L’alta gastronomia italiana sale in vetta per un incontro esclusivo tra il rigore del Maestro e la purezza della neve alpina
Il silenzio bianco delle vette si è acceso di una luce diversa. Sulle piste di Prato Nevoso, lo chef Carlo Cracco ha trasformato una baita di montagna in un palcoscenico di pura eccellenza. L’evento, parte della rassegna Gusto di Montagna, ha visto lo chalet Il Rosso vestirsi a festa per ospitare una cucina italiana contemporanea fatta di ricerca e identità. La grande cucina italiana sale in quota incontrando il fascino eterno dell’inverno, in un dialogo serrato tra il panorama alpino e il rigore stellato.
Un calendario di cristallo
L’appuntamento non è stato che una perla in una collana di lusso. Con otto stelle Michelin coinvolte fino a marzo, il comprensorio sciistico si conferma una destinazione che affianca lo sport alla gastronomia d’autore. Prima di Cracco, era stato Enrico Marmo, talento del ristorante Balzi Rossi di Ventimiglia, a battezzare la neve con il suo estro. Al Rosso, tra profumi intensi e luci soffuse, l’alta cucina ha dimostrato di non aver bisogno dei marmi urbani per brillare.
L’identità del gusto in alta quota
L’esperienza proposta da Carlo Cracco non è stata una semplice cena, ma una narrazione. Portare l’identità del ristorante Cracco in Galleria di Milano a duemila metri significa sfidare i sensi. La convivialità della baita ha trovato nuova linfa nel pensiero dello chef, dimostrando che l’autenticità della tavola stellata può respirare anche nell’aria rarefatta delle Alpi.





