Nel cuore dell’Esquilino, tra portici storici e anime multiculturali, Ardecore riscrive il codice della pizzeria di quartiere. Tre giovani visionari – Alessandro Zirpolo, Roberta Boccella e Matteo Meloni – hanno trasformato un edificio d’epoca in un manifesto gastronomico dove l’Irpinia dialoga con Roma attraverso impasti sapienti e prodotti d’eccellenza
Ardecore. Una parola che suona come un genere musicale ribelle, che evoca il battito sincronizzato di due culture sorelle. “Core” – cuore, tanto in dialetto romano quanto in quello campano – si fonde con “arde”, quell’ardore che trasforma la passione in gesto concreto. È questa l’essenza del progetto nato dalla sinergia tra tre soci che hanno saputo fare della propria geografia personale una visione imprenditoriale: Alessandro Zirpolo, maestro pizzaiolo originario di Manocalzati, Roberta Boccella, l’anima ospitale del locale e custode dell’arte dolciaria, entrambi cresciuti tra le colline irpine, e Matteo Meloni, romano doc che completa il triangolo perfetto.
Il trio non è nuovo alle sfide della ristorazione: prima di dar vita ad Ardecore, hanno già collaborato nella realizzazione di un temporary nella Capitale e di un altro locale in zona Appio Latino, affinando quella sintonia che oggi si respira in ogni angolo del ristorante. La scelta di aprire all’Esquilino, quartiere vibrante e cosmopolita a pochi passi da Piazza Vittorio Emanuele II, non è casuale: qui la multiculturalità diventa valore aggiunto, e una pizzeria che celebra le radici si inserisce con naturalezza nel tessuto sociale.
Il debutto sotto mentite spoglie: il soft opening è servito
La genesi di Ardecore porta con sé un aneddoto che racconta molto della filosofia dei fondatori. Prima di svelare il nome definitivo, il locale ha aperto i battenti sotto l’insegna “Pizza Vittorio”, un esperimento di soft opening che ha permesso alla cucina di rodarsi e al personale di affinare il servizio lontano dai riflettori. Solo il passaparola e l’apprezzamento genuino dei clienti hanno alimentato il successo di questa fase di prova, conclusa ad aprile 2024 con l’inaugurazione ufficiale di Ardecore.
Come spiega Matteo Meloni, l’idea era quella di “mettere a punto la macchina” prima di presentarsi al pubblico con la propria identità definitiva. Una strategia anticonvenzionale che ha dato i suoi frutti: i residenti dell’Esquilino hanno accolto con entusiasmo questa nuova proposta gastronomica, tessendo fin da subito un legame autentico con il locale.

Il territorio Irpino: un viaggio del gusto
L’intera proposta di Ardecore ruota attorno a un concetto ben definito: “Dall’Irpinia a Roma – un viaggio nel gusto”. Non si tratta di un semplice slogan, ma di una dichiarazione d’intenti che si traduce nella selezione maniacale di ogni ingrediente. Alessandro Zirpolo (foto sopra) e Roberta Boccella, dopo aver maturato esperienze tra Avellino e la Svizzera, hanno deciso di trasferire nella Capitale l’amore viscerale per la propria terra d’origine, costruendo un’identità solida che si riflette nel menu.
Salumi, formaggi, miele, confetture: ogni prodotto proviene da piccoli artigiani irpini, accuratamente selezionati per garantire autenticità e qualità. Il pomodoro è rigorosamente San Marzano DOP, il fiordilatte arriva da Agerola, le alici da Cetara, mentre il tartufo nero di Bagnoli Irpino impreziosisce le proposte gourmet. La cantina celebra le etichette campane e irpine, rompendo il tradizionale binomio pizza-birra e offrendo un viaggio enologico nel territorio.
Ma Ardecore non è solo ristorante: è anche bottega. I clienti possono portare a casa i prodotti che hanno assaggiato, rendendo l’esperienza gastronomica un ponte concreto tra due regioni.
L’arte della pizza contemporanea nelle mani di un maestro
Alessandro Zirpolo interpreta la tradizione napoletana con sguardo contemporaneo. Il suo impasto – frutto di lunga lievitazione e farine selezionate – regala pizze dal cornicione pronunciato, base sottile e cottura uniforme. Un equilibrio sapiente che si scioglie al palato senza mai appesantire.
Il menu delle pizze è un manifesto di creatività controllata. Accanto alla Margherita classica con pomodoro San Marzano DOP e fiordilatte di Agerola, spiccano proposte originali come la Zucchetta, dove la crema di zucca fatta in casa dialoga con la salsiccia tagliata al coltello, o la Tartufata, impreziosita dalla crema al nero di Bagnoli Irpino, funghi porcini e pancetta arrotolata. Non mancano la Nerano con crema di zucchine e la Marinara Ricca, arricchita dai pomodorini del Piennolo del Vesuvio e dalle alici di Cetara.
Prima delle pizze, i fritti artigianali napoletani fanno il loro trionfale ingresso: crocchè, montanare, fiori di zucca e l’immancabile pizza fritta. Una carta che omaggia in ogni riga il territorio campano, dalla Maccaronara alle ricette di casa, mantenendo l’Irpinia sempre protagonista.
Un design che sfida le convenzioni
L’aspetto estetico di Ardecore è stato curato da STUDIOTAMAT, studio di architettura e design nato dall’incontro tra Tommaso Amato, Matteo Soddu e Valentina Paiola. Il risultato è un locale dall’anima pop-contemporanea che ribalta il concept tradizionale della pizzeria di quartiere.
