La Corte d’Appello di Torino ha assolto lo chef Marco Sacco e sua moglie Raffaella Marchetti dall’accusa di lesioni colpose e commercio di sostanze nocive. La vicenda, legata a vongole contaminate servite durante un banchetto nuziale nel 2021, aveva portato alla perdita delle due stelle Michelin e all’esclusione dalla Rossa. Ma la “Guida delle Guide” francese (come le vongole al centro del caso) non risarcisce il cuoco, per ora…
di MLA
Prime pagine per condannare, 5 righe in cronaca per assolvere. Ne sa qualcosa (anche) Marco Sacco, patron de Il Piccolo Lago. Ma c’è un giudice a Berlino, anzi, a Torino, e, dopo quattro anni di battaglia legale, lo chef (ex) bistellato può finalmente voltare pagina. La Corte d’Appello di Torino ha ribaltato la sentenza di primo grado che nel marzo 2024 aveva condannato il patron del ristorante gourmet di Verbania a due mesi e venti giorni di reclusione, insieme alla moglie Raffaella Marchetti, direttrice di sala. A chiedere l’assoluzione è stata la stessa Procura generale, affermando che “il fatto non costituisce reato”.
Norovirus: il killer invisibile non si vede ma fa male
La vicenda risale al luglio 2021, quando durante un banchetto nuziale nel ristorante affacciato sul lago di Mergozzo venne servito un risotto con vongole contaminate da norovirus. Un nemico insidioso che non altera né aroma né sapore degli alimenti, rendendo impossibile la rilevazione in cucina. Una cinquantina di invitati accusarono sintomi di intossicazione alimentare, portando alla costituzione di 53 parti civili nel processo.
Vongole francesi, colpa dell’italiano: la matematica non torna
La difesa di Sacco e Marchetti, affidata agli avvocati Marco Ferrero e Marisa Zariani, ha sempre sostenuto l‘estraneità dei titolari alle responsabilità dell’intossicazione. Le vongole, di origine francese importate da una società italiana, erano state servite crude secondo le indicazioni dell’etichetta, senza alcuna manipolazione nel ristorante. I verbali dei NAS avevano certificato l’inappuntabilità delle cucine del Piccolo Lago dal punto di vista igienico-sanitario.
“Siamo soddisfatti della riabilitazione di un professionista della ristorazione internazionale rispetto a un evento nel quale non aveva colpe”, ha dichiarato l’avvocato Ferrero, aggiungendo che Sacco “ha pagato le conseguenze in termini di immagine”. Le motivazioni della sentenza saranno fondamentali per individuare eventuali responsabilità di soggetti rimasti estranei all’inchiesta.
Le ripercussioni sulla carriera di Sacco sono state pesanti. Il Piccolo Lago, che vantava due stelle Michelin conquistate nel corso degli anni, è stato escluso dalla Guida 2025. Una decisione che ha pesato enormemente sull’immagine di uno chef che aveva costruito la propria reputazione con anni di lavoro e dedizione. E che, nella edizione 2026 rilasciata proprio oggi 19 novembre, non si vede ancora “risarcito” dalla Bibbia transalpina della tavola gourmet, che non ha restituito – per ora – le stelle…
Dal Piccolo Lago a Piano 35: il talento non tramonta mai
Marco Sacco, classe 1965, è figlio d’arte: i genitori sono entrambi ristoratori. Prima di dedicarsi completamente alla cucina, ha praticato windsurf a livelli agonistici nella squadra nazionale. Nel 2004 ottenne la prima stella Michelin con Il Piccolo Lago, arrivando successivamente a due. Tra i suoi progetti recenti figura la fondazione dell’Associazione Gente di Lago e di Fiume, che mira a creare sinergie tra imprenditori, pescatori e istituzioni per valorizzare il pesce d’acqua dolce.
Sacco gestisce anche Piano35 a Torino, il ristorante più alto d’Italia, situato in cima al grattacielo Intesa Sanpaolo progettato da Renzo Piano. Lo spazio ha conquistato la stella Michelin nel novembre 2020. Lo chef definisce sua moglie Raffaella “la vera anima del Piccolo Lago”, sottolineando il ruolo fondamentale nella gestione del ristorante.
Ora, con l’assoluzione definitiva, Sacco può finalmente guardare al futuro con rinnovata serenità, forte di una riabilitazione che restituisce dignità professionale a una delle figure più significative della ristorazione italiana d’alta gamma.
Highlights:
- La Corte d’Appello di Torino ha assolto Marco Sacco e Raffaella Marchetti dall’accusa di lesioni colpose e commercio di sostanze nocive
- La Procura generale ha chiesto l’assoluzione affermando che “il fatto non costituisce reato”, ribaltando l’orientamento del primo grado
- Le vongole contaminate da norovirus erano di origine francese, servite crude secondo etichetta senza manipolazioni in cucina
- I NAS certificarono l’inappuntabilità igienico-sanitaria delle cucine del Piccolo Lago durante le verifiche ispettive
- La vicenda costò al ristorante l’esclusione dalla Guida Michelin 2025, con la perdita delle due stelle conquistate negli anni
- Cinquanta invitati al banchetto nuziale accusarono intossicazione alimentare, portando alla costituzione di 53 parti civili nel processo
- Marco Sacco nel 2004 conquistò la prima stella Michelin con Il Piccolo Lago, arrivando successivamente a due riconoscimenti
- Lo chef gestisce anche Piano35 a Torino, ristorante stellato in cima al grattacielo Intesa Sanpaolo disegnato da Renzo Piano
- Sacco fondò l’Associazione Gente di Lago e di Fiume per valorizzare il pesce d’acqua dolce con imprenditori e istituzioni
- La difesa leggerà le motivazioni per individuare eventuali responsabilità di soggetti rimasti estranei all’inchiesta originaria





