Nel centro storico milanese sboccia un nuovo gioiello dell’ospitalità: la Residenza del Cardinale, firmata Meliá Collection, trasforma un palazzo del XIII secolo in un cinque stelle lusso con 28 suite esclusive. Ad arricchire l’esperienza, la cucina raffinata di Carlo Zarri, lo chef piemontese che ha nutrito campioni olimpici in cinque edizioni dei Giochi
Come un prezioso manoscritto che riemerge da secoli di oblio, Milano si appresta ad accogliere un nuovo capitolo della sua tradizione alberghiera. La primavera del 2026 segnerà l’apertura della Residenza del Cardinale, primo indirizzo Meliá Collection nel capoluogo lombardo, incastonato in un edificio duecentesco a pochi passi dalla Pinacoteca Ambrosiana. Un investimento di 20 milioni di euro che la famiglia Fumagalli destina al recupero di questo gioiello architettonico situato in via Cardinal Federico, dove le antiche residenze private dei piani superiori e gli spazi commerciali del piano terra si reinventano in chiave contemporanea.
Il gruppo Meliá Hotel International, colosso spagnolo oggi tra i protagonisti dell’hotellerie mondiale, sceglie questo palazzo per dare vita al suo secondo indirizzo italiano del brand Collection, dopo la Tenuta di Artimino in Toscana. Una firma che certifica l’appartenenza a quel circuito di strutture dove il charme storico dialoga con un lusso misurato e raffinato.
Suite d’autore tra volte medievali e design
Come un sarto che confeziona abiti su misura, il progetto di restauro plasmerà 28 suites dove ogni dettaglio racconta l’equilibrio tra stratificazioni storiche e comfort contemporaneo. Tre penthouse con terrazzo privato coronano l’edificio, offrendo scorci inediti sulla città. L’approccio progettuale mira a preservare l’anima del palazzo senza rinunciare agli standard di un cinque stelle lusso, in perfetta sintonia con quanto già realizzato al Palazzo Cordusio Grand Meliá, inaugurato tra fine 2023 e inizio 2024. Sebbene più raccolto nelle dimensioni, questo nuovo indirizzo promette di replicare l’eccellenza dei servizi che ha reso celebre il gruppo in costante espansione nel panorama europeo.
Carlo Zarri: l’arte di nutrire campioni
Se le pietre del palazzo custodiscono secoli di storia, la cucina della Residenza del Cardinale si affida a un maestro che ha fatto dell’eccellenza gastronomica il suo credo. Carlo Zarri, classe 1965, porta con sé un curriculum che profuma di Alta Langa e risuona di medaglie olimpiche. Da oltre quarant’anni, insieme alla moglie Paola, guida il ristorante hotel Villa San Carlo di Cortemilia, in provincia di Cuneo, dove la generosa terra piemontese detta il menu: dalla celebre nocciola alle pregiate materie prime locali.
Dalle Olimpiadi al cuore di Milano
Ma è sul palcoscenico olimpico che lo chef piemontese ha costruito la sua leggenda. Cinque edizioni dei Giochi – Salt Lake City 2002, Atene 2004, Torino 2006, Vancouver 2010, Pechino 2022 – lo hanno visto cucinare per atleti e staff della delegazione italiana. E ora, con Milano-Cortina 2026 alle porte, Zarri si prepara a orchestrare oltre tre milioni di pasti per le giornate olimpiche, un’impresa titanica che richiede precisione chirurgica e passione inesauribile.
Tra un’Olimpiade e l’altra, l’ex presidente del Consorzio Turistico Langhe Monferrato e Roero di Alba aggiunge un nuovo tassello al suo percorso: la direzione gastronomica della Residenza del Cardinale. Qui, ristorante e bar si sviluppano tra spazi interni e un’area esterna affacciata sul chiostro del palazzo, finalmente accessibile a un pubblico – selezionato – che potrà vivere l’esperienza del fine dining in un contesto unico. Il chiostro medievale, per secoli celato agli sguardi, diventa così teatro di un’esperienza culinaria dove la tradizione piemontese incontra l’innovazione internazionale dello chef.
Un nuovo capitolo per l’ospitalità milanese
Come ogni grande città che si rispetti, Milano non smette mai di reinventarsi. L’apertura della Residenza del Cardinale testimonia la vitalità di un tessuto urbano che sa valorizzare il proprio patrimonio storico senza adagiarsi sulla nostalgia. In un panorama alberghiero sempre più competitivo, questa nuova struttura si propone come rifugio d’eccellenza per chi cerca autenticità e raffinatezza, dove dormire tra volte medievali e cenare con uno chef olimpico diventa esperienza memorabile. La primavera 2026 porta così a Milano un indirizzo che promette di scrivere nuove pagine nell’arte dell’accoglienza italiana.




