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Nel cuore della città che si veste a festa per Milano Cortina 2026, A’Riccione Terrazza12 celebra i Giochi Invernali con un’esperienza gastronomica senza precedenti. Lo chef Marco Fossati e i bartender Jimmy Sakaj, Alfred Betun ed Erik Quarantani firmano un menu olimpico dove la freschezza mediterranea incontra le suggestioni dolomitiche, in un percorso che unisce mixology d’autore e alta cucina sul rooftop. E per la imminente festa degli innamorati…

di MLA

Come una corrente marina che risale le vette alpine, come un’onda che dalla costa romagnola attraversa la Pianura Padana per incontrare le Dolomiti, A’Riccione Terrazza12 porta l’essenza del Mediterraneo nel cuore della capitale olimpica. Al decimo piano di Palazzo Boggi, sospeso sopra Piazza San Babila come un’imbarcazione ancorata tra cielo e terra, il terzo nato della famiglia A’Riccione – dopo il locale storico fondato nel 1955 e il bistrot del 2008 – rappresenta l’evoluzione più audace del format ideato dai fratelli Dante e Giuseppe di Paolo.

Due abruzzesi che dal 1999 hanno trasformato la Vecchia Riccione in un impero del pesce, conquistando prima il riconoscimento di Bottega Storica dal Comune di Milano, poi aprendo nuovi orizzonti con visioni sempre più ambiziose. La loro storia è quella di chi ha fatto della passione per il mare un lavoro, portando a Milano la freschezza dell’Adriatico quando ancora, negli anni Venti, il pesce non faceva parte delle abitudini alimentari dei milanesi. È la storia di una famiglia che ha saputo navigare attraverso quasi un secolo di ristorazione, adattandosi ai tempi senza mai tradire la propria anima.

Dante e Giuseppe di Paolo, originari di Pizzoferrato in provincia di Chieti, hanno fatto della loro passione una navigazione costante verso nuovi traguardi. La loro avventura inizia tra i banchi della scuola alberghiera di Villa Santa Maria, la patria dei cuochi, dove Dante affina la tecnica prima di fare la gavetta negli alberghi del litorale adriatico e poi nei più prestigiosi Hotels 5 stelle lusso di tutta Italia. Giuseppe, con il suo spirito inquieto e curioso, diventa il ricercatore instancabile di materie prime eccellenti, quello che all’alba si impegna a scegliere il miglior pescato in arrivo a Milano dai principali porti d’Italia e d’Europa.

Dal timone dello storico ristorante di via Taramelli – primo locale di pesce della città, frequentato da Adriano Celentano, Ugo Tognazzi, Indro Montanelli e persino Charlie Chaplin che vi festeggiò il suo settantesimo compleanno – hanno saputo evolversi senza tradire l’anima marinara che li contraddistingue. Nel 2008, in piena crisi economica quando altri avrebbero abbassato le vele, la sfida del Bistrot in via Procaccini. Nel 2020, durante la pandemia quando il mondo era immobilizzato e l’incertezza regnava sovrana, l’azzardo più grande: A’Riccione Terrazza12, dove mare e cielo si fondono in un abbraccio panoramico sulla Milano che non si ferma mai. “Noi siamo andati oltre il sogno”, confessa Dante con quella commozione che tradisce la consapevolezza di aver costruito qualcosa di unico.

Giuseppe Di Paolo

Tre cocktail come medaglie d’oro liquide

Ice Skating, Hockey su ghiaccio, Sci Alpino. Non sono solo discipline olimpiche, ma i nomi dei tre cocktail in edizione limitata creati appositamente per Milano Cortina 2026. Ogni drink racconta una sfida, ogni sorso è un’esperienza che fonde la mixology contemporanea con lo spirito dei Giochi. È un tributo liquido all’eccellenza sportiva, dove la precisione del bartender diventa espressione artistica al pari di quella dell’atleta.

