Skip to main content

Alle porte di Milano, immerso tra i campi che fanno dimenticare la vicinanza della città, c’è il Birrificio WAR, un luogo unico in cui la birra è trasformata in oggetto di culto e occasione di socialità senza ingessature

di Chiara Di Paola

Situato a Cassina de’ Pecchi, WAR è un birrificio agricolo indipendente fondato nel 2017 dal giovane Francesco Radaelli, ultima generazione dell’azienda agricola familiare Cascina San Moro, una realtà risalente al Settecento immersa nei campi d’orzo alle porte del capoluogo lombardo. Il brand scelto per battezzare il progetto è l’acronimo di “We Are Rising”, un manifesto programmatico che rivela la volontà di crescere e svecchiare l’immagine dell’azienda, non limitandola più al tradizionale agriturismo per il pranzo della domenica fuori porta, e trasformandola piuttosto in un polo di aggregazione giovane, conviviale e pop.

Dal campo al boccale…

WAR nasce da una visione produttiva che intreccia agricoltura, sperimentazione e convivialità e si colloca come naturale prosecuzione dell’attività aziendale, che dopo due generazioni di attività nella coltivazione intensiva di cereali, ha deciso di ampliare il business trasformando direttamente il malto coltivato nei propri campi. L’avventura del birrificio inizia così nel 2017 in quello che un tempo era il cuore dell’azienda: il fienile ottocentesco ormai in disuso, sapientemente ristrutturato mantenendo il più possibile la struttura originale con le capriate a vista, senza tuttavia rinunciare all’installazione di un piccolo impianto fotovoltaico che dal 2011 permette la quasi totale autonomia energetica dell’azienda e birrificio.

Negli anni, l’ampliamento dei terreni coltivati fino a un’estensione di 25 ettari e la costruzione di un nuovo capannone con un impianto di trasformazione più performante e capiente ha permesso di aumentare la produzione da 50.000 a 600.000 litri all’anno e di dare vita a una filiera totalmente autonoma, che controlla tutte le fasi della lavorazione: dalla dalla scelta delle sementi, alla raccolta dei cereali, dalla fermentazione all’imbottigliamento e al servizio al pubblico (l’unica eccezione riguarda la parte relativa alla maltazione dell’orzo che viene affidata ad azienda specializzata nel settore che ne garantisce la tracciabilità).

La creatività in lattina

Il fatto di gestire in maniera indipendente tutte le lavorazioni dalla materia prima al confezionamento, ha permesso a Francesco e ai suoi giovani collaboratori (11 ragazzi impiegati in loco, tra cui il mastro birraio Lorenzo Mascherini, più una grafica – Elisa Previtali – che è la mente creativa dietro al layout del packaging) di compiere in tempi relativamente brevi le scelte necessarie a orientare la produzione verso un approccio più sostenibile. Per questo, oltre all’impiego di energia pulita e rinnovabile, WAR ha scelto di abbandonare il vetro a favore della lattina, riciclata e riciclabile, leggera, facilmente impilabile e quindi adatta a ottimizzare il trasporto, nonché capace di preservare meglio il prodotto.

Ma non solo: disporre di un proprio laboratorio permette a Francesco e ai suoi colleghi di sperimentare con sempre nuove aromatizzazioni (dalla birra focaccia e cappuccino a quella con sentori di caffè) e con tecniche produttive anticonvenzionali (come nel caso della neonata “Ultima Cena”, in cui viene saltato il passaggio della bollitura del malto), da cui derivano birre sempre nuove, capaci di offrire esperienze sempre nuove a chi è già amante di questa bevanda e, perché no, di avvicinare anche un pubblico più scettico e meno esperto di fermentazioni, invitando all’assaggio con un aplomb tutt’altro che didattico o dogmatico, ma piuttosto scanzonato, divertente e democratico.

Amen, Osanna, Pesci in faccia, Bauscia go home

L’approccio creativo e anticonvenzionale di Birrificio WAR emerge fin dai nomi con cui sono battezzate le birre (di cui 13 sempre disponibili nella linea classica e 1-2 creazioni in limited edition che variano di mese in mese) e culmina nella scelta iconografica del pack. LA nomenclatura spazia dai riferimenti all’aromatizzazione (dalla focaccia e cappuccino al biscotto o alle erbe) o alla gradazione alcolica (con la triade Tutto Fatto, Mezzo Fatto e Faccio Finta, rispettivamente da 8, 4 e 2% vol), ai motti di spirito più popolari (Pesci in faccia), dall’ironica rivalità regionale (Bauscia go home) fino ai rimandi religiosi che tuttavia non sfociano mai nel blasfemo (Amen, Santo Spirito, Osanna, Ultima cena). Quanto alle illustrazioni si spazia tra madonne stilizzate, scimmiette antropomorfe, coccodrilli accaldati, wc e tavole pronte per essere sparecchiate, il tutto rappresentato con linee semplici e pulite e colori accesi che rendono immediatamente riconoscibile il brand e anche le singole referenze, ribadendone l’identità unica.

Tap room: non il solito “pub”

Fin dalla fondazione l’offerta di Birrificio WAR non si limita solo alla vendita a terzi ma anche alla somministrazione diretta al pubblico. Da poco infatti agli spazi già disponibili per accogliere il pubblico tra ex fienile e cortile, si è aggiunta una vera e propria “Tap Room”: un locale destinato alla spillatura al banco e pensato per restituire alla birra il ruolo di occasione per trascorrere del tempo piacevole in compagnia, dal giovedì alla domenica, dalle 17.00 alle 24.00.

Ad accompagnare la vasta selezione di craft beer, anche qualche sfiziosità d’ispirazione internazionale: taglieri di salumi, formaggi e vegetali, panini con pulled pork, costine BBQ, falafel, fritti (patatine, pollo, anelli di cipolla, olive all’ascolana), coppiette di maiale con birra home made, frittelle di pane Asciugasbronza e churros con crema alle nocciole.

Cascina San Moro

Cassina de’ Pecchi (Mi)
info@birrificiowar.it
351-6521000 birrificiowar.it

css.php