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Seconda edizione per Irinoxperience, progetto educativo che porta la cultura della catena del freddo negli istituti alberghieri del Veneto. Sette scuole, oltre trecento studenti, quattro moduli formativi digitali e una sfida finale nelle cucine dell’azienda di Vittorio Veneto. Ecco i vincitori

di M.L.Andreis

C’è qualcosa di elettrico nell’aria quando i giovani cuochi varcano la soglia di un’azienda che ha fatto della scienza del freddo la propria filosofia. La seconda edizione di Irinoxperience — il progetto educativo di Irinox per formare le nuove generazioni alla corretta gestione della catena del freddo — si è chiusa con la consegna di un premio che vale molto più di una targa: sottende un percorso, una visione, una promessa sul futuro della ristorazione italiana.
A salire sul gradino più alto del podio sono stati Luca De Miranda e Lorenzo Sandre, studenti dell’Istituto Alberghiero Beltrame di Vittorio Veneto, con il piatto Polenta e formaggio radicchio e vino rosso: una preparazione premiata per la capacità di rivisitare in modo innovativo i prodotti d’eccellenza della tradizione veneta, mantenendone intatta l’identità ed esaltandone i sapori attraverso un’applicazione efficace e consapevole della catena del freddo. La giuria ha rilevato l’elevato livello professionale della presentazione e il valore aggiunto della scheda tecnica allegata, che evidenziava una conoscenza approfondita degli alimenti utilizzati sotto ogni aspetto.

Sette istituti per un Veneto in cucina

Il progetto ha coinvolto quest’anno oltre trecento studenti distribuiti in sette istituti alberghieri di tutta la regione: l’Ipsseoa A. Beltrame di Vittorio Veneto, l’Ipseoa A. Barbarigo di Venezia, il Cesare Musatti di Dolo, l’Istituto Artusi di Recoaro Terme, l’IIS Mario Rigoni Stern di Asiago, l’I.I.S. Almerico da Schio di Vicenza, l’IIS Cestari Righi di Chioggia e il I.I.S. Cipriani-Colombo di Adria. Una geografia scolastica che racconta l’ambizione di un progetto cresciuto ben oltre i confini della provincia di Treviso.
Il percorso formativo si è articolato in quattro moduli erogati tramite un’app dedicata, in formato video, ciascuno arricchito da una pillola di sostenibilità. I temi hanno spaziato dalla shelf life dei prodotti alla normativa sulla conservazione, dall’utilizzo dell’abbattitore ai processi produttivi. Al termine di ogni modulo, gli studenti si sono confrontati con un momento di gamification attraverso quiz integrati nell’app. Sono arrivati alla giornata finale i due migliori classificati di ciascun istituto: la sfida conclusiva si è tenuta nelle cucine della sede Irinox a Vittorio Veneto, trasformate nel campo di gioco di una vera e propria Champions League culinaria.

Aprire le porte ai talenti di domani

Andrea Altinier, Responsabile Comunicazione Corporate e Relazioni Esterne di Irinox S.p.A., ha animato con padronanza l’intera giornata, facendosi portavoce dello spirito del progetto. Con la naturalezza di chi conosce profondamente la missione aziendale, ha accolto gli studenti con parole capaci di trasformare una competizione in un rito di passaggio. Siete il best of di questo viaggio, quasi un dream team. Oggi vi sfiderete come in un campo di calcio, e vedremo chi sarà il vincitore della nostra Champions League. Siamo molto felici di aprire le porte dell’azienda ai giovani talenti: oggi la nostra cucina sarà la vostra cucina”.
Altinier ha sottolineato con soddisfazione il buon equilibrio di genere tra i finalisti — aspetto non secondario per un’azienda certificata sulla parità: “Nel parterre dei finalisti c’è un buon balance tra ragazze e ragazzi. Per un’azienda come la nostra è sempre un segnale positivo”. Ha poi presentato la giuria, ricordando come Gianluca Ortu, Corporate Chef Coordinator di Irinox e protagonista del progetto e della giornata, giri il mondo portando la tecnologia aziendale tra chef stellati e piccoli laboratori. Il “cuoco” (come gli chef veri non hanno paura di definirsi, ndr) ha accompagnato ogni coppia di studenti nell’Experience Room, guidando le fasi operative con l’autorità di chi sa valutare tanto il gesto tecnico quanto la visione creativa.

L’abbattitore? Una idea per 96 Paesi

Poche parole raccontano un’azienda meglio di quelle del suo fondatore. Luigino Granziera, Amministratore Delegato di Irinox S.p.A., ha salutato i ragazzi con la semplicità di chi non ha bisogno di effetti speciali per trasmettere passione e visione. “Questa è la seconda edizione di una sfida che abbiamo voluto fortemente, come produttori di quella che io definisco la tecnologia del futuro, perché consente di mantenere la qualità degli alimenti, senza sprechi. Siamo nati 36 anni fa con una idea in testa: diffondere una soluzione che veramente rivoluziona il lavoro di chi opera in laboratori e cucine. E l’abbiamo portata in 96 Paesi in tutto il mondo”.

