Nel quartiere Flaminio, a pochi passi dallo Stadio Olimpico, Francesco Calò e Chiara Maggio hanno scritto una delle storie gastronomiche più sorprendenti del 2024 romano. Avenida Calò non è una pizzeria come le altre: è un progetto visionario che eleva la pizza a esperienza ristorativa completa con impasto ricercato, abbinamenti enologici raffinati e creatività contemporanea. A meno di un anno dall’apertura, parlano i riconoscimenti: “Novità dell’anno” per 50 Top Pizza e due spicchi Gambero Rosso
di MLA
La storia di Francesco Calò è quella di chi ha saputo trasformare un’eredità familiare in un progetto imprenditoriale di respiro internazionale. Classe 1986, originario di Oria in provincia di Brindisi, Francesco cresce letteralmente immerso nella farina. “Sono nato e cresciuto in mezzo alla farina, provengo da una famiglia di panificatori“, racconta con orgoglio, “non avrei potuto fare nessun altro lavoro che questo.” Il forno di famiglia diventa la sua prima scuola, dove apprende l’arte della lievitazione e della cottura osservando i gesti del padre.
Ma il destino ha in serbo per lui orizzonti più ampi. Nel 2012, a soli 26 anni, Francesco decide di lasciare la Puglia per tentare la fortuna all’estero. La meta iniziale doveva essere Londra, ma un amico che lavora all’ambasciata italiana a Vienna gli fa cambiare idea. La capitale austriaca si rivela una scelta azzeccata: qui Francesco affina tecnica e visione, lavorando in diverse pizzerie per comprendere i gusti di una clientela internazionale ed esigente.
Via Toledo: l’impero che precede Roma
Nel 2016 arriva la svolta: Francesco, insieme alla moglie Chiara Maggio, apre Via Toledo Enopizzeria nel cuore di Vienna. Il locale, ampio ed elegante, rende omaggio a una delle strade più iconiche di Napoli e diventa rapidamente un punto di riferimento per gli amanti della pizza d’autore nella capitale austriaca. L’enopizzeria si trasforma in una macchina perfettamente rodata che sforna circa 1500 pizze al giorno tra i 94 coperti interni e i 45 esterni.
I riconoscimenti non tardano ad arrivare: nel 2019 Francesco conquista il titolo di “Miglior pizzaiolo italiano nel Mondo” al Campionato mondiale Pizza Doc, un trionfo che apre la strada a nuove sfide. Ma è il 2024 a consacrarlo definitivamente sulla scena internazionale: Via Toledo Enopizzeria si classifica al terzo posto nella 50 Top Pizza Europa, un risultato straordinario che testimonia la capacità di conquistare palati diversi mantenendo un’identità fortissima. Sempre nel 2024 arriva anche il Premio Pizza of The Year – Latteria Sorrentina Award per la celebre “Nero di Marinara”.
La chiamata: quando il destino bussa alla porta
L’estate 2024 sembra segnare una nuova direzione. Francesco e Chiara hanno deciso: sarà Madrid la prossima meta. Hanno trovato locale, casa, scuola per i figli. Tutto sembra definito. Ma durante una caldissima giornata di luglio, mentre sono in vacanza in Puglia, accade l’imprevisto. Due telefonate simultanee cambiano tutto: Chiara riceve la conferma dal broker di Madrid mentre Francesco scopre che si è liberato uno spazio a Roma, in viale Pinturicchio, a due passi dallo Stadio Olimpico.
“Senza pensarci troppo, ho fatto un’offerta”, racconta Francesco. “Ho sempre provato un fascino particolare per Roma, una città che, pur essendo pugliese, ho sempre sentito in qualche modo mia”. La voglia di tornare in Italia prevale su tutto. E così, il 17 dicembre 2024, nasce Avenida Calò, un locale da 50 coperti destinato a diventare fenomeno gastronomico in pochi mesi.

L’accoglienza romana: il successo è (subito) servito
L’accoglienza che Roma riserva ad Avenida Calò supera ogni previsione. “Non mi aspettavo questa risposta,” confessa Francesco dopo i primi sei mesi, “dal primo giorno il locale è pieno, con clienti già fidelizzati. Ma continueremo a migliorare perché amiamo curare ogni dettaglio”. I numeri parlano chiaro: in soli sei mesi la pizzeria si impone come nuovo punto di riferimento del quartiere Flaminio, zona dove scarseggiavano pizzerie di livello.
I riconoscimenti ufficiali arrivano puntuali: il titolo di “Novità dell’anno” per 50 Top Pizza e i due spicchi nella Guida Pizzerie d’Italia del Gambero Rosso sanciscono quello che la clientela aveva già compreso. Avenida Calò non è semplicemente una nuova pizzeria ma un manifesto gastronomico che ridefinisce il concetto stesso di pizza contemporanea nella Capitale.
Farina Intensa: l’identità in un impasto
Il cuore di Avenida Calò batte nell’impasto. Non un semplice supporto ma l’elemento identitario che racconta visione e filosofia. Farina Intensa, il blend esclusivo messo a punto da Francesco, rappresenta anni di ricerca meticolosa. Alta percentuale di crusca, elementi cruscali ricchi di vitamine naturali, lievitazione indiretta di 24-48 ore, idratazione al 78%: ogni numero racconta una scelta precisa.

