Sessantadue anni di storia e la missione resta immutata: salvaguardare le tradizioni gastronomiche italiane. L’Unione Ristoranti Buon Ricordo presenta la Guida 2026 con cinque nuove insegne, quattro cambi di specialità e sedici partner d’eccellenza. Il Piatto d’Oro 2025 celebra Giulia Ghiretti, campionessa paralimpica che ha conquistato l’oro a Parigi 2024
di MLA
“Attraverso un paese e la sua cucina”: dopo 62 anni di gloriosa storia, l’Unione Ristoranti Buon Ricordo ribadisce con orgoglio il claim che aveva contraddistinto l’associazione al momento della sua nascita nel 1964. Un mantra che oggi suona più attuale che mai, in un’epoca in cui la ricerca di autenticità e la valorizzazione del territorio sono diventati imperativi categorici della ristorazione contemporanea.
La Guida 2026 appena pubblicata racconta 111 locali – di cui 8 all’estero fra Europa, Stati Uniti e Giappone – che rappresentano nel loro insieme il ricchissimo mosaico della gastronomia italiana. Cinque le new entry che arricchiscono un patrimonio straordinario che spazia dalle trattorie di campagna agli indirizzi metropolitani, dal Nord al Sud, accomunati dall’egida della cucina del territorio e dalla passione per la tradizione reinterpretata con rispetto e creatività.
Cinque nuove eccellenze entrano nel club
I debuttanti del 2026 testimoniano la vitalità e la capacità di rinnovamento dell’associazione. Cinque ristoranti che portano in dote altrettante specialità destinate a diventare nuovi simboli gastronomici.
La Serra Bistrot di Vezio, affacciato sul Lago di Como all’interno dell’Agriturismo Diffuso Castello di Vezio, propone “L’uovo della Serra”: un omaggio alla natura che lo circonda, dove la filosofia della cucina si basa su ingredienti freschi e locali, molti prodotti direttamente in loco come l’olio extravergine e le uova di giornata. L’ambiente raffinato e la terrazza panoramica ideale per tramonti romantici completano un’esperienza che valorizza la tradizione culinaria locale con un tocco di creatività contemporanea.

Dalle rive lariane alle Marche, dove il Ristorante Al Capitano di Porto San Giorgio porta nel circuito le sue “Linguine allo Scucchiarì”. Nel cuore del borgo antico, affacciato su uno dei corsi più vivaci della cittadina fermana, Nerio Cameli e Lucia Di Giovanni hanno creato un indirizzo dove la tradizione marinara incontra la creatività contemporanea. La sala impreziosita da dettagli nautici accoglie gli ospiti con il calore delle antiche osterie di mare, mentre in cucina il pescato locale del giorno viene celebrato con leggerezza e rispetto.
In Campania, precisamente ad Agerola, La Corte degli Dei di Giovanni Paone eleva l’offerta con “Il cappuccino del monaco”. All’interno dello storico Palazzo Acampora, lo chef stellato Vincenzo Guarino firma un’esperienza di fine dining che unisce tradizione campana e creatività contemporanea, celebrando il territorio attraverso ingredienti locali e stagionali reinterpretati con eleganza e tecnica raffinata. I tre menu degustazione ispirati a terra, mare e natura costituiscono un viaggio sensoriale nel cuore autentico dei Monti Lattari.
Sempre nel salernitano, ad Aquara, La Rosa Bianca di Bianca Mucciolo rappresenta un modello virtuoso di etica gastronomica. Il “Cavato allo stracotto di pomodoro e cacioricotta di capra” racconta una filosofia precisa: “Il nostro è un credo contadino, siamo custodi delle tradizioni e della ruralità,” spiega la chef-proprietaria. “Siamo a capo di un’azienda agricola circolare e di prossimità, siamo allevatori di capre e produttori di olio, verdure dell’orto e esperti di erbe spontanee. Abbiamo seminato e protetto grani antichi e produciamo pasta nel nostro micro pastificio agricolo”. Un esempio di filiera corta e sostenibilità che trasforma ogni piatto in manifesto di autenticità.
