichiarazione che è anche un manifesto: “Con La Corte di via Manzoni abbiamo voluto creare non soltanto un nuovo spazio, ma un luogo capace di raccontare la storia di Romanengo attraverso un linguaggio contemporaneo. Milano rappresenta per noi un contesto naturale di dialogo tra tradizione e innovazione: qui portiamo la cultura della confetteria genovese e del tempo lento, reinterpretandola in una dimensione urbana, elegante e internazionale”. Rispetto per il passato e proiezione nel futuro: ecco la cifra stilistica di un brand che sa dove vuole andare.

L’offerta: dall’alba all’aperitivo

La proposta segue l’arco della giornata con coerenza e identità. La mattina si apre con lievitati (croissant, girella con uvetta e canditi, pain au chocolat) e pasticceria classica — cannoncini, bignè, cannelé, budino di riso — affiancati da una selezione di tè e tisane. A pranzo (12-14) arrivano le quiche stagionali, l’avocado toast, le acciughe del Cantabrico con burro e pane, il riso al salto. Protagonisti assoluti i tramezzini, declinati dal classico con prosciutto cotto e maionese alla rosa alle versioni vegetariane e di pesce. Il sabato è riservato al brunch strutturato; la sera l’aperitivo con cocktail classici e analcolici chiude il cerchio di una giornata tutta Romanengo.

245 anni di storia orientati al domani

La Corte Manzoni non è solo una nuova apertura: è la prova che quasi 250 anni di storia artigianale possono convivere con l’ambizione contemporanea senza snaturarsi. Romanengo resta, prima di tutto, una confetteria storica. Ma ha imparato — con intelligenza e senza fretta — a trasformare il proprio patrimonio in un’esperienza fruibile nel XXI secolo. In una Milano sempre più affollata di proposte effimere, un marchio con questa solidità e questa eleganza è una rarità che vale la visita.

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