Alfred Betun firma Ice Skating, un twist di Negroni che esprime l’essenza del pattinaggio: silenzio, concentrazione, controllo assoluto. “Con questo drink ho voluto tradurre il pattinaggio in un sorso ‘preciso'”, spiega Betun con quella passione che contraddistingue i grandi artigiani del gusto. “Ho voluto un Negroni più secco e lineare rispetto al classico, privo di elementi superflui, proprio come il pattinaggio dove ogni movimento deve essere essenziale.” Gin delle Montagne richiama l’aria alpina e le botaniche pulite, dando respiro al drink. Bitter Bianco e Vermouth Dry costruiscono una struttura tesa ed elegante, un equilibrio perfetto tra amarezza e secchezza. Lo Sherry Fino aggiunge una profondità salina e controllata che racconta la fatica e il lavoro invisibile dietro ogni performance che deve apparire perfetta.

Il risultato è un sorso netto come una lama sul ghiaccio, servito con cubetti che presentano leggeri solchi a simulare i segni lasciati dalle lame durante l’esibizione. È un cocktail tecnico ed essenziale, senza sbavature, dove anche la presentazione diventa parte integrante dell’esperienza sensoriale.

Jimmy Sakaj, bar manager del locale e maestro nell’arte di creare equilibri impossibili, propone Hockey su ghiaccio: un aperitivo che unisce lo stile metropolitano all’energia glaciale delle Alpi. Il twist del classico aperitivo milanese combina le note amaricanti e agrumate di Campari e Vermouth Antica Formula con una soda ai frutti rossi di montagna – mirtilli, lamponi, ribes – e un delicato tocco di lavanda alpina che profuma di alta quota. La garnish di more richiama visivamente il disco della disciplina, un dettaglio che non è mai casuale nel lavoro di Sakaj. Il ritmo del drink è quello di un match giocato a tutta velocità: intenso, elegante, deciso. Un incontro di contrasti che si rincorrono sul palato come giocatori sul ghiaccio.

Erik Quarantani rende omaggio a Cortina ’56, le prime Olimpiadi Invernali ospitate in Italia settant’anni fa, quando nacque il mito della mondanità e dell’après-ski che consacrò Cortina come Regina delle Dolomiti. Erano gli anni in cui la montagna italiana scopriva il glamour, quando sciare diventava sinonimo di eleganza e le Dolomiti conquistavano il mondo. Il suo Sci Alpino – Cortina ’56 è un ponte tra tradizione e vette alpine, un cocktail facile da bere, perfetto per l’aperitivo e capace di evocare quell’atmosfera che ha reso celebre la montagna italiana.

Vermouth bianco e Select, icona del Veneto che porta con sé tutta la storia della mixology triveneta, si fondono con St-Germain, liquore ai fiori di sambuco raccolti nei boschi d’alta quota. È questo ingrediente a conferire al drink l’essenziale tocco alpino, mentre il perlage del Trento DOC sigilla il sorso con l’eleganza raffinata del territorio montano. Ogni sorsata evoca quelle atmosfere glamour che negli anni Cinquanta resero Cortina il palcoscenico mondiale dello sci e del lusso alpino.

La cucina che unisce due mondi

Come le onde che accarezzano gli scogli prima di ritirarsi verso l’orizzonte, come le correnti fredde che scendono dalle montagne per incontrare il mare in un abbraccio di sapori, la cucina dello chef Marco Fossati crea un dialogo raffinato tra mare e montagna. I tre piatti fuori menu pensati per accompagnare i cocktail olimpici sono un manifesto di questa filosofia culinaria che non conosce confini geografici, solo l’eccellenza della materia prima e il rispetto per le tradizioni.

La Tartare di tonno con lime e briciole di pane è un inno alla freschezza: il tonno, selezionato con cura maniacale da Giuseppe di Paolo durante le sue visite mattutine ai mercati ittici, incontra il crauto viola e la Bozner sauce, tipica salsa trentina a base di uovo sodo ed erba cipollina. È un contrasto calibrato, dove la dolcezza del tonno viene esaltata dall’acidità delicata del crauto e dalla cremosità avvolgente della salsa altoatesina. Un piatto che racconta il dialogo possibile tra due cucine apparentemente lontane, unite dalla ricerca dell’equilibrio perfetto.

