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Dopo vent’anni di successi che hanno ridefinito la scena gastronomica milanese, Roberto Okabe ritorna da Finger’s, il tempio della cucina nippo-brasiliana che lo ha consacrato maestro indiscusso della fusion. Il 27 novembre, Via Keplero 2 si prepara ad accogliere una serata-evento che celebra non solo un ritorno, ma la rinascita di un’icona culinaria

di MLA

Hardware Giapponese, Software Brasiliano: la storia di Roberto Okabe è un romanzo cosmopolita scritto con ingredienti d’eccellenza. Nato a San Paolo da genitori giapponesi, cresciuto tra i sapori della tradizione nipponica e l’energia pulsante del Brasile, questo chef visionario ha trasformato la sua doppia identità culturale in una filosofia culinaria inconfondibile. La sua formazione inizia a Tokyo, tra le cucine stellate di Kuroringu, Shisui e Akasaka, dove apprende i segreti millenari dell’arte del sushi. Il ritorno in terra brasiliana lo vede protagonista al Mitsuba, dove l’incontro con il maestro Kajino completa la sua preparazione tecnica, affinando quella sensibilità che lo renderà unico nel panorama internazionale.

L’avventura italiana: dalla compagnia al trionfo di Finger’s

Nel 1997, Milano diventa il palcoscenico della rivoluzione Okabe. Il suo debutto alla Compagnia Generale dei Viaggiatori Naviganti e Sognatori segna l’inizio di un’avventura che ridefinirà i codici della ristorazione nipponica in Italia. Due anni dopo, con l’apertura di Zen, il primo kaiten sushi italiano, e successivamente Mori Jungle Sushi in Franciacorta, lo chef traccia una traiettoria ascendente. Ma è il 2004 l’anno della consacrazione: l’incontro con Clarence Seedorf, leggenda del calcio, dà vita a Finger’s in Porta Romana. Una pietra all’ingresso del locale recita un antico proverbio giapponese: “L’incontro fra le persone è dove tutto ha inizio”. Profetico, considerando come quel ristorante diventerà punto di riferimento per vip, celebrity e gourmet della metropoli lombarda.

Quando il sushi diventa spettacolo

La cucina di Roberto Okabe è teatro prima che tavola. I suoi piatti non si limitano a nutrire: raccontano, sorprendono, emozionano. La celebre Sushi Selection, il carpaccio Okabe con gazpacho, il Futomaki Maria dedicato alla madre, il Yuke-Don-Wagyu con tartare di Kobe beef e wasabi fresco: ogni creazione è un manifesto di creatività che sfida i confini della tradizione senza mai tradirla. Nel 2011, l’apertura di Finger’s Garden in piazza Carbonari – un gioiello di 1.400 metri quadri dove giardini zen, bonsai curati da Luigi Crespi e cucine a vista dialogano in perfetta armonia – conferma la sua capacità di trasformare il pasto in esperienza totalizzante. Qui, come ha ironicamente raccontato lo stesso Okabe, persino Carlo Cracco lo ha definito “il miglior cuoco a Milano”.

Il ritorno del re del sushi

Dopo aver esplorato nuovi territori culinari – dal View Live Restaurant in via San Gerolamo Emiliani al Finger’s A.R.T.S. al Teatro Arcimboldi, fino alle avventure estive in Sardegna e Costa Smeralda – Roberto Okabe compie ora un gesto simbolico e carico di significato: torna da Finger’s, in Via Keplero 2, dove tutto ebbe inizio e dove la sua arte ha conquistato generazioni di palati. Non si tratta di un semplice ritorno nostalgico, ma della celebrazione di una legacy che ha trasformato Milano nella capitale italiana della cucina giapponese fusion. Il 27 novembre, dalle ore 19:00, la Finger’s Legacy Celebration aprirà le porte a un evento Family and Friends che promette di essere memorabile: un brindisi con lo chef, una cena à la carte che ripercorrerà i piatti simbolo della sua carriera, l’atmosfera esotica che ha reso questo luogo un tempio cult.

L’eredità di un maestro che guarda al futuro

Roberto Okabe non è solo uno chef: è un architetto di emozioni, un ponte tra culture, un innovatore che ha saputo tradurre l’essenza del Giappone e del Brasile nel linguaggio universale del gusto. La sua filosofia – “hardware giapponese, software brasiliano” – racchiude decenni di ricerca, sacrificio e passione. Da sportivo quale è stato (adora il tennis e ha sempre paragonato la cucina allo sport: “Devi conquistare il risultato mattone dopo mattone”), sa che ogni successo si costruisce con metodo, disciplina e un pizzico di audacia. Il suo ritorno da Finger’s non è un punto d’arrivo, ma l’inizio di un nuovo capitolo ricco di progetti e visioni. Perché se Milano deve tanto a Okabe, Okabe deve tutto alla città che ha saputo accogliere e celebrare la sua genialità.

L’evento è su prenotazione al numero 02 606544
Location: Finger’s Garden – Via Keplero 2, Milano


Highlights

Il ritorno di Roberto Okabe da Finger’s segna la rinascita di un’icona gastronomica che ha ridefinito la cucina fusion a Milano, trasformando il sushi in esperienza spettacolare e coinvolgente.

La filosofia “hardware giapponese, software brasiliano” di Okabe sintetizza un percorso formativo tra Tokyo e San Paolo che ha forgiato uno degli chef più innovativi del panorama internazionale.

Dal primo kaiten sushi italiano Zen (1999) fino alla partnership con Clarence Seedorf nel 2004, Roberto Okabe ha tracciato una traiettoria rivoluzionaria nella ristorazione milanese.

Finger’s in Via Keplero 2 rappresenta il tempio originario dove la cucina nippo-brasiliana di Okabe ha conquistato vip, celebrity e intenditori, diventando destinazione cult per la movida milanese.

La Sushi Selection e le creazioni signature come il Futomaki Maria e il carpaccio Okabe testimoniano la capacità dello chef di fondere tradizione orientale ed energia sudamericana con risultati sublimi.

Finger’s Garden, aperto nel 2011 in piazza Carbonari, ha elevato l’esperienza culinaria a livelli inediti con i suoi 1.400 metri quadri di giardini zen, bonsai preziosi e cucine a vista spettacolari.

La Finger’s Legacy Celebration del 27 novembre non è solo un evento celebrativo ma l’apertura di nuovi progetti che promettono di arricchire ulteriormente la scena gastronomica della capitale lombarda.

L’avventura italiana di Roberto Okabe, iniziata nel 1997 alla Compagnia Generale dei Viaggiatori Naviganti e Sognatori, ha portato la cucina giapponese fusion a livelli di eccellenza internazionale riconosciuti.

Dal Teatro Arcimboldi con Finger’s A.R.T.S. alla Sardegna estiva, passando per View Live Restaurant, Okabe ha moltiplicato le sue presenze mantenendo sempre altissima la qualità delle proposte culinarie.

Il ritorno alle origini rappresenta per Roberto Okabe e Milano un momento di celebrazione reciproca: la città che ha accolto il suo talento e lo chef che ha rivoluzionato i codici della ristorazione nipponica europea.

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