“Usare farine meno raffinate dà un valore aggiunto al prodotto”, spiega Francesco. “Esaltano sapore e aroma intenso, la pizza è più digeribile. L’odore dell’impasto mi ricorda la mia infanzia pugliese grazie alla crusca”. Il risultato è un impasto semi-integrale ma estremamente scioglievole, con quel colore leggermente ambrato, quasi nocciola, che ricorda il pane appena sfornato. La struttura è leggera, l’aroma presenta sentori tipici del lievitato tradizionale, il morso è riconoscibile per aromaticità.
No fritti: la ratio di una scelta coraggiosa
Una decisione che potrebbe sembrare azzardata in una città come Roma, dove i fritti sono parte integrante dell’aperitivo: ad Avenida Calò non ci sono fritti in carta, ad eccezione della tradizionale montanarina napoletana. “Mi piacciono i fritti e li apprezzo quando sono in pizzeria, da cliente”. spiega Francesco con sincerità, “ma nei miei locali, tanto a Roma quanto a Vienna, ho deciso di non includerli perché spesso, anche inconsapevolmente, precludono la degustazione della pizza che invece voglio sia sempre la protagonista principale del pasto”.
Una scelta che privilegia la purezza dell’impasto e il valore del prodotto da forno, in linea con una visione di pizzeria evolutiva dove ogni elemento in carta ha una ragion d’essere precisa. Non mancano comunque tre montanarine per chi proprio non vuole rinunciare: la classica con pomodoro, quella con acciughe e limone femminiello, e infine un omaggio alla Capitale con caciotta romana, levistico e lardo di Colonnata. Piatti dalla cucina firmati dallo chef Antonio Giugliano completano l’offerta per chi preferisce orientarsi diversamente.
Bruma: il menu che esalta l’autunno
Con l’arrivo dell’autunno 2025, Avenida Calò presenta Bruma, un menu che racconta la transizione tra le stagioni, tra luce e ombra, tra calore estivo e introspezione invernale. Un viaggio nei profumi di terra e bosco, nei toni affumicati e nelle consistenze avvolgenti che celebrano la stagionalità con intelligenza contemporanea.
Le nuove pizze esplorano equilibri inediti di gusto. Ecco il Canto di Bruma, con ragù bianco di cervo brasato al ginepro, purea di pastinaca e patata affumicata, spuma di noce e burro nocciola, tartufo nero e fiocchi di sale Maldon: un capolavoro che fonde selvaggina e territorio. Spuma no Yoru è invece un omaggio alla cultura giapponese, con crema di funghi shiitake fermentati, alga nori, tartufo nero fresco, spuma di Parmigiano 30 mesi e gocce di riduzione di soia affumicata.

Lacrima dei Nebrodi gioca con i contrasti: fiordilatte, lardo di suino nero dei Nebrodi, fichi caramellati al Porto, polvere di cacao amaro, petali di cipolla bruciata e timo compongono una sinfonia di sapori. Sottobosco Inaspettato celebra l’autunno con fiordilatte, crema di zucca Violina, porcini arrostiti, semi di zucca croccanti e brunoise di zucca al rosmarino. Alma Iberica, infine, è una pizza in doppia cottura con pomodoro Tumaca, Pata Negra Cinco Jotas, scampo crudo e sale Maldon: Spagna e Mediterraneo in un solo morso.
L’esperienza che tocca… l’anima
Tra le proposte più rappresentative spicca La Mano, il percorso degustazione che permette di scoprire in sei portate la visione completa di Francesco Calò. Un menu a discrezione del pizzaiolo che può includere non solo pizze ma anche montanarine e cornicioni ripieni, servito su piatti speciali a forma di mano realizzati appositamente dal ceramista Vincenzo Del Monaco, storico porcellanista di Grottaglie.
L’idea è tanto semplice quanto geniale: costringere l’ospite a toccare la pizza, a mangiarla con le mani, creando una connessione sensoriale prima ancora dell’assaggio. Come se fosse davvero la mano del pizzaiolo a presentare le proprie creazioni, il percorso invita a conoscere da vicino l’essenza di Avenida Calò attraverso impasti, consistenze e abbinamenti che raccontano la filosofia del locale. Il costo è di 55 euro, con possibilità di wine pairing a 25 euro curato personalmente da Chiara.
La struttura del menu: tra tradizione e rivoluzione
Il menu di Avenida Calò si articola in sezioni che raccontano il percorso evolutivo di Francesco: le pizze della tradizione, che omaggiano i grandi classici napoletani; le pizze doppio crunch, fritte e poi ripassate in forno per una croccantezza unica; le (R)evolution creation, dove il pizzaiolo osa abbinamenti inediti che fondono cultura mediterranea e contaminazioni internazionali.
Tra le creazioni più amate spicca la Nero di Marinara, che ha conquistato il Premio Pizza dell’anno 2024: un equilibrio perfetto tra San Marzano DOP, pomodoro datterino rosso, origano di montagna e aglio nero di Voghiera DOP. La Tre Consistenze di Friarielli celebra la verdura regina della cucina napoletana declinata in cremosa, spadellata e croccante. La Prelibata, ideale come ultimo assaggio prima del dolce, combina fiordilatte, gorgonzola, filetto lardellato, confettura di fichi, basilico e olio EVO.

