L’Università Nicolò Cusano sostiene Pro Etico Roma Aps, associazione che sta rivoluzionando l’inserimento lavorativo di giovani con disabilità nel settore alberghiero romano. Con un tasso di assunzione dell’89% presso catene prestigiose come Hilton, Six Senses e Roscioli, il progetto Albergo Etico-The First in Rome dimostra che professionalità e inclusione non sono incompatibili ma sinergiche
di MLA
Quando il lusso abbraccia la fragilità: nel cuore di Roma, tra le suite e le hall marmorate dei grandi hotel, si sta compiendo una rivoluzione silenziosa ma dirompente. Pro Etico Roma Aps, ente di Terzo Settore presieduto da Federica Lunedei, ha costruito in appena un anno un ponte virtuoso tra le grandi catene alberghiere e Albergo Etico-The First in Rome, scuola di formazione che accoglie ragazzi tra i 18 e i 40 anni con disabilità fisica, sensoriale o intellettiva.
I numeri parlano una lingua cristallina: l’89% dei tirocinanti ha trovato un posto di lavoro al termine del percorso formativo. Non occupazioni di facciata, non contratti simbolici per assolvere obblighi di legge, ma assunzioni reali in strutture di prestigio internazionale. Aleph Hotel, Six Senses, Double Tree by Hilton, Globus, Roscioli: nomi che evocano standard elevatissimi, clientela esigente, professionalità ai massimi livelli. Eppure, questi brand hanno scelto di scommettere su Silvia con sindrome di Down, su Alessio con Asperger, su Maurizio ipovedente, su Francesca affetta da una rara malattia al cuore.

L’Unicusano: quando il privato investe nel sociale
Il sostegno dell’Università Nicolò Cusano a Pro Etico Roma Aps rappresenta un esempio virtuoso di come il settore privato possa farsi carico di responsabilità sociali senza ricorrere a logiche assistenzialistiche. Il contributo economico stanziato dall’ateneo non è elargizione caritatevole ma investimento strategico in un modello che ha dimostrato la propria efficacia sul campo.
“Grazie ai fondi possiamo sostenere economicamente la formazione dei tirocinanti con meno possibilità economiche seguendoli poi nel loro percorso di inserimento lavorativo”, spiega Federica Lunedei. L’Unicusano ha compreso che aiutare questi ragazzi significa moltiplicare competenze, generare autonomia, creare valore economico oltre che sociale. Ogni euro investito nella formazione si traduce in un lavoratore qualificato, in una famiglia sollevata dall’onere assistenziale, in un’azienda che arricchisce il proprio capitale umano.

La formazione: dove il rigore incontra l’empatia
All’Albergo Etico-The First in Rome, struttura con 18 camere, sala colazioni, ristorante “Etico Food” e reception, insegnano professionisti del settore: chef, maître, manager di sala o di piano. Non filantropi improvvisati ma tecnici che conoscono perfettamente le dinamiche dell’hotellerie di lusso e sanno quali competenze il mercato richiede. I tirocini formativi durano tra 8 e 18 mesi, periodo durante il quale teoria e pratica si alternano in un crescendo di responsabilità e autonomia.
“Sono sicuramente risultati sbalorditivi che vanno oltre la normativa sull’assunzione di persone con disabilità: i nostri ragazzi escono fuori dal tirocinio preparati, motivati e professionali”, sottolinea Lunedei con orgoglio. La chiave del successo risiede proprio in questo approccio che rifiuta ogni forma di paternalismo: gli studenti vengono trattati come professionisti in formazione, non come soggetti fragili da proteggere. Le verifiche sono rigorose, gli standard elevati, le aspettative identiche a quelle che si avrebbero verso qualsiasi altro allievo.

Storie di rinascita: quando la vita offre una seconda chance
Le vicende umane che si intrecciano all’Albergo Etico meriterebbero ciascuna un romanzo. C’è Silvio, odontoiatra finito in coma che gli ha fatto perdere la vista e, conseguentemente, il lavoro. Una volta fuori pericolo di vita, non si è arreso: sfruttando precisione e rigore derivati dalla precedente professione, si è reinventato come magazziniere nel settore alberghiero. Oggi è felicemente impiegato al Six Senses, dove la sua scrupolosità maniacale nel gestire le scorte è diventata leggenda tra i colleghi.
Poi c’è Adele, affetta da sindrome di Down, iscritta dai genitori al liceo artistico ma animata da una passione divorante per l’alta cucina. Ha cambiato strada con determinazione, studiando con costanza per diventare chef. Le hanno proposto di essere mental coach dei ragazzi che frequentano la scuola alberghiera e, da luglio scorso, è sous chef presso uno degli hotel della catena Hilton. “Assunta con contratto come ogni altro lavoratore”, precisa Lunedei, a rimarcare che qui non si fanno sconti né si creano categorie protette.

E ancora Stefano, affetto da una importante malattia rara, che dopo neanche una settimana di lavoro si è visto trasformare il contratto da part time a full time. Un riconoscimento che vale più di qualsiasi certificato: l’azienda non poteva fare a meno di lui, le sue competenze erano necessarie, indispensabili.
Manager illuminati: quando la disabilità diventa valore aggiunto
Il successo di Pro Etico Roma Aps non sarebbe possibile senza l’adesione convinta dei manager delle catene alberghiere coinvolte. Per loro la disabilità non rappresenta un ostacolo da superare ma un accrescimento di valore, un elemento di diversità che arricchisce i team e migliora i servizi. “Ai colloqui hanno dimostrato di avere tutte le carte in regola per lavorare in strutture di prestigio e, per fortuna, si sono trovati di fronte manager che li volevano davvero assumere”, racconta Lunedei.

Un aspetto cruciale sottolineato dall’associazione: al momento dell’assunzione nessuno è demansionato. Ciò che i ragazzi studiano in accademia lo rendono poi nel proprio percorso lavorativo. Vengono assunti perché c’è bisogno di quel ruolo specifico, non per riempire quote o soddisfare obblighi normativi. Questa autenticità del rapporto professionale rappresenta forse la conquista più preziosa del progetto: il riconoscimento pieno della dignità lavorativa di persone troppo spesso relegate ai margini del mercato del lavoro.
Un modello replicabile: dalla capitale all’Italia intera
Albergo Etico-The First in Rome fa parte della vasta rete Albergo Etico Italia, arcipelago di esperienze simili disseminate sul territorio nazionale. Il modello romano, tuttavia, si distingue per l’elevato tasso di inserimento lavorativo e per la qualità delle strutture che accolgono i tirocinanti. Da gennaio 2025 sono nove i ragazzi assunti grazie a Pro Etico Roma Aps, numero destinato a crescere nei prossimi mesi.

Il lavoro dell’ente va oltre la ricerca di una sistemazione per gli studenti: esiste un sistema di feedback costante con i manager degli hotel coinvolti, utile per migliorare continuamente i percorsi formativi. Un circolo virtuoso dove le esigenze del mercato informano la didattica e la qualità della formazione soddisfa le aspettative dei datori di lavoro. In questo dialogo fecondo risiede forse la lezione più preziosa di tutta l’operazione: l’inclusione reale si costruisce non nonostante il mercato ma insieme al mercato.







