Skip to main content
Il digiuno intermittente non giova solo al corpo ma anche alla mente. Una ricerca italiana pubblicata su Acta Physiologica rivela come il succinato, molecola chiave nel metabolismo cellulare, riduca l’infiammazione cerebrale e migliori l’umore durante il digiuno. Lo studio apre scenari promettenti per combattere obesità, disturbi cognitivi e malattie neurodegenerative attraverso approcci nutrizionali mirati

di MLA

Quando digiunare nutre il cervello: come un interruttore biologico che si attiva al momento giusto, il digiuno intermittente rivela nuovi segreti nella sua capacità di proteggere non solo il corpo ma anche la mente. Una ricerca italiana frutto della collaborazione tra Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa, Università di Pisa, Scuola Normale Superiore e University of California Irvine ha scoperto che questa pratica alimentare ha benefici significativi sul cervello e sui disturbi cognitivi molto diffusi anche tra chi soffre di obesità.

La fotografia delle reazioni metaboliche

Appena pubblicata su Acta Physiologica, la ricerca ha confrontato gli effetti di un modello di obesità sperimentale indotta da dieta ad alto contenuto di grassi con quelli di una dieta bilanciata giornaliera e con quelli di un digiuno intermittente di 24 ore. L’obiettivo era comprendere quali siano le conseguenze di ciascun regime alimentare a livello metabolico, fotografando le reazioni chimiche e le molecole che ne derivano in un organismo nelle tre diverse condizioni. I risultati hanno confermato che le reazioni sono molto diverse: se il passaggio da una dieta grassa a una bilanciata contribuisce a ridurre il peso e la massa grassa migliorando la tolleranza al glucosio, l’unico tra i tre regimi in grado di ridurre l’infiammazione cerebrale risulta essere il digiuno intermittente.

Il succinato: la molecola del benessere mentale

Il protagonista di questa scoperta è il succinato, molecola organica fondamentale nel metabolismo cellulare per la produzione di energia, che agisce anche sull’infiammazione cerebrale. Come spiega Amalia Gastaldelli, dirigente di ricerca dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa e responsabile del gruppo di ricerca sulle Malattie Metaboliche e di analisi Multi-Omiche, grazie a tecniche avanzate di metabolomica i ricercatori sono riusciti a individuare il succinato come molecola chiave che mette in comunicazione il metabolismo del corpo con il cervello.

La danza metabolica del digiuno

Durante il digiuno, la concentrazione di succinato si riduce nel plasma aumentando nel fegato e nel tessuto adiposo: è questo cambio di modulazione che ha effetti benefici sull’umore. Il digiuno intermittente è infatti l’unico regime alimentare, tra quelli analizzati, in grado di abbassare i livelli di ansia aumentando contemporaneamente il comportamento esplorativo, che ipersemplificando rappresenta il livello di proattività dell’organismo.

Una speranza contro la pandemia di obesità

La scoperta apre scenari molto promettenti non solo per chi da tempo pratica il digiuno intermittente e racconta di aver sperimentato in prima persona benefici anche per l’umore, ma soprattutto per la ricerca scientifica. Questo studio rappresenta un importante passo avanti per combattere l’obesità che ormai è una vera pandemia: una malattia particolarmente diffusa in Italia anche in età infantile, dalla quale derivano non solo gran parte delle patologie croniche come il diabete o quelle cardiovascolari che continuano a essere la prima causa di morte nel mondo, ma anche disturbi cognitivi, malattie neurodegenerative e neuropsichiatriche.

Verso terapie nutrizionali mirate

Come afferma Paola Tognini, ricercatrice presso il Centro Health Science della Scuola Sant’Anna e coordinatrice dello studio ideato insieme alla dottoressa Gastaldelli, grazie a questa ricerca potrebbero svilupparsi approcci nutrizionali o farmacologici mirati a modulare il succinato per prevenire non solo il diabete e altre malattie cardiometaboliche, ma anche i disturbi dell’umore e il declino cognitivo associati all’obesità, offrendo una protezione neurobiologica superiore a quella della semplice restrizione calorica.

Il segreto del digiuno in una molecola

Andrea Tognozzi, studente del corso di dottorato in Scienze cliniche e traslazionali dell’Università di Pisa, collaboratore del Laboratorio di Biologia della Scuola Normale Superiore e primo autore dello studio, conclude con un’affermazione che apre prospettive rivoluzionarie: somministrare succinato da solo riproduce gran parte degli effetti del digiuno intermittente, soprattutto a livello di cambio di comportamento e diminuzione di ansia, come se la molecola fosse il segreto del digiuno intermittente.

Una rivoluzione silenziosa nel piatto

Il digiuno intermittente si conferma così non solo una pratica alimentare dalle radici antiche ma anche un potente strumento terapeutico che la scienza moderna sta iniziando a comprendere in profondità. La capacità di modulare molecole come il succinato attraverso scelte nutrizionali consapevoli apre la strada a un futuro in cui la prevenzione di malattie metaboliche e neurodegenerative potrebbe passare semplicemente da quando, e non solo da cosa, mettiamo nel piatto.

css.php