La Bufalina 2.0 in versione doppio crunch con pomodoro Paglione pugliese, spuma di bufala, pecorino e basilico dimostra come la doppia cottura possa esaltare anche i classici. La Cenere di Limone con crema di carciofi, pecorino e gamberi crudi di Mazara del Vallo gioca con contrasti di temperatura e consistenza.
Chiara Maggio: anima enologica del progetto
Se Francesco è il maestro della pizza, Chiara Maggio è l’anima enologica di Avenida Calò. Con una selezione di quasi 150 etichette (alcune fonti parlano di 130-135 referenze), ha costruito una carta che privilegia i vini italiani con incursioni estere mirate, dalla Francia alla Nuova Zelanda, alternando bottiglie importanti a realtà più piccole e meno note.
“Non ci sono vini naturali,” precisa Chiara, una scelta che riflette la filosofia del locale: qualità, pulizia, paiting perfetto. L’utilizzo del Coravin per il servizio al calice consente un pairing sempre preciso e calibrato, esteso anche ai dessert. Sul menu, ogni pizza ha indicato a fianco il calice o la bottiglia pensati per l’abbinamento ideale: un lavoro di ricerca che dimostra come pizza e vino possano dialogare con la stessa naturalezza di un piatto di alta cucina.
Non a caso, già a Vienna la lista enologica di Via Toledo Enopizzeria aveva conquistato il premio Best Wine List 50 Top Pizza 2023, riconoscimento che Chiara porta ora anche nella Capitale romana. “A Vienna abbiamo addirittura eliminato le birre!” confessa Francesco, sottolineando quanto la dimensione enologica sia centrale nel progetto.
L’ambiente: eleganza nel segno del verde petrolio
Varcando l’elegante porta verde petrolio che ricorda il portone di una casa, si entra in un ambiente luminoso grazie alle ampie vetrate su viale Pinturicchio. Il locale è pensato per non più di 50 persone, una scelta voluta: “Abbiamo voluto creare un luogo raccolto, in cui far accomodare non più di 50 persone perché vogliamo che ogni cliente sia seguito con la stessa cura dall’inizio alla fine”, sottolinea Francesco.
Il forno a legna Valoriani è a vista, permettendo agli ospiti di ammirare la gestualità e la preparazione della pizza in tempo reale. Comode sedute a divano, pavimento in ceramiche di Vietri, pareti in legno che richiamano l’immagine di un’enoteca con il vino che occupa un posto di rilievo: tutto comunica l’atmosfera di un bistrot raffinato piuttosto che di una pizzeria tradizionale. I dettagli curati, come la refreshing towel di cotone che viene offerta agli ospiti, comunicano l’attenzione che Avenida Calò riserva all’esperienza complessiva.

Il verde che caratterizza gran parte dello spazio conferisce al locale quello stile cosmopolita ma allo stesso tempo caldo e rassicurante che Francesco e Chiara hanno già sperimentato con successo a Vienna. Bellissimo anche il tocco artigianale ed esclusivo delle ceramiche con le maioliche realizzate dal ceramista Giovanni De Maio e dalla designer Cristina Celestino.
Il gran finale in dolcezza
Anche i dessert seguono la filosofia di innovazione rispettosa della tradizione. Boca de Cannella, pizza croccante con crema pasticciera, nocciola e crumble di mandorle, dimostra come l’impasto possa trasformarsi in base per la pasticceria mantenendo la propria identità. Nebula è un tocchetto di cornicione fritta e al forno con ricotta, salsa mou di zucchine, anacardi caramellati e zest di limone.
Il dolce Mango e Caffè gioca con esotismo e tradizione, mentre un Tiramisù reso ancora più goloso dall’aggiunta di crema di nocciole completa la proposta dolciaria. Creazioni che non sono semplici chiusure di pasto ma parte integrante del percorso gastronomico, dove l’identità dell’impasto si mantiene riconoscibile anche nella trasformazione dolce.