Un passaggio che illumina l’identità profonda di Irinox: non solo un produttore di attrezzature, ma un’azienda che ha contribuito a ridisegnare i processi della cucina professionale mondiale. Il riconoscimento come Società Benefit — ottenuto nel 2022 — e la certificazione B Corp, conseguita nel 2026, completano il ritratto di un’impresa che guarda al profitto senza perdere di vista la responsabilità verso la comunità. “Puntiamo molto sulle nuove generazioni: la tecnologia deve entrare in cucina come un aiuto concreto al lavoro quotidiano. Riuscire a garantire prodotti di qualità al cliente finale è la nostra e la vostra missione. Noi vogliamo aiutarvi su questo”, ha aggiunto l’imprenditore.

Investire sui giovani: un progetto di lungo respiro

Lorenzo Comaschi, Direttore Commerciale di Irinox e Vicepresidente di Applia Italia, ha offerto agli studenti una prospettiva di lungo periodo: “Per noi portarvi qui è un grande investimento e un grande onore. Nel mondo c’è ancora tantissima possibilità di migliorare il lavoro in cucina — in termini di tempo, risultati e marginalità. Il fatto di aver investito su di voi è una strategia e un impegno di lungo periodo: crediamo nella cultura e nell’impatto dei nostri prodotti sulla vostra vita futura”.Comaschi ha poi illustrato la sfida quotidiana di Irinox: raggiungere capillarmente i propri clienti attraverso una rete di distributori formata e motivata. Per questo l’azienda ha costruito una Academy interna chiamata Learning Hub: percorso formativo dall’e-learning alle sessioni in aula, con gamification. “Bisogna saper ascoltare i bisogni del cliente, per fornire la soluzione giusta alla persona giusta”, ha sottolineato il manager.

Trenta minuti di… fuoco

Il compito assegnato agli studenti era chiaro: preparare una portata della tradizione culinaria veneta dimostrando le competenze acquisite sulla catena del freddo. Abbattimento, conservazione, gestione del prodotto: ogni scelta tecnica doveva essere motivata, ogni gesto orientato alla replicabilità. Le sette coppie di finalisti hanno portato i propri piatti già preparati a scuola, arrivando alla sede Irinox solo per l’impiattamento e il finishing. Trenta minuti a disposizione, cinque per pulire la postazione. Gianluca Ortu ha ricordato le chiavi di lettura della sfida con la consueta chiarezza: processo produttivo esposto con rigore, corretta applicazione della catena del freddo, coerenza tra conservazione e shelf life, attenzione alla sostenibilità, efficienza nella comunicazione. E, non ultima, la pulizia del piano di lavoro. Perché, come ha evidenziato lo chef: “Potete fare il più bel piatto del mondo, ma se il vostro ambiente di lavoro è sporco, tutto il vostro sacrificio è vanificato”. Non solo: allargando il campo ha voluto anche sottolineare come “uno chef, un pasticcere, chiunque lavori in cucina deve essere prima di tutto colto. Questo è un principio che non si può negoziare”. In soldoni: studiate, ragazzi! Non si smette, non di deve mai smettere di imparare.

Il podio come trampolino per il domani

Giudicati da una giuria tecnica variegata, tra giornalisti di settore ospiti ed esperti di tecniche di cucina e di comunicazione e marketing, il primo posto è stato assegnato agli studenti del Beltrame, cui il riconoscimento ha portato in dote per il loro istituto un abbattitore MF Next S di Irinox in comodato d’uso per due anni: uno strumento che permetterà ai ragazzi di sperimentare quotidianamente le potenzialità del freddo professionale. In via del tutto eccezionale, la giuria ha stabilito un ex aequo per il secondo posto.

A condividerlo sono stati Gaia Nasti e Giada Tollin (sopra nella foto di destra) dell’Istituto Musatti di Dolo con la Pazientina Rivisitata, e Francesco Varagnolo e Matteo Chieregato (sopra nella foto di sinistra) dell’Istituto Cestari Righi di Chioggia con Sarde in Saore: cuore croccante e scrigno cremoso. Per tutte le coppie, il premio è un corso a scelta nelle masterclass di Scuola Cast Alimenti, centro d’eccellenza nella ricerca e nella professionalità delle discipline alimentari.

La lezione è servita

Il progetto Irinoxperience si è dunque dimostrato anche stavolta punto d’incontro tra tecnologia, cultura e responsabilità verso le generazioni che verranno. E mentre i ragazzi tornano alle loro scuole con qualcosa in più — competenza, consapevolezza, forse un sogno più nitido — l’azienda di Vittorio Veneto guarda avanti. Perché chi sa conservare il meglio del passato, sa anche costruire il meglio del futuro.

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