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Il 3 marzo ha riaperto A Spurcacciuna a Savona, storico indirizzo ligure fondato nel 1890. La quarta generazione rilancia il ristorante tra memoria e contemporaneità, con una cucina radicata nel Ponente Ligure, una cantina da 1500 etichette e un’accoglienza che resta un’arte di famiglia

Ci sono luoghi che non si limitano a riaprire: si rinnovano nel profondo. Il 3 marzo lo storico A Spurcacciuna ha inaugurato un nuovo capitolo della propria storia, celebrando 135 anni di tradizione con uno sguardo deciso verso il futuro.

Fondato nel 1890 da Scià Paola nel quartiere Fornaci di Savona, il ristorante ha attraversato generazioni, mode e trasformazioni del gusto, restando sempre fedele alla propria identità. Oggi, in un tempo che riscopriva il valore autentico della cucina territoriale, la famiglia sceglie di tornare alle radici per immaginare il domani.

Memoria di famiglia, visione contemporanea

Non nostalgia, ma consapevolezza. I pronipoti della fondatrice – Alberto Tiranini e i cugini Alessandro e Valentina Danello – guidano la quarta generazione con l’obiettivo di custodire l’eredità ricevuta e, al tempo stesso, evolverla.

Al loro fianco, lo chef Simone Perata, alla guida della cucina dal 2018, interprete di una visione capace di fondere territorio e ricerca, identità e slancio creativo. Il risultato è un progetto gastronomico in cui la memoria familiare si trasforma in linguaggio contemporaneo, senza mai perdere autenticità.

“Per noi A Spurcacciuna è casa”, dichiara Alberto Tiranini. E in quella parola – casa – si condensa l’essenza di un luogo dove il profumo dei piatti racconta l’infanzia, la continuità, il senso profondo dell’accoglienza.

Il Ponente Ligure nel piatto

La tradizione non è imbalsamata: respira. Nel nuovo menu convivono armonicamente i piatti simbolo della storia del ristorante e l’approccio moderno dello chef Perata, in un dialogo costante tra passato e presente.

Il Ponente Ligure si racconta attraverso ingredienti locali di eccellenza, stagionalità rigorosa e una cucina capace di valorizzare semplicità e saperi tramandati. Ogni proposta mette al centro la materia prima, trattata con rispetto e sensibilità contemporanea, lasciando spazio alla freschezza e all’identità territoriale.

Una cantina monumentale, anima del ristorante

Qui il vino non è complemento, ma racconto parallelo. La carta dei vini, parte integrante dell’esperienza, continua a occupare un ruolo centrale grazie alla dedizione del sommelier Mattia Valentino e di Alberto Tiranini.

Oltre 1500 etichette compongono una collezione straordinaria, capace di attraversare territori, annate e stili. Un percorso che non si limita alla degustazione, ma diventa esplorazione appassionata del mondo enologico, pensata per soddisfare i palati più esigenti e accompagnare ogni occasione con misura e personalità.

L’arte dell’accoglienza, senza tempo

Se la cucina evolve, l’accoglienza resta certezza. In sala, l’esperienza di Giuseppe D’Angelo – maître da oltre quarant’anni – continua a rappresentare uno dei tratti distintivi del ristorante: uno stile fatto di eleganza discreta, attenzione al dettaglio e capacità di far sentire ogni ospite parte di una storia più grande.

Perché A Spurcacciuna non è mai soltanto un indirizzo gastronomico, ma un luogo identitario per Savona, un punto di riferimento capace di parlare alle nuove generazioni senza tradire la propria anima.

Un nuovo capitolo nel segno della continuità

La riapertura del 3 marzo segna così l’inizio di una fase rinnovata: un progetto che sceglie la continuità come forma più autentica di innovazione. Cuore, anima e impronta sono quelli tracciati da chi, nel 1890, credeva in un sogno trasformandolo in realtà.

Oggi, a distanza di 135 anni, quel sogno continua a vivere tra memoria e futuro, eccellenza e passione, territorio e visione.

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