Oltreoceano, a Portland nell’Oregon, Nostrana porta la bandiera italiana negli Stati Uniti. Gestito da Cathy Whims, sei volte finalista del James Beard Foundation Award, dal 2005 è un punto di riferimento per chi ama una cucina basata sull’eccellenza degli ingredienti, radicata nella generosità stagionale dell’Oregon e nelle tradizioni regionali italiane. L‘”Insalata Nostrana” diventa il simbolo di questo ponte transatlantico, affiancata dall’Enoteca con oltre 3.000 bottiglie e dall’Orto Nostrano che fornisce fiori e prodotti agricoli.
Quattro ristoranti rinnovano la loro identità
Lo Statuto del Buon Ricordo prevede che i locali possano cambiare periodicamente la loro specialità, mantenendo vivo il rapporto con il territorio e le sue evoluzioni. Per il 2026, quattro ristoranti hanno colto questa opportunità introducendo nuovi piatti simbolo.
L’Osteria La Lanterna di Cressogno, sul Lago di Como, presenta il “Coniglio di Carmagnola ripieno della nonna Dantina”, un piatto che affonda le radici nella memoria familiare e nella tradizione piemontese. In Valtellina, l’Hotel Sassella Ristorante Jim di Grosio opta per “Gnocchi di patate ripieni al bitto DOP con bresaola IGP”, celebrando due eccellenze certificate del territorio valtellinese in un’armonia di sapori montani.
Scendendo in Puglia, il Ristorante il Poeta Contadino di Alberobello rinnova con “Purea di fave con cavatelli ai frutti di mare”, un connubio che racconta la duplice anima della regione, sospesa tra terra e mare. Infine, la Locanda Belvedere di Rocchetta Volturno, in Molise, propone il “Cinghiale ‘Genuino’ delle Mainarde alla Tintilia”, valorizzando la fauna selvatica dell’Appennino e il vitigno autoctono simbolo della regione.

Il piatto dipinto a mano: un’icona che attraversa il tempo
A caratterizzare ciascun ristorante del Buon Ricordo, creando tra loro un trait d’union visivo ed emozionale, è il piatto-simbolo dipinto a mano dagli artigiani della Ceramica Artistica Solimene di Vietri sul Mare. Su ogni piatto è effigiata la specialità del locale, trasformando la ceramica in narrazione gastronomica e artistica insieme.
Il piatto viene donato a chi degusta il Menù del Buon Ricordo, quel goloso excursus che ciascun ristoratore crea liberamente per far scoprire i sapori della sua terra. Un menu che varia con le stagioni ma in cui la specialità del locale viene sempre inserita, nell’arco dell’intero anno. Così, l’ospite porta con sé a casa non solo il ricordo di una piacevole esperienza gastronomica, ma un oggetto tangibile che cristallizza quel momento, quella cucina, quel territorio.
Sedici partner per un sistema virtuoso
Ad affiancare il Buon Ricordo nella sua missione ci sono prestigiosi partner che ne condividono e sostengono i progetti. Realtà importanti e autorevoli, simbolo del Made in Italy: Bellomo, Confagricoltura, Consorzio Franciacorta, Consorzio Parmigiano Reggiano, Coppini Arte Olearia, Decolab – Rastal, Filette Prime Water, Goeldlin Collection, Igor Gorgonzola, Illy Caffè, Le Bontà di Ferruccio, Molino Dallagiovanna, Montezovo, Raggio di Sole, Riso Margherita, Zanussi Professional.
Un sistema virtuoso che unisce produttori, consorzi di tutela e fornitori di eccellenza, creando una filiera dove ogni attore contribuisce a elevare la qualità complessiva dell’offerta gastronomica italiana.