La filosofia: elevare senza tradire
“Reiterare che la pizza sia del popolo, alla lunga, non fa bene al settore e a tutte le persone che lavorano”, dichiarano da Avenida Calò con lucidità. “Il richiamo costante alla semplicità rischia di oscurare il valore del mestiere, lo studio e la tecnica che servono per portare avanti progetti come il nostro”. Una posizione chiara che non vuole escludere ma affermare la legittimità di percorsi diversi.
Avenida Calò si posiziona come pizzeria che pensa da ristorante: formato definito, carta vini strutturata, impasto come linguaggio identitario, scelta dei piatti dalla cucina come complemento. Una proposta che, se valida e comunicata bene, può funzionare anche in un panorama competitivo come quello romano. “Vogliamo che la pizza diventi piatto e l’esperienza gastronomica sia completa”, ripete Francesco, sintetizzando anni di lavoro e visione.

Il team: eccellenza al servizio dell’ospitalità
Dietro il successo di Avenida Calò c’è un team giovane ma competente. Il servizio femminile, professionale e preparato, accompagna ogni portata con conoscenza e passione, completando un’esperienza che dalla prima montanarina all’ultimo dessert mantiene coerenza e qualità. La brigata di cucina, guidata dallo chef Antonio Giugliano, garantisce che i piatti non pizza siano all’altezza della proposta lievitata.
Il cannolo siciliano ripieno di baccalà mantecato, topinambur e pop-corn di maiale è un esempio di come la cucina sappia dialogare con la pizza senza sovrastarla. Il polpo alla brace su crema di ‘nduja con chips di riso, aglio nero in polvere ed emulsione di cicoria dimostra tecnica e creatività. Proposte che dimostrano come Avenida Calò sia pensato per accogliere anche chi, quella sera, preferisce orientarsi diversamente dalla pizza.
L’apertura strategica: pranzo e cena
Avenida Calò è aperto a pranzo e a cena dal martedì alla domenica, con chiusura il lunedì. Una scelta strategica che permette di presidiare anche il target business del quartiere e di chi lavora nelle vicinanze dello Stadio Olimpico e dell’Auditorium Parco della Musica. Il servizio pranzo si è rivelato particolarmente apprezzato, con molti clienti che hanno fatto di Avenida Calò la loro pausa pranzo settimanale.
Gli orari sono 12:30-15:00 per il pranzo e 19:30-24:00 per la cena, garantendo flessibilità per chi vuole cenare più tardi. La possibilità di prenotare al telefono (06 89238209) o tramite il sito web ha semplificato la gestione dei flussi, anche se nei weekend è consigliabile prenotare con anticipo vista l’alta richiesta.
Il Quartiere Flaminio: un’area da valorizzare
Il quartiere Flaminio rappresentava una zona scoperta dal punto di vista delle pizzerie di qualità. Pur essendo un’area residenziale elegante, con la vicinanza dello Stadio Olimpico, del Foro Italico e dell’Auditorium Parco della Musica, mancava un indirizzo che potesse soddisfare una clientela esigente. Avenida Calò ha colmato questo vuoto, diventando rapidamente punto di riferimento non solo per i residenti ma anche per chi arriva da altre zone di Roma.
La posizione strategica permette di intercettare diverse tipologie di clientela: sportivi prima o dopo gli eventi allo stadio, appassionati di musica in uscita dai concerti dell’Auditorium, residenti del quartiere che cercano qualità senza doversi spostare in centro. “Una zona forse non centralissima ma dove scarseggiano le pizzerie degne di nota”, come hanno sottolineato diversi critici gastronomici.

Il futuro tra consolidamento e nuove visioni
Durante la pausa estiva di agosto 2025, Francesco e Chiara hanno lavorato a piccoli ma significativi ritocchi per rendere l’esperienza ancora più speciale. La riapertura di settembre ha portato novità che hanno consolidato ulteriormente la posizione del locale nel panorama gastronomico capitolino, culminando con la presentazione del menu Bruma a novembre.
Il nome stesso “Avenida” lascia intravedere la possibilità di future aperture, forse quella Madrid che sembrava vicina nell’estate 2024. Ma per ora l’attenzione è tutta su Roma e Vienna: “Via Toledo continua a funzionare benissimo con uno staff collaudatissimo”, spiega Francesco, “mentre qui vogliamo continuare a crescere mantenendo intatta la qualità”.
Il sogno è quello di portare la visione di pizzeria evoluta in nuove città, sempre con la stessa filosofia: tecnica, identità e sensibilità gastronomica al servizio dell’esperienza. Ma con i piedi ben piantati per terra e la consapevolezza che ogni progetto va costruito mattone dopo mattone, pizza dopo pizza.




