Nel cuore del Quadrilatero della moda, dopo cinque anni di restauro meticoloso, riapre The Carlton Hotel del Gruppo Rocco Forte. Un progetto firmato da Paolo Moschino e Philip Vergeylen che trasforma l’ex Baglioni in uno scrigno di luce, arte e artigianato contemporaneo. Tra giardini d’inverno, opere di Georg Baselitz e la cucina di Fulvio Pierangelini, Milano conquista un nuovo indirizzo dell’eleganza discreta
Quando gli interior designer Paolo Moschino e Philip Vergeylen varcarono per la prima volta la soglia dell’edificio destinato a diventare The Carlton, a Rocco Forte Hotel, si trovarono di fronte a una hall buia, soffitti bassi e una sala meeting triste come una giornata di novembre. La loro reazione fu immediata e visionaria: qui serve luce, tanta luce. Quella sala meeting si è così trasformata in un giardino d’inverno, con cupola in vetro e piante che fanno capolino tra colonne nero e bronzo, dominando la scena come dive silenziose che non hanno bisogno di gridare la propria presenza.
Una passerella di vetro su via della Spiga
Il pavimento uniforme che attraversa hall, bar e ristorante, insieme a quelle colonne rivestite di nuovo splendore, definisce l’anima del Carlton: uno spazio dove l’eclettismo incontra la misura, dove ogni dettaglio racconta una storia di artigianato contemporaneo. Se la facciata di via Senato è rimasta sobria e pulita, quella su via della Spiga è diventata una passerella di vetro e terrazze, come se Milano stessa facesse un inchino ai passanti, invitandoli a scoprire cosa si cela oltre quella soglia luminosa.
La filosofia di Olga Polizzi: luce, spazio e servizio
Olga Polizzi, direttrice del Design del gruppo Rocco Forte, svela la sua visione del lusso: luce, spazio, bellezza, colore e, sopra ogni cosa, servizio impeccabile. Lavorare con Paolo e Philip rappresenta per lei un piacere concreto: hanno il senso del divertimento e una creatività che trova sempre la soluzione perfetta. Ogni scelta progettuale al The Carlton riflette questa filosofia: un arazzo trovato senza sapere dove collocarlo, una tela raffigurante una donna che accoglie gli ospiti dietro il concierge, il bronzo della spa Irene Forte che sembra abbracciare chi entra.
Arredi bespoke e arte d’autore
Ogni arredo è bespoke, ogni camera un progetto a sé. L’arte vuole la sua parte: dalla collezione di Pierantonio Verga – allievo di Lucio Fontana – nel ristorante Spiga, fino alla coppia di leoni in pietra del XIX secolo nel patio e al tavolo centrale in bronzo di Ado Chale. Le plafoniere in vetro di Murano dialogano con superfici contemporanee, creando un equilibrio sottile tra tradizione e modernità. La spa segue il concetto firmato Irene Forte: materiali naturali, curve morbide, una sensazione che fa sentire a casa prima ancora di togliersi le scarpe.
Il ristorante Spiga: normalità ricercata e stagionalità
Fulvio Pierangelini firma il ristorante Spiga, debuttato lo scorso dicembre: un luogo di materia, cultura e semplicità, tanto nella proposta gastronomica quanto nello spazio. Lo Chef Luigi Nastri lo affianca nell’esecuzione, insieme alla Cheffe pâtissière Soccorsa Faienza. Pierangelini parla di normalità ricercata, una tregua dopo la tempesta, una riflessione cosciente oltre le mode e i vezzi contemporanei in cucina. Piatti leggibili, che non ostentano complessità tecnica, concentrandosi sull’essenza dei prodotti in una palette cromatica intensa di verde e rosa.
Il vecchio Baretto rinasce come tributo ironico
Durante i lavori nel sottosuolo è spuntato il vecchio Baretto dell’ex hotel Baglioni, dove negli anni d’oro si ordinava un Negroni, si accendeva un Toscano e si scambiavano confidenze con il vicino di banco. Non è stato demolito: è diventato un angolo lounge, un tributo ironico al passato che fa sentire parte della città ancora prima di sedersi. Opere di Georg Baselitz, figura chiave del neoespressionismo tedesco, accompagnano l’esperienza al ristorante Spiga: inchiostri su carta realizzati tra il 2023 e il 2025, curati dalla galleria Thaddaeus Ropac, creano un dialogo armonico tra arte, spazio e ospitalità. Stesso spirito, tutta una nuova luce.




