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A pochi passi dall’area sacra di Largo Argentina, in Corso Vittorio Emanuele II 73, apre Slow, nuova caffetteria specialty e bakery firmata Pier Antonio Siragusa ed Elisa Ruscino, già fondatori del fortunato Love. Il mantra: buy less, consume better, enjoy slowly

La storia di Love comincia come riflessione sul bar all’italiana e su ciò che poteva diventare se liberato da automatismi e compromessi. Nato come progetto di consulenza di Dario Fociani, fondatore di FARO – uno dei locali che più hanno contribuito a ridefinire il concetto di caffetteria specialty in Italia –, Love ha costruito la propria identità attorno agli sfogliati, alla qualità delle materie prime e a una proposta ampia ma leggibile. Slow porta questa visione un passo più in là, mettendo al centro non solo il prodotto ma anche il tempo necessario per farlo e per goderne. Consumare al bar non dovrebbe essere un gesto automatico, spiega Pier Antonio Siragusa, ma un momento di piacere, incontro e cura.

Travertino e stratificazioni: l’architettura come narrazione

Il progetto architettonico è firmato da Valeriano Boragina, che ha scelto un linguaggio minimale e materico, con forte presenza di travertino che si lega direttamente con il contesto archeologico di Largo Argentina. La stratificazione diventa elemento narrativo, ripresa anche nell’identità visiva sviluppata dalla visual designer Laura Del Debbio: come un croissant è fatto di strati di tecnica e materia, così Roma è costruita su livelli di storia. Il locale è più grande rispetto a Love, con un grande tavolo sociale da 12 posti e una seconda sala più raccolta, per un totale di circa 30 sedute. Non è previsto il consumo al banco, scelta coerente con l’idea di prendersi tempo.

Viennoiserie artigianale e monoporzioni moderne

Il menu di Slow è costruito con soluzione di continuità, dalla colazione al pomeriggio. La viennoiserie artigianale resta il centro dell’offerta, proposta in versioni classiche e speciali che cambiano periodicamente, dai 2,5 ai 5 euro. Accanto, le torte croissant: grandi formati pensati per la condivisione o per occasioni speciali. Una sezione importante è dedicata alle monoporzioni moderne a 9 euro: 5 proposte sviluppate da Riccardo Ferraresi – pastry chef di Love e Slow – pensate per adattarsi a diversi regimi alimentari, senza glutine, senza lattosio e completamente plant-based. Il concetto chiave è l’adattamento, racconta Ferraresi: sperimentare, evolversi e trovare nuovi equilibri senza perdere il rispetto per la materia prima.

Specialty coffee e filiera riconoscibile

Sul fronte caffè, Slow lavora esclusivamente con specialty coffee, estratti sia in espresso che in filtro. La collaborazione principale è con Aliena, torrefazione indipendente sempre presente in carta, affiancata a rotazione da altre realtà europee selezionate per origine e metodo di lavorazione. La selezione dei fornitori è parte integrante del progetto: il burro d’alpeggio e i formaggi arrivano da Beppe e i suoi Formaggi, il latte dalla Fattoria Faustini, lo yogurt dalla Fattoria Faraoni, il cioccolato dai piacentini di Bagai. Una filiera riconoscibile che privilegia fattorie rigenerative e allevamenti estensivi.

Buy less, consume better, enjoy slowly

L’offerta si completa con proposte salate, brunch e piatti da light lunch ispirati alla tradizione italiana, dai 9 ai 15 euro, dove la materia prima resta protagonista assoluta. In una città dove la pausa al bar è spesso ridotta a un atto rapido e impersonale, Slow prova a ribaltare il paradigma senza proclami. Non vogliamo far perdere tempo a nessuno, conclude Siragusa, ma permettere a chi entra di prenderselo. Non si accettano prenotazioni ma solo walk in, perché l’esperienza di Slow comincia dal gesto spontaneo di varcare una soglia, senza programmare, lasciandosi sorprendere dalla possibilità di una pausa vera, quella che riconnette con il piacere di esistere prima ancora che di consumare.

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