L’esclusivo albergo diffuso toscano, fresco del riconoscimento con le Due Chiavi Michelin, inaugura la stagione 2026 con una duplice proposta gastronomica che esalta il vegetale, la pasticceria botanica, una cantina di Vino Nobile di Montepulciano e un calendario culturale di respiro internazionale
di MLAndreis
Immerso nelle colline della Val d’Orcia — patrimonio UNESCO al pari della Cucina Italiana — Monteverdi Tuscany apre la stagione 2026 con una nuova consapevolezza: quella di un luogo che ha saputo guadagnarsi le Due Chiavi Michelin coniugando lusso discreto, paesaggio senza tempo e una visione gastronomica che si rifiuta di essere statica. Fondato nel 2012 dall’italoamericano Michael L. Cioffi a Castiglioncello del Trinoro, in provincia di Siena, l’albergo diffuso comprende suite di lusso, una Culinary Academy, una galleria d’arte e la Chiesa romanica di Sant’Andrea, costruendo intorno all’ospite un ecosistema esperienziale unico in Italia.
La filosofia di Bacciottini: dal vegetale alla Chianina
Al centro della proposta gastronomica 2026 c’è la ricerca quasi antropologica dell’Executive Chef Riccardo Bacciottini, “toscanaccio” con oltre 10 anni passati all’estero, (anche) nelle cucine di Gordon Ramsay e René Redzepi (spoiler: lui non parla per nulla male dell’ex executive del Noma di Copenaghen, ndr). La grande novità della stagione è la centralità della proposta vegetale: erbe spontanee e verdure degli orti di proprietà diventano protagoniste assolute, capaci di sostenere la complessità di un piatto tanto quanto le proteine nobili. Bacciottini lo spiega con la chiarezza di chi ha scelto una direzione con convinzione: “La nostra cucina è un laboratorio di antropologia alimentare. Quest’anno abbiamo voluto dare un’anima potente alla proposta vegetale, elevando le erbe spontanee e le verdure dei nostri orti a protagoniste assolute, capaci di sostenere la complessità di un piatto tanto quanto le proteine nobili”.

Ma la tradizione non si dimentica. La Chianina — la “ciccia” di cui parla il cuoco con affetto quasi reverenziale — resta un monumento identitario della cucina toscana, lavorata rispettando i tempi della frollatura e la verità del fuoco. Due anime coesistono senza conflitto: la radice territoriale e lo slancio verso il futuro.
Oreade: due percorsi, un’unica visione
Detto, fatto: il ristorante fine dining Oreade articola la propria offerta su due menu degustazione che raccontano le due anime di Monteverdi. Il primo è interamente dedicato alla tradizione toscana e alla materia prima locale; il secondo esplora la visione contemporanea dello chef, con la sperimentazione e la centralità del vegetale come fil rouge. Come spiega Bacciottini: “Sono due viaggi complementari pensati per offrire un’immersione totale nel nostro micro-cosmo gastronomico”. Due esperienze che si completano, per ospiti con aspettative diverse ma uguale desiderio di autenticità.



Accanto a Oreade, il ristorante Zita propone una rilettura raffinata della cucina toscana, dove la stagionalità guida ogni scelta e i sapori del territorio emergono con autenticità, con una carta dei vini curata che intreccia grandi etichette italiane e selezioni internazionali di pregio.

Il cibo in dialogo: Cantina Cioffi e la pasticceria botanica
Radici profonde, visione contemporanea. La proposta vino di Monteverdi Tuscany evolve sotto la guida della wine director Adriana Valentini grazie all’acquisizione di Valdipiatta, storica cantina del Vino Nobile di Montepulciano. “Siamo fisicamente sotto Montepulciano, in una zona bellissima: qui si respira una legacy familiare autentica”, racconta Valentini, sottolineando il valore di un progetto nato dall’amicizia tra Michael L. Cioffi e la famiglia Caporali che possedeva la tenuta e con Miriam Caporali continua a gestire questa storica realtà vitivinicola. Territorio nel calice, senza compromessi. “Con i vigneti di proprietà riportiamo un pezzetto di valle a ogni ospite”, spiega Valentini. Dalla Vigna d’Alfiero nasce un Sangiovese in purezza capace di unire struttura e finezza, mentre rosato e bianco restano “i nostri biglietti da visita nel mondo”. Esperienza totale, tra vino e paesaggio. “È una cantina pilastro per la nostra offerta”, afferma Valentini: tra degustazioni, eventi e cene in grotta, gli ospiti vivono un’esperienza a 360 gradi, immersi nell’anima più autentica della Val d’Orcia.

A chiudere il cerchio, il Pastry Chef Luigi Margiovanni porta in tavola una pasticceria botanica che rifiuta gli eccessi di zucchero a favore delle essenze della macchia mediterranea e, tra l’altro, del miele locale.



Arte, musica e chef internazionali: il calendario 2026
La stagione culturale è di altissimo profilo. Alla Monteverdi Gallery è in corso la mostra di Camille Blatrix (28 marzo – giugno). Il 5 luglio il pianista Luigi Carroccia salirà sul palco in collaborazione con la Fondazione Nicola Bulgari. In autunno il ritorno dei talenti del Metropolitan Opera di New York, e a settembre (21-24) la chef’s table experience con gli chef americani Bobby Flay e Brooke Williamson. La Spa & Wellness Center completa l’offerta con percorsi di rigenerazione totale. Un luogo dove il tempo si dilata, e ogni esperienza è pensata per lasciare un segno.




