A Milano, presso lo Spazio Below, Maison Jacquart ha presentato il millesimato Blanc de Blancs 2018 attraverso un evento che ha intrecciato l’eccellenza enologica con il linguaggio dell’arte contemporanea. Organizzato da Rinaldi 1957 in collaborazione con Collecto, “Jacquart on Stage” ha trasformato la degustazione in un’esperienza sensoriale dove le bollicine dialogano con capolavori di Murakami, Warhol, Boetti, Hirst e Crash, celebrando i valori di libertà, energia e lusso rilassato che animano la Maison francese dal 1964
di Massimo L. Andreis
Il rapporto tra grandi Maison e mondo dell’arte ha attraversato decenni di trasformazioni, evolvendosi da semplice sostegno celebrativo a forma sofisticata di mecenatismo contemporaneo. Non più solo pubblicità patinata insomma, ma dialogo culturale autentico, dove il gesto creativo ridefinisce il senso simbolico del prodotto. È in questo solco che si inserisce Jacquart, che, last but not least tra le maison francesi, intreccia ora il proprio nome con l’arte contemporanea, presentando a Milano il nuovo Blanc de Blancs 2018 attraverso un evento che ha trasformato la degustazione in performance estetica.

Un palcoscenico milanese per le bollicine made in France
Lo Spazio Below di via Festa del Perdono ha fatto da cornice a “Jacquart on Stage”, evento stampa ideato da Rinaldi 1957, storico importatore di vini e spirits, in sinergia con Collecto, start-up innovativa dedicata al collezionismo sostenibile di beni di lusso. Un luogo dove architettura e opere d’arte convivono, creando un ambiente ideale per celebrare il lancio del millesimato 2018, cuvée raffinata che incarna l’essenza stessa dello Chardonnay in purezza.
L’enologa Joelle Weiss, custode del savoir-faire della Maison transalpina, ha orchestrato un viaggio attraverso tre champagne – Mosaïque, Signature Rosé e la Riserva Blanc de Blancs 2018 – mentre Giovanni Camisasca, CEO di Collecto, ha tessuto connessioni inedite tra le note aromatiche delle bollicine e il linguaggio visivo di artisti che hanno segnato la storia dell’arte contemporanea.

L’alchimia tra perlage e visioni
Il percorso espositivo si è articolato in tre aree tematiche, ciascuna incarnazione dei valori fondanti di Jacquart: lusso rilassato, energia positiva, assoluta libertà. Una narrazione fluida dove ogni opera d’arte amplifica le sensazioni evocate dalle bollicine, in un gioco di rimandi che trascende la mera contemplazione.

La sezione dedicata al “lusso rilassato” ha visto protagonista un canvas di Takashi Murakami, l’artista giapponese noto per le collaborazioni con i marchi più esclusivi del pianeta, realizzato per Louis Vuitton. Accanto, “Sciogliersi come neve al sole” di Alighiero Boetti – tela ricamata che immortala un momento di felicità assoluta – e “LSD” di Damien Hirst, esperienza lisergica tradotta in opera concettuale, hanno creato un trittico visivo dove rilassatezza e contemplazione si fondono.



L’icona pop che sprigiona energia
Nell’area “energia positiva”, una piccola monografia di Andy Warhol ha catturato l’attenzione: l’artista che più di ogni altro ha incarnato la vitalità dei decenni d’oro dell’arte contemporanea. La sua Factory, catalizzatore di creativi da ogni angolo del mondo, ha ridefinito i confini tra arte, musica, moda e comunicazione, trasformandosi nel cuore pulsante della cultura pop.
Tra le opere warholiane presenti nello Spazio Below, particolare risonanza assume quella celebre Polaroid scattata a Giorgio Armani. Era il 1980 quando Warhol, con quel fiuto infallibile nel trasformare ritratti in icone, incrociò lo stilista durante un evento organizzato dalla GFT a New York e, presa la sua fedele Polaroid Big Shot, catturò in pochi secondi l’essenza di chi sarebbe diventato Re Giorgio. Da quello scatto nacque un ritratto dove acrilico e serigrafia si fondevano, creando un’immagine dalla eleganza misurata e dallo sguardo magnetico, che Armani conservava nel suo studio come testimonianza di quell’incontro tra due maestri dell’estetica.