Il Piatto d’Oro 2025 a Giulia Ghiretti: quando lo sport incontra la cucina
Dal 2023 l’Unione Ristoranti Buon Ricordo attribuisce il Piatto del Buon Ricordo d’Oro a personaggi che portano in alto il nome dell’Italia nel mondo. Dopo Gerry Scotti nel 2023 e la Famiglia Santini del Ristorante Dal Pescatore nel 2024, quest’anno il riconoscimento è andato a Giulia Ghiretti, nuotatrice parmense e campionessa paralimpica.
A Parigi 2024 Ghiretti si è conquistata la medaglia d’oro, aggiungendola a un palmares che conta 31 medaglie internazionali tra Paralimpiadi, Mondiali ed Europei, oltre a una cinquantina di titoli italiani. Paralizzata alle gambe dall’età di 16 anni a causa di un incidente durante un allenamento di trampolino, laureata in Ingegneria biomedica al Politecnico di Milano, è oggi impegnata nel sociale e viene spesso invitata nelle scuole, nelle aziende e a eventi pubblici per portare la propria testimonianza.

“Nel mondo della cucina, come nello sport, i grandi risultati nascono da ingredienti semplici ma essenziali: impegno, costanza, dedizione”, ha dichiarato il Presidente Cesare Carbone durante la consegna, affiancato dal Segretario Generale Operativo Luciano Spigaroli. “Giulia Ghiretti incarna questi valori con purezza e forza straordinarie. Per aver dimostrato che il coraggio può diventare esempio, che la passione può diventare ispirazione e che il talento può diventare orgoglio collettivo, l’Associazione Ristoranti del Buon Ricordo le assegna il Piatto del Buon Ricordo d’Oro 2025, tributo alla sua storia e alla sua energia contagiosa, un vero sapore d’Italia”.


Le radici: quando tutto ebbe inizio
L’Unione Ristoranti del Buon Ricordo è la prima associazione di ristoratori nata in Italia. Fu fondata nel 1964 per salvaguardare e valorizzare le tradizioni e culture gastronomiche italiane, che allora correvano il rischio di perdersi sotto la spinta dell’omologazione del gusto e la moda della cosiddetta cucina internazionale. La cucina tipica delle regioni era, come scrisse il gastronomo Vincenzo Buonassisi, “sconosciuta o negletta”.
L’intuizione fu di Dino Villani, uomo di cultura e maestro di comunicazione a cui si devono, fra l’altro, l’ideazione del concorso “5000 lire per un sorriso” che nel 1946 diventò Miss Italia, del Premio Suzzara progettato con Zavattini, la trasformazione del 14 febbraio nella Festa degli Innamorati e la creazione della colomba pasquale come dolce-simbolo per Pasqua. Villani associò un gruppo di ristoranti di qualità con l’obiettivo di ridare notorietà e prestigio alle espressioni locali della tradizione gastronomica italiana.
Oggi, a distanza di oltre sei decenni, quella visione si è trasformata in realtà consolidata: 111 locali che rappresentano l’Italia gastronomica nella sua varietà straordinaria, dal risotto alla milanese ai cannoli siciliani, dalla bagna cauda piemontese alla parmigiana campana, dai tortellini emiliani alle orecchiette pugliesi.
Come scoprire i ristoranti del Buon Ricordo
Per conoscere da vicino i Ristoranti del Buon Ricordo e le loro specialità, è possibile consultare il sito www.buonricordo.it o sfogliare la Guida 2026, in distribuzione gratuita da gennaio 2026 nei ristoranti associati. La guida segnala anche gli hotel che hanno al loro interno un ristorante del circuito. A ogni locale viene dedicata una pagina con in calce un QR Code che rimanda direttamente al sito del ristorante, rendendo tutte le informazioni accessibili con un semplice click.
Un patrimonio gastronomico che continua a crescere e rinnovarsi, mantenendo saldo il legame con le radici e lo sguardo proiettato verso il futuro. Perché, come recita il claim storico, conoscere l’Italia attraverso la sua cucina significa comprendere l’anima profonda di un paese che nel cibo ha sempre trovato una delle sue espressioni identitarie più autentiche.










