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La storica Pasticceria Cova, parte del gruppo del lusso LVMH, inaugura a Como negli spazi di CasaBianca, ridisegnati dalla famiglia De Santis. Un’esperienza che non cerca consensi facili ma impone un nuovo standard: servizio impeccabile, dolci fedeli al DNA della maison milanese e prezzi che rispecchiano un posizionamento luxury

di MLA

Il tempio della pasticceria si affaccia sul lago: come un’opera d’arte che non urla ma sussurra la propria grandezza, Cova ha scelto Como per scrivere un nuovo capitolo della sua storia secolare. Negli spazi di CasaBianca, acquisita e trasformata dalla famiglia De Santis, la celebre pasticceria milanese, di proprietà del gruppo francese LVMH (Louis Vuitton Moët Hennessy) che ha acquisito una quota di maggioranza (circa l’80%) nel 2013, ha trovato casa con quella discrezione che appartiene solo ai grandi nomi. Nessuna fanfara, nessuna inaugurazione magniloquente: solo l’eleganza che parla da sé.

Geometrie dell’essenziale: quando meno è infinitamente di più

Varcata la soglia, si respira un’atmosfera che rifugge la retorica del Lago di Como – quel lusso urlato che troppo spesso trasforma la bellezza in scenografia. Qui tutto è calibrato con precisione chirurgica: interni sobri dove ogni elemento dialoga con gli altri in un equilibrio perfetto. La vista sul lago esiste, ma non domina; è un dettaglio, non il protagonista. Una scelta controcorrente, quasi provocatoria, in un territorio dove l’ostentazione regna sovrana.

Il servizio si muove con la grazia di un balletto: presente ma mai invasivo, attento ai dettagli invisibili che separano l’ottimo dall’eccellente. Nessuna confidenza forzata, nessun teatro della cordialità. Solo professionalità autentica, quella che accompagna senza soffocare.

Il lusso consapevole: un manifesto/listino senza alibi

Questo non è un locale per colazioni democratiche o cappuccini dell’ultimo minuto. È un indirizzo che dichiara apertamente la propria natura: elegante, costoso, consapevole. Non cerca di piacere a tutti e lo fa senza ipocrisie. In un’epoca dove ogni esperienza si vuole inclusiva e accessibile, Cova a CasaBianca sceglie la strada opposta: quella della selezione, del target preciso, dell’esperienza che vale il prezzo richiesto.

Cova a CasaBianca non è il solito bar da tazzina e brioche al volo: dal suo debutto alla fine del 2025, questo indirizzo sul lungolago di Como incarna a pieno l’eredità e l’eleganza della storica pasticceria milanese, con un linguaggio di lusso e selezione che non ammette compromessi.

Sorseggiare qui significa accettare un patto di qualità che parte dal caffè e si allarga a ogni piatto e bevanda. I numeri parlano chiaro: l’espresso è 5 €, il caffè shakerato 7 €, il Covaccino 9 € – non un semplice caffè, ma un’esperienza costruita.
La carta food si muove in una dimensione gourmet: snacks dai 6,5 € ai 9 €, torte e dolci iconici come il tiramisù “1817” e la Coppa Cova a 14 €, e l’affogato al caffè sempre 14 €.
La selezione di bollicine è un manifesto di lusso: Moscato d’Asti o spumanti Cova a 55 €, prestige Bellavista e champagne Ruinart o Gosset da 120 € fino a 480 € la bottiglia.
E poi i vini fermi e i cocktail: rosé e bianchi tra circa 50 € e 95 €, rosso di valore e Barolo a 100 €, mentre l’Aperol Spritz e i classici sono sui 18 €, e i cocktail della casa sui 20 €.
La linea dei distillati conferma lo stesso tono deciso: gin e vodka dalle 15 € ai 18 €, whisky e bourbon fino a 25 € al bicchiere.

Tra massa e social, ardua (è la) sentenza

Qui ogni cifra è un manifesto di intenzioni: non si tratta di prezzi da bar qualsiasi, ma di cifre che parlano di scelta, identità, esclusività. Sedersi al tavolo di Cova Casabianca significa entrare in un racconto dove l’esperienza vale il prezzo richiesto, senza scuse né compromessi.

Una scelta precisa, netta come una lama. E come tale, va letta e rispettata. Perché l’autenticità, oggi più che mai, sta anche nel coraggio di dire “questo è quello che siamo” – senza sconti, senza compromessi, senza cercare l’applauso facile della massa, che ormai spesso (troppo spesso) si traduce oggi nel plauso dei social.

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