La recente scomparsa di Giorgio Armani – avvenuta nel settembre 2025 – conferisce a quella Polaroid una dimensione ulteriore: non più solo documento di un’epoca dorata, ma memoria di un genio italiano che ha ridefinito l’eleganza contemporanea. Il ritratto warholiano diventa così ponte tra passato e presente, celebrazione di un’italianità raffinata che continua a ispirare generazioni di creativi.
Libertà in movimento: l’ultima frontiera del graffitismo
Il percorso si conclude con l’opera di John “Crash” Matos, esponente di spicco del graffitismo, ultima corrente codificata della storia dell’arte contemporanea. Un movimento nato come rottura radicale con tutto ciò che era norma, socialmente accettato, establishment. L’automobile in corsa dipinta da Crash incarna perfettamente quello spirito di assoluta libertà che Jacquart rivendica sin dalla sua fondazione nel 1964, quando trenta vignerons indipendenti unirono vigneti, expertise e talenti dando vita al concetto di Mosaico.

La purezza dello Chardonnay incontra il 2018
Il Blanc de Blancs 2018 rappresenta l’apice di questa filosofia: interpretazione contemporanea dell’eccellenza, dove gli Chardonnay provenienti dai Premiers e Grands Crus di Chouilly, Cramant, Oger e Villers-Marmery compongono una sinfonia agrumata. Sei anni di affinamento in bottiglia sui lieviti hanno donato a questa cuvée un carattere distintivo: al naso, pompelmo e fiori bianchi – ciliegio, osmanto, fiore di vite – si intrecciano in un bouquet avvolgente, mentre al secondo naso emergono note esotiche di mango verde, ananas dolce, frutto del drago.
In bocca, la texture setosa cresce in intensità, sprigionando aromi di fiori bianchi e mela appena tagliata su una trama salina e succosa, per poi aprirsi in un finale fresco e agrumato. L’enologa Weiss sottolinea come questo millesimato incarni la modernità e l’eleganza attraverso sentori sofisticati di ranuncoli, piante selvatiche e scorza di limone, accompagnati da un finale cremoso di grande persistenza.
Gli abbinamenti suggeriti spaziano dai crostacei al pesce crudo, fino a sorprendere con piatti elaborati come ceviche di orata con avocado, cannelloni ricotta e spinaci, o la golosità di una crème brûlée – testimonianza della versatilità di uno champagne che sfida le convenzioni.

L’arte veste lo champagne: il cofanetto di Odyssée Khorsandian
Fedele al legame profondo che coltiva con il mondo dell’arte, Jacquart ha affidato alla pittrice, calligrafa e graphic designer Odyssée Khorsandian la creazione di un cofanetto limited edition che trasforma la bottiglia da oggetto di consumo in dispositivo estetico.
I dipinti realizzati a mano dall’artista avvolgono il vetro con linee fluide e colori vibranti, evocando freschezza, gioia ed eleganza in perfetta sintonia con lo spirito del millesimato. L’artista spiega il suo approccio: desiderava esprimere sensazioni sottili attraverso segni liberi e leggeri, creando un equilibrio armonioso tra grafica e pittura dove packaging e champagne dialogano per narrare una storia comune, quella di gioia e libertà che anima la Maison dalla sua nascita.

I protagonisti del lusso contemporaneo
Dietro questo evento si celano protagonisti del panorama italiano ed internazionale del vino e del collezionismo. Rinaldi 1957, con sede nel cuore di Bologna, vanta una storia che affonda le radici nella fine degli anni Cinquanta, quando i fratelli Vittorio e Rinaldo posarono le fondamenta di quella che sarebbe diventata una delle realtà più prestigiose nel settore dell’import di spirits e vini. Oggi, con un portfolio di oltre 130 marchi italiani e stranieri, una rete di 150 agenti e un fatturato 2024 di 22,3 milioni di euro, l’azienda guidata dalla famiglia Sassoli de Bianchi e Giuseppe Tamburi continua a selezionare eccellenze per il mercato italiano.