Il cuore di questo percorso gastronomico è il Risotto A’R Milano-Cortina, sintesi perfetta tra le due anime dei Giochi. È un piatto che nasce da un’intuizione geniale: come far dialogare la tradizione risottiera milanese con le suggestioni alpine? Il riso, varietà Carnaroli della migliore selezione, viene bagnato con un infuso al pino mugo per richiamare i sentori resinosi del bosco d’alta quota. È un profumo che evoca passeggiate tra i larici, aria fresca di montagna, silenzio innevato.

La mantecatura avviene con burro di malga, cremoso e profumato, che porta con sé il sapore dei pascoli alpini. Poi arriva il colpo di scena: l’ostrica che sprigiona un’improvvisa sferzata marina, un contrasto che sorprende e delizia. Il midollo di vitello, infine, rende omaggio alla tradizione meneghina del risotto con l’ossobuco, chiudendo il cerchio in un piatto che è viaggio, incontro, celebrazione. È un risotto che racconta la dualità di un evento che unisce la metropoli alla montagna, la modernità alla tradizione, il mare alle vette.

I Gamberoni alla brace chiudono il trittico con una nota di fuoco controllato, con quella sapienza della cottura che fa la differenza tra un buon piatto e un’esperienza memorabile. I gamberoni, grigliati alla perfezione per mantenere la succosità della polpa, vengono serviti con radicchio confit cotto a bassa temperatura in agrodolce – un equilibrio delicato tra l’amarezza caratteristica del radicchio veneto e la dolcezza che ne ammorbidisce i toni. Il ristretto di crostacei concentra l’essenza del mare in poche gocce intense, mentre il burro di malga alle erbe alpine – timo, rosmarino, ginepro – profuma di pascoli e libertà. Tre creazioni esclusive da provare solo durante il periodo olimpico, per vivere il gusto delle cime sospesi sopra il cielo di Milano, in un’esperienza che non si dimentica.

Marco Fossati

San Valentino tra le stelle

Per la notte più romantica dell’anno, A’Riccione Terrazza12 propone un’esperienza che seduce tutti i sensi. Lo chef Marco Fossati firma un menu esclusivo dove accenti di sapidità marina e aromaticità terrosa, freschezza degli agrumi e carattere delle spezie, cremosità e croccantezza si fondono in piatti di grande eleganza ed equilibrio.

L’accoglienza inizia con un elegante calice di Champagne Delamotte Rosé, accompagnato da un’amuse-bouche che anticipa le delizie a seguire: capasanta scottata con dressing all’aceto affumicato, su vellutata di piselli e crackers al pomodoro secco. La Tartare di tonno obeso alla mediterranea viene esaltata da una maionese alle ostriche, caviale e cialda al basilico, mentre l’Ostrica Tentation amplifica la sua selvaggia sensualità grazie all’abbinamento con pompelmo rosa e pepe sansho.

Il primo piatto è un Raviolo rosso al tartufo con burro ai crostacei, scampi al lime e maggiorana, seguito da un Trancio di branzino croccante al mais con crema di peperone del Piquillo dalle note dolci e affumicate, completata da olio al basilico e patate pontenuovo. Il dessert è un vero omaggio agli innamorati: un cuore al cioccolato bianco con lampone e anice stellato, dove ogni elemento trova il perfetto equilibrio, oltre i contrasti, come nelle migliori storie d’amore.

La serata prosegue al decimo piano dove i bartender, coordinati da Jimmy Sakaj, accolgono gli ospiti con una proposta esclusiva di cocktail che rende l’esperienza ancora più particolare. Il tutto nella cornice sofisticata di un ambiente glamour sospeso sulla città, con una vista mozzafiato che domina l’intero skyline milanese, dove le luci scintillanti del centro si confondono con quelle delle stelle.

Il design del respiro marino

A’Riccione Terrazza12 è più di un ristorante: è uno spazio versatile dove il design fresco e contemporaneo incontra l’eleganza senza tempo. Dal decimo piano, la terrazza panoramica – una delle pochissime in città – offre un colpo d’occhio emozionante su tutta Milano. Aperto dalle 12 alle 02 di notte, il locale è ideale sia per un pranzo d’affari che per una serata glamour o un aperitivo con vista mozzafiato sullo skyline metropolitano.

