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Sulle rive del Lario, dove la quiete lacustre si fonde con l’eccellenza dell’ospitalità, Musa Lago di Como celebra le festività con un concept anticonvenzionale. Il boutique hotel cinque stelle di Sala Comacina propone “Greenchmas”, un allestimento ispirato al Grinch che ridefinisce il Natale tra fine dining d’autore, mixology sofisticata ed eventi esclusivi

di M.L.Andreis

Come uno specchio d’acqua che riflette il cielo mutevole dell’autunno lariano, Musa Lago di Como si erge sulle sponde di Sala Comacina quale testimonianza contemporanea di un’eleganza senza tempo. Inaugurato nel giugno 2022, questo gioiello dell’ospitalità reinterpreta il concetto stesso di lusso attraverso una filosofia distintiva: Gracious Hospitality through Relaxed Excellence. Un manifesto che si traduce in ogni dettaglio di un’esperienza dove la raffinatezza non urla, ma sussurra con la grazia delle onde che lambiscono dolcemente la riva.

Un ecosistema di bellezza e benessere

La struttura si configura come un vero ecosistema dell’eccellenza, articolato in una proposta integrata che comprende un luxury boutique hotel cinque stelle con sole dodici camere, ciascuna concepita come un rifugio tailor made affacciato sulla vista panoramica dell’Isola Comacina, unica isola del lago; Roteo, il fine dining restaurant dove l’eccellenza culinaria si manifesta attraverso una visione cosmopolita della tradizione italiana; il cocktail bar Gaia, il tempio della mixology d’autore, mentre quattro esclusive maison private garantiscono la massima privacy agli ospiti più esigenti.

L’anima estetica della struttura porta la firma dello studio Claudia Kempen Concept (CKC), che ha orchestrato gli spazi interni perseguendo un obiettivo cardine: la fluidità. Gli ambienti respirano attraverso una palette cromatica meditata e una selezione rigorosa di materiali naturali. Il marmo grigio dialoga con i pavimenti in rovere, mentre tessuti ricercati e mobili su misura si integrano con finiture di pregio – rubinetti e accessori in bronzo – componendo una sinfonia visiva che incarna quella sofisticazione accogliente inscritta nel DNA del brand.

La cucina come narrazione del territorio

Al cuore di Musa c’è Roteo, il ristorante gourmet dove la cucina italiana diventa linguaggio universale, capace di intrecciare le radici lariane con suggestioni provenienti da ogni angolo del globo.

A guidare questa esplorazione gastronomica sono gli executive chef Robert Moretti e Matteo Corridori, entrambi classe ’90, nati e cresciuti sulle rive del Lario. Il loro ritorno rappresenta un cerchio che si chiude: dopo quasi un decennio trascorso a perfezionare la propria arte nelle cucine internazionali più prestigiose – dal ristorante tre stelle Michelin Hélène Darroze at the Connaught di Londra al Bulgari Hotel di Dubai sotto la guida di Niko Romito – i due chef hanno scelto di reinvestire questo patrimonio di conoscenze nella terra d’origine.

“La nostra cucina è un ponte tra passato e futuro”, spiega Matteo Corridori, “dove ogni piatto racconta la contemporaneità del lago attraverso tecniche apprese nel mondo”. Una filosofia che si traduce in menu capaci di sorprendere mantenendo saldo il legame con il territorio, in un dialogo costante tra innovazione e memoria gastronomica.

Matteo Corridori

La direzione è affidata alla famiglia Gray, imprenditori con trentasette anni di esperienza nel settore turistico, che hanno voluto imprimere al progetto valori etici non negoziabili: eccellenza, integrità e particolare attenzione alla sostenibilità ambientale. Sotto la loro supervisione, Musa si distingue come sintesi armoniosa tra ambizione internazionale e anima profondamente lariana.