Collecto, fondata nel 2023 da Giovanni Camisasca (nella foto sopra), Matteo Costantini e Salvatore Zola, democratizza l’accesso ai beni da collezione di lusso attraverso un modello innovativo: fraziona la proprietà in quote, permettendo a più collezionisti di unire le forze per acquistare opere rare e introvabili. La start-up gestisce l’intero processo, dallo scouting alla certificazione, dalla conservazione fino alla vendita, creando un mercato trasparente supportato da una comunità appassionata.
Lo spirito libero di una Maison visionaria
Maison Jacquart incarna una visione ottimista della vita sin dal 1964, quando l’alleanza di trenta vignerons indipendenti diede origine al concetto di Mosaico. Oggi la Maison può attingere a trecento ettari di vigneti, sessanta cru di proprietà dislocati in tutta la Champagne, scegliendo le migliori partite per gli assemblaggi e utilizzando esclusivamente mosto da prima spremitura.
La Renommé a cavallo di Pegaso, simbolo della Maison, rappresenta la libertà di adottare uno stile innovativo, energico e contemporaneo, focalizzato sulla valorizzazione dello Chardonnay. L’utilizzo esclusivo di acciaio inox per fermentazione e maturazione, unito all’affinamento prolungato in bottiglia, conferisce alle cuvée uno stile fresco e internazionale che dialoga con il gusto contemporaneo.
Benvenuti nell’era del lusso condiviso
“Jacquart on Stage” ha dimostrato come il mondo del vino possa trascendere la dimensione meramente gustativa per diventare esperienza culturale a tutto tondo. Non si tratta (solo) di marketing che fa aggio sull’arte, ma di autentica ricerca di senso, dove bollicine e opere dialogano alla pari, ciascuna amplificando la potenza espressiva dell’altra.
L’evento milanese segna un punto di svolta nel modo di presentare uno champagne: non più lancio di prodotto, ma narrazione plurisensoriale che coinvolge vista, olfatto, gusto e intelletto. Joelle Weiss lo esprime con chiarezza quando parla di veicolare i valori della Maison attraverso un percorso tematico dove gusto e arte si intrecciano per svelare le sfumature inconfondibili di Jacquart.
Il Blanc de Blancs 2018 emerge così come simbolo di una nuova epoca: quella in cui il lusso non si ostenta ma si condivide, dove l’eccellenza diventa linguaggio universale capace di connettere mondi apparentemente distanti. Arte e champagne, entrambi figli di pazienza, tecnica e visione, si rivelano compagni naturali in questo viaggio verso l’essenza della bellezza contemporanea.

Highlights
Una cuvée che sfida il tempo: Il Blanc de Blancs 2018 di Jacquart celebra sei anni di affinamento sui lieviti, trasformando gli Chardonnay di Grands Crus in una sinfonia agrumata dove pompelmo, fiori bianchi e note esotiche compongono un’esperienza sensoriale di rara intensità.
Il dialogo tra bollicine e capolavori: Presso lo Spazio Below di Milano, le opere di Murakami, Warhol, Boetti, Hirst e Crash hanno dialogato con tre champagne della Maison, creando un percorso espositivo che traduce in visione i valori di lusso rilassato, energia positiva e libertà assoluta.
L’icona di Warhol e il genio di Armani: Tra le opere esposte, particolare risonanza assume la celebre Polaroid che Andy Warhol scattò a Giorgio Armani nel 1980, testimonianza di un incontro tra due maestri dell’estetica e omaggio al grande stilista italiano recentemente scomparso.
Un cofanetto che è opera d’arte: La pittrice Odyssée Khorsandian ha creato una limited edition dipinta a mano dove linee fluide e colori vibranti trasformano il packaging in dispositivo estetico, in perfetta sintonia con lo spirito gioioso del millesimato.
L’enologa che orchestra emozioni: Joelle Weiss ha guidato il pubblico attraverso un viaggio degustativo dove ogni champagne – Mosaïque, Signature Rosé e Blanc de Blancs 2018 – si è rivelato non solo attraverso le note aromatiche, ma dialogando con il linguaggio dell’arte contemporanea.
Collecto democratizza il collezionismo: La start-up fondata da Giovanni Camisasca, Matteo Costantini e Salvatore Zola fraziona la proprietà di opere d’arte in quote, permettendo a più collezionisti di unire le forze per acquistare beni di lusso rari e introvabili, creando un mercato trasparente.
Rinaldi 1957: sessant’anni di eccellenza: Lo storico importatore bolognese, guidato dalla famiglia Sassoli de Bianchi e Giuseppe Tamburi, distribuisce oltre 130 marchi italiani e stranieri attraverso una rete di 150 agenti, con un fatturato 2024 che supera i 22 milioni di euro.
Il graffitismo incontra lo champagne: L’opera di John “Crash” Matos, con la sua automobile in corsa, incarna lo spirito di assoluta libertà che anima Jacquart dal 1964, quando trenta vignerons indipendenti unirono visione e talento nel rivoluzionario concetto di Mosaico.
Abbinamenti che sorprendono: Il Blanc de Blancs 2018 rivela una versatilità inattesa, sposandosi elegantemente non solo con crostacei e pesce crudo, ma anche con piatti elaborati come ceviche di orata, cannelloni ricotta e spinaci, fino alla dolcezza di una crème brûlée.
Quando il lusso diventa condivisione: “Jacquart on Stage” dimostra come il vino possa trascendere la dimensione gustativa per diventare esperienza culturale, dove bollicine e opere d’arte dialogano alla pari in una narrazione plurisensoriale che coinvolge tutti i sensi e l’intelletto.