Il bancone del lounge bar è il regno di Jimmy Sakaj, autore di una vasta selezione di drink tra classici intramontabili e miscelazioni innovative. In stretta sinergia con lo chef Marco Fossati, Sakaj cura pairing d’eccezione per finger food e small bites, ma anche per i piatti del ristorante. Insieme a lui, Alfred Betun ed Erik Quarantani sono gli architetti di un’esperienza di mixology che celebra il legame tra la grande miscelazione e le sfide olimpiche.

L’ambiente rilegge in chiave moderna la migliore tradizione mediterranea, aggiungendo un tocco di internazionalità capace di stuzzicare anche i palati più esigenti. Al piacere della cena si aggiunge quello della vista, in un connubio che trasforma ogni momento in un’occasione speciale. La proposta del ristorante è completata da una importante cocktail list che spazia dai grandi classici ai signature più innovativi e creativi.

Un format in continua evoluzione

La storia di A’Riccione è una navigazione costante verso nuovi orizzonti. Dal 1926, quando nacque come trattoria in via Taramelli – all’epoca il pesce non faceva parte delle abitudini alimentari dei milanesi – il locale si è trasformato naturalmente adeguandosi alla crescente richiesta di cucina di mare. La Vecchia Riccione divenne così un punto di riferimento, attraversando momenti d’oro che videro ai suoi tavoli attori, intellettuali e musicisti di fama internazionale.

I fratelli Dante e Giuseppe di Paolo hanno riportato il rinomato locale ai passati splendori, ampliando la visione originaria con una strategia di sviluppo che ha visto nascere prima il Bistrot in via Procaccini – ribattezzato Oyster Club per la straordinaria selezione di ostriche provenienti da Bretagna, Normandia, Irlanda, Portogallo, Marsiglia – e poi, durante la pandemia, A’Riccione Terrazza12.

Giuseppe di Paolo, con i suoi innumerevoli viaggi alla ricerca delle migliori materie prime, ha scoperto persino un eccellente allevamento di ostriche in Sardegna, nella baia di San Teodoro. Dopo cinque anni di cure e attenzioni, queste ostriche sono state messe in commercio con una qualità che nulla ha da invidiare alle “cugine” francesi. La passione, la genialità e l’attenzione costante dei fratelli Di Paolo hanno permesso al nome A’Riccione di brillare nel panorama della ristorazione milanese, conquistando il riconoscimento di Bottega Storica da parte del Comune e della Camera di Commercio.

Il Mediterraneo che conquista le Olimpiadi

Durante Milano Cortina 2026, mentre la città vibra al ritmo dei Giochi, A’Riccione Terrazza12 diventa un palcoscenico dove la freschezza del pescato incontra le suggestioni alpine in un dialogo gastronomico che celebra l’eccellenza italiana. I tre cocktail speciali – Ice Skating, Hockey su ghiaccio, Sci Alpino – Cortina ’56 – e i tre piatti dello chef Marco Fossati creati appositamente per questa occasione rappresentano un ponte ideale tra il mare Adriatico e le Dolomiti, tra la tradizione mediterranea e lo spirito olimpico.

Come un’onda che dalla riviera romagnola – da quella Riccione che ha dato il nome all’insegna – risale fino alle cime innevate portando con sé la freschezza del mare e la sapienza di una cucina che esalta i sapori naturali, A’Riccione Terrazza12 racconta una storia di passione, visione e coraggio imprenditoriale. I fratelli Dante e Giuseppe di Paolo hanno trasformato un sogno in realtà, anzi, come dice Dante stesso con commozione: “Noi siamo andati oltre il sogno”.

E così, mentre Milano si prepara a vivere la magia dei Giochi Invernali, il rooftop più glamour della città offre un’esperienza unica: tre creazioni in esclusiva da provare solo durante il periodo olimpico, per celebrare il gusto olimpico sospesi sopra il cielo di Milano, dove le luci della metropoli si confondono con le stelle e il mare incontra la montagna in un abbraccio che sa di futuro e tradizione.

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