A orchestrare l’esperienza complessiva in sala è Corrado Casiraghi, Food & Beverage Manager dal percorso internazionale cristallizzato tra Londra, Madrid e Milano. La sua visione dell’hospitality affonda le radici in esperienze maturate presso realtà quali l’Aqua Shard e il ristorante di Enrico Bartolini, portando a Musa quella sensibilità nel servizio che trasforma una cena in un’esperienza memorabile.

Greenchmas: il Natale anticonvenzionale che trasforma

Con l’arrivo dell’autunno, quando il lago si avvolge in brume dorate e il paesaggio si tinge di malinconica bellezza, Musa ha scelto di celebrare le festività attraverso un concept dirompente: “Musa Greenchmas – Il Natale che non ti aspetti”. L’allestimento immersivo, ispirato alla trasformazione del celebre Grinch da spirito burbero a simbolo di condivisione ritrovata, pervade ogni angolo della struttura con un’ironia sofisticata che sfida i cliché natalizi.

“Abbiamo voluto scardinare l’idea del Natale degli eccessi per restituire quello autentico”, racconta Corrado Casiraghi, “fatto di incontri genuini, sorrisi sinceri e momenti che meritano di essere vissuti pienamente”. L’allestimento, visitabile durante tutto il periodo festivo, diventa così cornice scenografica per una serie di appuntamenti esclusivi pensati per celebrare il piacere dello stare insieme.

Il calendario si apre sabato 6 dicembre con il Musa Greenchmas Opening Party (ore 18:30-22:30), evento conviviale dove l’open bar di bollicine si accompagna a corner gastronomici curati dalla brigata di Roteo e a un free drink firmato Gaia Bar. L’atmosfera viene impreziosita dal live set di Seravalli, celebre saxofonista e DJ del territorio lariano, la cui musica elegante e coinvolgente promette di far vibrare la serata di energia contemporanea (€80 a persona).

A scandire i weekend autunnali e invernali, ogni sabato e domenica dalle 15:00 alle 18:30 ritorna l’appuntamento con l’Afternoon Tea, servito nel dehor riscaldato del Gaia Bar. Questo rituale britannico reinterpretato in chiave lariana propone tè pregiati o cocktail d’autore accompagnati da piccola pasticceria e proposte salate, da gustare mentre lo sguardo si perde sulle acque del lago in un’atmosfera che sa di intimità e grazia sospesa.

I menu delle feste: tradizione e creatività in tavola

La vigilia di Natale, il 24 dicembre, la magia prende forma attraverso un menu degustazione di sei portate che omaggia la tradizione del Cenone con eleganza contemporanea. Moretti e Corridori costruiscono un percorso dal sapore marino dove spicca la loro reinterpretazione della pasta e patate e cozze con scamorza affumicata, piatto che sintetizza il genius loci campano in chiave nordica (€135 bevande escluse).

Il giorno di Natale, Roteo celebra con un menu ispirato ai grandi classici festivi rivisitati con tocchi inaspettati. “Abbiamo voluto rispettare le preparazioni iconiche inserendo però elementi di sorpresa“, spiega Matteo Corridori. Tra le proposte emerge il polletto con albicocche, fichi secchi e punte di salame, dove la dolcezza fruttata incontra il carattere della salumeria in un connubio armonioso che racconta la convivialità autentica del Natale firmato Musa (€125 bevande escluse).

Il veglione di Capodanno si configura come apoteosi sensoriale: un menu degustazione di otto portate accompagnato da musica dal vivo, seguito – dopo la mezzanotte – dal rituale cotechino con lenticchie, ponte scaramantico verso l’anno nuovo (€320 bevande escluse).

Il primo gennaio, per chi desidera salutare il 2026 con calma rilassata, Musa propone un brunch esclusivo in formula “All you can share”: sei portate a persona servite in condivisione, spaziando da uova e mini-burger a pasta, verdure, biscotteria, brioche e cocktail artigianali. Un modo informale ma ricercato per iniziare l’anno nel segno della leggerezza (€60 bevande escluse).

