Vini d’Abbazia è l’unica manifestazione italiana dedicata alla produzione vitivinicola monastica. Dopo l’evento di giugno a Fossanova, il 4 ottobre si è tenuto in Franciacorta un convegno sulla cultura del vino e l’identità dei territori presso il Convento della Santissima Annunciata di Rovato, con degustazioni e riflessioni sul ruolo storico delle abbazie
di Chira Di Paola
In un autunno ricco di eventi dedicati al vino, un momento pensato per scoprire una nicchia produttiva marginale ma preziosa e senza tempo.
Come ogni anno anche l’autunno 2025 è il periodo dedicato ad alcune eccellenze della tradizione enogastronomica italiana: dal tartufo alle castagne, dalla zucca alle lumache. Non mancano ovviamente i vini – nostrani ma anche esteri – negli ultimi anni divenuti oggetto di grande ricerca sia dal punto di vista della produzione sia per quanto riguarda il pairing con i grandi piatti della ristorazione contemporanea. É il momento giusto per fare un “ripasso” delle grandi etichette disponibili sul mercato internazionale, ma anche per fare la conoscenza di piccole realtà locali, produzioni di nicchia e bottiglie rare che raccontano storie inedite.

Il format Vini d’Abbazia: riscoprire la produzione monastica
A questo scopo è nato il format Vini d’Abbazia, l’unica manifestazione in Italia dedicata alla riscoperta e alla valorizzazione di una produzione vitivinicola monastica che affonda le sue radici nel Medioevo e ancora oggi riunisce attorno all’opera delle abbazie italiane e francesi una rete di produttori ed esperti del settore che con il loro lavoro si impegnano a portare avanti una realtà capace di fare incontrare la tradizione, l’abilità e la spiritualità dei monaci con l’innovazione enologica contemporanea e rivolta al futuro.
Dopo l’edizione svoltasi lo scorso giugno presso l’Abbazia di Fossanova a Priverno (LT), lo scorso 4 ottobre l’appuntamento alla scoperta di questa realtà produttiva unica si è rinnovato in Franciacorta, con il convegno “La cultura del vino e l’identità dei territori: l’opera delle abbazie” ospitato dalla Fondazione Vittorio e Mariella Moretti all’interno della splendida cornice del Convento della Santissima Annunciata, a Rovato (BS).

L’edizione 2025 in Franciacorta: convegno e degustazioni
Grazie alla partecipazione di esponenti del mondo monastico, accademico ed imprenditoriale, la giornata ha visto momenti di confronto culturale e professionale sul tema del legame tra cultura vitivinicola e territorio, con al centro una riflessione sul ruolo storico e contemporaneo delle abbazie nella valorizzazione del paesaggio, nella custodia dello spirito dei luoghi e nella diffusione della conoscenza agricola.
Ma ha offerto agli ospiti anche la possibilità di compiere un viaggio immersivo in una dimensione sospesa e apparentemente senza tempo, tra masterclass, banchi di degustazione e possibilità di conoscere altri progetti legati al territorio della Franciacorta, che proprio alle abbazie deve l’orientamento ad una viticoltura d’eccellenza, ma non solo: dall’artigianato alla coltivazione biologica di ortaggi e alla loro trasformazione, fino alle iniziative pensate per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla qualità della vita dentro e fuori dalle grandi città.

“Come in famiglia”: una giornata aperta al Convento della Santissima Annunciata
Non a caso il convegno è stato solo uno degli appuntamenti programmati nello stesso giorno dalla Fondazione Vittorio e Mariella Moretti: una giornata aperta – dalle 8:00 alle 24:00 – dal titolo “Come in famiglia”, pensata per dare a chiunque la possibilità di incontrarsi e stare insieme tra percorsi in natura, laboratori, letture e incontri, facendo entrare il mondo laico in un luogo antico, di grande valore storico, spirituale e architettonico quale il Convento della Santissima Annunciata. Fondato nel 1449 dall’Ordine dei Frati Servi di Maria, fin dalle origini è stato pensato come un edificio conviviale, in cui non solo “abitare” ma anche “vivere” insieme e ancora oggi – grazie alla gestione affidata dal 2018 alla Fondazione Vittorio e Mariella Moretti – rappresenta uno luogo simbolico, accogliente e aperto alla comunità, in cui spiritualità religiosa e laica si incontrano e la città può vivere l’unione tra bello e buono, riscoprire la natura e il territorio e sperimentare un “ritmo” diverso, lontano dal tempo e dal frastuono della città e della quotidianità.

Tradizione e futuro: il valore di un patrimonio culturale condiviso
Insomma, fra tradizione, spiritualità, riscoperta del passato, valorizzazione del presente e dell’innovazione futura, Vini d’Abbazia si impegna anno dopo anno a restituire valore ad un patrimonio di cultura e bellezza condiviso e profondamente radicato nella storia italiana, ma che proprio grazie all’impegno dei monaci ha potuto sopravvivere all’oblio del Medioevo e alla frenesia di una modernità sempre in cerca di avanguardie





