L’annuale report dell’Osservatorio Investimenti Foodtech di TheFoodCons restituisce la fotografia di un settore in piena salute: 256 milioni di euro investiti nel 2025, oltre il 123% in più rispetto al 2024. Il debito domina con 147 milioni, l’agritech si conferma traino principale, il petfoodtech conquista la medaglia d’oro della crescita. Ma la geografia rivela un’Italia a due velocità, con il Veneto leader e il Sud in arretramento
Un rimbalzo che va controtendenza: come una molla compressa che torna a espandersi con forza, il foodtech italiano archivia il 2025 con numeri che fanno ben sperare. Dopo il crollo del 52% nel 2024, 256 milioni di euro investiti nel comparto rappresentano una crescita superiore al 123%, andando oltremodo oltre le più rosee previsioni. Un risultato ancora più significativo considerando che le previsioni su scala mondiale parlano di netto ridimensionamento degli investimenti nel settore: l’ecosistema italiano dimostra così una sorprendente capacità di reazione, candidando il Paese a un posto di primo piano nel panorama continentale.
Un ecosistema spaccato in due
L’annuale report dell’Osservatorio Investimenti Foodtech pubblicato dalla società di consulenza TheFoodCons con sede a Como restituisce però anche la fotografia di un ecosistema spaccato in due a livello geografico, nel quale è tuttora in corso una sorta di ricambio generazionale. Lo testimonia la crescita degli investimenti early-stage e growth, parallelamente alla momentanea scomparsa del late stage, anche se il vero protagonista dell’anno appena concluso è stato senza ombra di dubbio il debito.
Il debito cannibalizza gli investimenti
L’analisi per entità del round conferma quanto sopra esposto: il debito ha letteralmente cannibalizzato gli investimenti con quasi 147 milioni, il 57% degli investimenti totali. Le note dolenti sono date dall’assenza di Round C e B, mentre buone notizie vengono dai Round A con 57,34 milioni e una crescita del 138%. Il nuovo che avanza vede l’ulteriore conferma di Seed con 34,8 milioni e un aumento del 128%, e Pre-Seed con 8,2 milioni e una crescita del 50%, mentre crolla il Crowdfunding attestandosi a 8,7 milioni con un calo del 47%.
L’agritech domina per il quarto anno consecutivo
L’analisi per settore vede la conferma dell’agritech con 136,2 milioni di euro investiti e una crescita del 166%, che per il quarto anno consecutivo si conferma vera forza trainante del comparto, concentrando oltre la metà degli investimenti totali, precisamente il 53%. Medaglia d’oro della crescita va però al petfoodtech con 8,4 milioni e un impressionante aumento del 554%, con il subcomparto del Food Waste che guadagna il gradino più basso del podio in fatto di crescita con 13,9 milioni e un incremento del 148%.
Tutti i settori in territorio positivo
Buone notizie vengono comunque da tutti i settori, segnale di una ripresa diffusa e strutturale. Il Digital Food segna 20,6 milioni con una crescita dell’82%, il Restaurant-Tech 12,6 milioni con un aumento del 64,5%, Cibi e Ingredienti Innovativi 22,9 milioni con un incremento del 72%, Food Retail 19 milioni con una crescita del 93% e Tecnologie Diverse 22,16 milioni con un aumento del 54%. Un ventaglio di opportunità che attraversa l’intera filiera agroalimentare, dalla produzione alla distribuzione, dall’innovazione di prodotto alle tecnologie abilitanti.
Geografia polarizzata: il Nord domina
Le note dolenti vengono dalle analisi per area geografica. Il Nord Italia concentra l’89,15% degli investimenti con 228,3 milioni, in una polarizzazione estrema che vede comandare il Veneto con 109,4 milioni, seguito dalla Lombardia con 63,6 milioni e dal Friuli Venezia-Giulia con 19,6 milioni. Al Centro con 23,8 milioni e il 9,29% del totale, e al Sud con 3,9 milioni e appena l’1,55%, restano le briciole. L’Emilia Romagna si accomoda ai piedi del podio con 14,8 milioni, il 6% del totale.
Parità di genere: si deve fare di più
Praticamente stabili i dati relativi alla parità di genere. Degli 86 deal totali, solo 20 hanno riguardato progetti con almeno un founder donna, pari al 23%, contro il 25% del 2024. Leggermente meglio l’analisi sugli importi, con 37,5 milioni investiti pari al 14,6%, contro il 13% del 2024. Numeri che testimoniano come la questione femminile nel mondo delle startup foodtech rimanga ancora aperta, richiedendo interventi strutturali per colmare un divario che non trova giustificazioni di merito.
Partner e supporter dell’Osservatorio
Anche quest’anno l’osservatorio può contare su una nutrita lista di partner. Accanto alle startup sponsor EVJA, Coccola, SQUP e Long’Y, si conferma come partner tecnologico Over Ventures, al quale si affianca Virtuous Alliance. Si amplia anche la lista dei partner di supporto, con Almacube e LaGemma Venture che vanno ad aggiungersi agli storici InnovUp e Agrifood-Tech Italia.
Il ricambio generazionale premia l’ecosistema
Antonio Iannone di TheFoodCons dichiara che benché in qualche modo dopato dal debito, il report di quest’anno dice che l’ecosistema foodtech gode di ottima salute, candidando l’Italia a un posto di primo piano nel panorama continentale. Il Paese sta andando decisamente controcorrente rispetto al resto del mondo, che vedrà quest’anno un’ulteriore calo degli investimenti. Attribuire però esclusivamente al debito la crescita degli investimenti sarebbe riduttivo: è in corso un vero e proprio ricambio generazionale avviatosi due anni fa che sta iniziando a dare i suoi frutti, come testimoniato dai round chiusi dalle startup più giovani.
Luci e ombre di un settore resiliente
Un foodtech italiano che, pur tra luci e ombre, dimostra una sorprendente capacità di reazione. Il report traccia il ritratto di un comparto maturo nelle sue eccellenze settoriali, giovane nelle sue nuove leve imprenditoriali, squilibrato nella sua distribuzione geografica ma complessivamente vitale. La sfida per il futuro sarà mantenere questo momentum di crescita, allargando la base imprenditoriale al Sud e incrementando la presenza femminile, per trasformare un successo ancora parziale in un modello davvero inclusivo e sostenibile.
I numeri scaricabili gratuitamente
Il report completo dell’Osservatorio è scaricabile gratuitamente attraverso questo link fornito da TheFoodCons, offrendo a investitori, imprenditori e stakeholder del settore una bussola preziosa per orientarsi in un mercato in rapida evoluzione. I dati del 2025 dimostrano che l’Italia ha le carte in regola per competere ai massimi livelli europei nel foodtech, a patto di non disperdere le energie e di lavorare per colmare i divari territoriali e di genere che ancora penalizzano il sistema.