La cena stampa: un viaggio tra i menu stagionali

Durante la cena di degustazione riservata alla stampa, la brigata di Roteo ha dispiegato un percorso gastronomico che attraversa i diversi menu proposti, rivelando la profondità della ricerca culinaria condotta da Moretti e Corridori.

L’apertura con il Bao cacio e pepe (dal menu Compilation) segna il tono della serata: il bao fritto, soffice e dorato, racchiude una vellutata crema dove il pecorino incontra il pepe nero. La rifinizione con gel e scorza di limone, basilico e menta introduce note aromatiche che bilanciano la ricchezza del ripieno con una vivacità acida elettrizzante.

La terrina di Foie Gras (menu Roteo) si presenta in abbinamento audace con gelato al Parmigiano 24 mesi e gelee di lamponi, creando un triangolo gustativo dove la grassezza del fegato grasso viene temperata dalla salinità lattea del formaggio e dall’acidità fruttata della gelee.

Il Raviolo vegetale (menu Demetra) dimostra come l’assenza di proteine animali non significhi rinuncia alla complessità: la foglia di bietola avvolge un ripieno di scalogno immerso in brodo vegetale umami, dove la sapidità profonda ricorda intensità marine pur mantenendo identità completamente vegetale.

Con il Riso al salto (menu Hestia) la tradizione milanese viene decostruita e ricomposta: il risotto allo zafferano diventa croccante cialda dorata, accompagnata da midollo di vitello, spuma di Parmigiano in agrodolce e polvere di cipolla che aggiunge stratificazioni aromatiche inaspettate.

Lo Spiedo rappresenta il momento di maggiore teatro culinario: maiale e gambero si alternano sullo spiedo in una danza di terre e mari, mentre la salsa chimichurri apporta verve argentina, bilanciata dalla dolcezza della spuma di patate arrosto e sidro di mele. “Questo piatto racconta la nostra formazione internazionale”, sottolinea Corridori, “dove culture diverse dialogano senza sovrastarsi”.

La transizione verso il dolce avviene attraverso un Gelato al panettone, ponte sensoriale che prepara alla Ananas Tart (menu Hestia): torta di ananas alle cinque spezie dove le note orientali si sposano con il gelato allo yogurt e limone, chiudendo il percorso con freschezza agrumata. La Piccola pasticceria conclude la serata come una carezza finale, testimonianza di maestria tecnica applicata a dimensioni gioiello.

Un rifugio dove il tempo rallenta

Musa Lago di Como si conferma destinazione dove il lusso contemporaneo incontra l’autenticità di un territorio capace ancora di incantare. Come le nebbie mattutine che accarezzano le acque del Lario rivelando gradualmente la bellezza delle montagne circostanti, così l’esperienza in questa struttura si svela per stratificazioni successive: dalla prima impressione estetica alla scoperta della profondità culinaria, dalla mixology d’autore del Gaia Bar all’intimità delle camere che guardano l’isola.

In un’epoca dove il lusso spesso coincide con l’ostentazione, Musa sceglie la via della raffinatezza sussurrata, del dettaglio che non si impone ma si fa scoprire. Il Greenchmas, con la sua ironia intelligente, rappresenta perfettamente questa filosofia: un Natale che rifugge gli stereotipi per ritrovare sostanza nei rapporti umani, nell’eccellenza del cibo, nella bellezza di un tramonto lacustre condiviso.

Mentre le luci natalizie si riflettono sulle acque placide del lago, Musa si conferma non semplice indirizzo dove soggiornare, ma rifugio dove il tempo ritrova ritmi più umani, dove la bellezza non è accessorio ma essenza, dove – come nella trasformazione del Grinch – si riscopre la gioia autentica dello stare insieme.

Le Gallerie

Vini & Co.

Le preparazioni

Il secondo

Il dolce

Il cocktail

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