All’interno di un edificio storico con archi e mattoni che custodiscono il fascino del passato, convivono pareti indaco e un bancone rosso fuoco rivestito in legno Alpi Sottsass, circondati da pannelli fonoassorbenti che garantiscono comfort acustico nonostante i circa 100 coperti distribuiti su più sale. Il forno è rivestito in maioliche nere opache e circondato da pareti scure lucide – un richiamo all’idea del magma e della cenere – mentre la carta da parati progettata da Daniela Pinotti aggiunge una fantasia astratta ispirata alle forme naturali.
Il design attinge a un mondo colorato e vibrante, calibrando il rosso acceso delle strutture in ferro e dei lampadari con il verde muschio e l’indaco che caratterizzano i diversi ambienti. Ogni dettaglio è stato pensato per creare un’atmosfera calda e accogliente, dove il servizio attento completa l’esperienza.

Il quartiere come comunità
L’Esquilino è molto più di una location: è un ecosistema sociale che Ardecore ha saputo abbracciare con rispetto e autenticità. Nonostante la vicinanza alla Stazione Termini, il quartiere mantiene una forte presenza di residenti, ed è proprio a loro che la pizzeria si è rivolta fin dall’apertura. “Siamo riusciti a lavorare con il quartiere”, spiega Matteo Meloni, sottolineando come il successo iniziale sia nato dal passaparola locale piuttosto che dai social media.
L’inserimento nel tessuto multietnico dell’Esquilino non ha significato perdita d’identità, ma piuttosto arricchimento reciproco. Ardecore si affianca a ristoranti indiani, cinesi, coreani, pasticcerie storiche come la Regoli o la D’Amore, contribuendo alla varietà gastronomica che rende il rione uno dei più interessanti della Capitale.
L’accoglienza come filosofia
Roberta Boccella non è solo la padrona di casa, ma l’anima che trasforma ogni visita in un’esperienza di autentica ospitalità. Il suo ruolo va oltre la gestione della sala: si occupa personalmente dei dolci, chiudendo i pasti con creazioni che completano il racconto gastronomico irpino. La sua presenza, insieme a quella di Alessandro Zirpolo al banco, crea un’atmosfera familiare che i clienti apprezzano e ricercano.
Il servizio è stato descritto come puntuale ed efficiente, capace di gestire il pienone del weekend senza perdere attenzione ai dettagli. I tavoli ben distanziati, l’illuminazione studiata e la mise en place minimale ma curata – con un fiore fresco a ingentilire ogni tavolo – testimoniano un’attenzione che va oltre la mera ristorazione.
Un indirizzo da segnare sulla mappa
Ardecore si trova in Via Buonarroti 32, a pochi passi da Piazza Vittorio, ed è aperto la sera (chiuso il lunedì). Il rapporto qualità-prezzo è uno degli aspetti più apprezzati dai clienti, che sottolineano come oggi, anche in pizzeria, questo equilibrio sembri essere sfuggito di mano. Qui invece la qualità degli ingredienti e la maestria del pizzaiolo si accompagnano a un conto onesto, rendendo Ardecore un indirizzo democratico nel senso più nobile del termine.
Per chi arriva in auto, il consiglio è di presentarsi con largo anticipo sull’orario di prenotazione: trovare parcheggio nell’Esquilino non è impresa semplice, ma la pizza di Alessandro Zirpolo vale certamente qualche giro in più del quartiere. E per chi volesse godere dell’esperienza anche a casa, il locale offre servizio di delivery e asporto attraverso la propria app.
Highlights
Il nome Ardecore fonde “core” (cuore in dialetto romano e campano) con “arde” (ardore), evocando anche il genere musicale hardcore. Un manifesto d’intenti che racconta la passione dei tre fondatori.
Alessandro Zirpolo e Roberta Boccella portano l’Irpinia a Roma dopo esperienze tra Avellino e Svizzera, affiancati dal romano Matteo Meloni. Tre anime, un’unica visione gastronomica radicata nel territorio.
Il soft opening sotto il nome “Pizza Vittorio” ha permesso di rodare il servizio lontano dai riflettori, conquistando l’Esquilino attraverso il passaparola prima di svelare l’identità definitiva.
Ogni prodotto racconta l’Irpinia: San Marzano DOP, fiordilatte di Agerola, alici di Cetara, tartufo nero di Bagnoli Irpino. La cantina celebra le etichette campane rompendo il binomio pizza-birra.
L’impasto di Alessandro Zirpolo interpreta la tradizione napoletana in chiave contemporanea: lunga lievitazione, cornicione pronunciato, base sottile e cottura uniforme che si scioglie al palato.
Tra le pizze spiccano la Zucchetta con crema di zucca e salsiccia al coltello, la Tartufata con crema al nero di Bagnoli Irpino, la Nerano con zucchine e la Marinara Ricca con Piennolo del Vesuvio.
I fritti artigianali napoletani aprono il pasto: crocchè, montanare, fiori di zucca e l’immancabile pizza fritta. Roberta Boccella completa il racconto con i suoi dolci fatti in casa.
Il design pop-contemporaneo firmato STUDIOTAMAT ribalta l’estetica tradizionale: bancone rosso fuoco in legno Alpi Sottsass, pareti indaco, forno in maioliche nere e pannelli fonoassorbenti per il comfort acustico.
L’edificio storico con archi e mattoni custodisce circa 100 coperti distribuiti su più sale. Carta da parati di Daniela Pinotti e lampadari rossi creano un’atmosfera calda e vibrante.
Il rapporto qualità-prezzo e l’autenticità dell’accoglienza hanno conquistato l’Esquilino. Ardecore è anche bottega: i prodotti irpini assaggiati possono essere portati a casa dai clienti.




