Nel trecentesco Convento Francescano di Cuccaro Vetere, sei serate da aprile a settembre celebrano l’Italia del vino con produttori d’eccellenza, cucina autoctona e soli 50 ospiti per appuntamento
Un chiostro millenario, un’idea precisa. Nel borgo di Cuccaro Vetere, 600 anime aggrappate alle montagne del Cilento più schivo e autentico, torna The Wine Table: un format nato dalla sinergia tra Convento Francescano Experience Hotel e Wine&Thecity, brand iconico della comunicazione enologica fondato nel 2008. Sei appuntamenti, dal 18 aprile al 12 settembre, riservati a soli 50 ospiti ciascuno, nel chiostro di un convento trecentesco che è oggi il primo Small Luxury Hotels of the World del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Lusso inteso come quiete, profumo di bosco e storia che si respira ad ogni passo.

Il format: vino, territorio, racconto
Ogni serata è un rito laico: cinque vini, cinque piatti creati dalla cucina dell’Osteria del Convento guidata da Patrizia Portolano, e la voce del produttore a fare da filo conduttore. Non una degustazione, ma un dialogo — tra calice e piatto, tra sapori e paesaggio, tra racconto e scoperta. Le cantine sono state selezionate non soltanto per l’eccellenza produttiva, ma per la capacità di emozionare: ambasciatori di regioni e terroir, custodi di storie familiari tramandate di generazione in generazione.

Il calendario: un viaggio nella penisola
Si apre il 18 aprile con il Friuli Venezia Giulia di Livio Felluga, icona dei bianchi del Collio dal 1956 — Pinot Grigio e Sauvignon nati dal terroir ponca, eleganza minerale senza compromessi. Il 9 maggio è la volta della Toscana con Frescobaldi: oltre 700 anni di storia, più di trenta generazioni, vini come il Mormoreto e l’Ornellaia a definire i canoni dell’eccellenza italiana. Il 6 giugno scende in campo Casale del Giglio, pioniere dell’enologia moderna del Lazio, fondata negli anni Novanta da Dino Santarelli e oggi condotta dal figlio Antonio: vitigni storici come il Cesanese e il Bellone, riconoscimenti internazionali.
Il 18 luglio è la Campania a prendere parola con Villa Raiano, maestri del Fiano di Avellino DOCG e dell’Aglianico Irpinia DOC su 30 ettari biologici a San Michele di Serino: la famiglia Basso dal 1996 unisce radici storiche e tecnologia moderna in vini di mineralità e struttura. L’8 agosto è pugliese: Leone de Castris, fondato nel 1665 a Salice Salentino dal Duca Oronzo Arcangelo Maria Francesco dei Conti di Lemos, porta nel chiostro cilentano il Negroamaro e il Primitivo. Piernicola Leone de Castris, sedicesima generazione, guida oggi 300 ettari e 2,5 milioni di bottiglie l’anno, con new entry come Five Roses Metodo Classico — nipote illustre della prima bottiglia di rosato italiano, vendemmia 1943.

La chiusura: la Sicilia di Donnafugata
Il sipario cala il 12 settembre con Donnafugata, l’azienda della famiglia Rallo che racconta la Sicilia attraverso luoghi e uve diverse ma sempre coerenti: dal Ben Ryé, passito di Pantelleria tra i più celebri al mondo, ai rossi di Contessa Entellina e dell’Etna. Un progetto articolato su più aree dell’isola — Contessa Entellina, Pantelleria, Vittoria, Etna — dove qualità, sostenibilità e cura sartoriale delle piccole produzioni si intrecciano in una narrazione autentica del paesaggio siciliano.

Le voci del progetto
“The Wine Table è molto più di una cena: è un’esperienza di relazione, ascolto e bellezza, costruita attorno al vino e alla cucina del Convento”, dichiarano Alberto Carrato e Maria Chiara Faganel, volto e anima del Convento Francescano. Lui, 29 anni, tornato dalla Brianza al paese d’origine del padre Dante; lei, sustainability manager dal Friuli, insieme per una nuova vita all’insegna del turismo lento e autentico nel cuore del Cilento. “Le cantine sono ambasciatori di regioni e terroir, incredibili storie di famiglie e intere generazioni votate al vino”, precisa Irene Bernabò Silorata, co-founder di Wine&Thecity.






