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Il 4 ottobre l’Italia celebra i suoi templi della memoria gastronomica con la quinta Giornata Nazionale dei Locali Storici. Settantaquattro luoghi, da Torino a Palermo, aprono le porte con menu speciali e degustazioni. Tra i protagonisti milanesi, Da Berti e A’Riccione: il primo, antica stazione di posta dell’Ottocento, dove si è svolto un pranzo di presentazione dell’iniziativa, e il secondo, pioniere della cucina di mare dal 1955, raccontano attraverso i loro piatti iconici oltre un secolo di tradizione culinaria

M.L.Andreis

L’Italia più vera si mette a tavola. Il 4 ottobre i locali storici della Penisola celebrano la loro quinta Giornata Nazionale, un evento che trasforma osterie, caffè e ristoranti in custodi viventi della memoria gastronomica nazionale. Non semplici appuntamenti di calendario, ma inviti a varcare soglie dove il tempo si è sedimentato tra boiserie consumate, ricette tramandate e profumi che appartengono a un’Italia capace ancora di riconoscersi nelle proprie radici.

Da Milano alle due Sicilie: una mappa del gusto

Settantaquattro locali aprono le porte. Da Torino a Palermo, l’Associazione Locali Storici d’Italia imbandisce le tavole da nord a sud dello Stivale con i sapori regionali. Tra i protagonisti milanesi spiccano Da Berti e A’Riccione, due istituzioni che sabato 4 ottobre proporranno menu speciali pensati per raccontare la loro identità più autentica. Come ingredienti di una ricetta ben orchestrata, ogni locale porta in scena la propria storia attraverso degustazioni, visite guidate e percorsi che intrecciano cucina e memoria.

Milano a tavola: Da Berti, centocinquant’anni di storia

Una stazione di posta diventata leggenda. Nata intorno alla metà dell’Ottocento come locanda per viaggiatori, Da Berti (cui si riferiscono tutte le immagini dell’articolo) ha attraversato oltre centosessant’anni di vita meneghina, ospitando nelle sue sale affascinanti esponenti della vita politica, artistica e culturale meneghina. Lo chef Marco Fossati celebra questa eredità con un menu che è puro omaggio alla tradizione: Mondeghini – quelle polpette citate persino da Manzoni nei Promessi Sposi – risotto allo zafferano con ossobuco e l’iconico Crème Caramel. Il tutto accompagnato da un Rosso di Valtellina doc 2020.

A’Riccione: quando il mare arrivò a Milano

Il 1955 porta l’Adriatico in città. Inaugurato a due passi dalla Maggiolina, quartiere dei giornalisti, A’Riccione è stato il primo ristorante di pesce nella Milano del dopoguerra. Tra i suoi tavoli si sono seduti Gianni Brera, Giorgio Bocca, Federico Fellini e i fratelli Missoni. Il celebre “Club del giovedì” fondato da Brera trasformava ogni settimana il locale in salotto culturale dove sport, politica e attualità si mescolavano in atmosfera conviviale. Il menu speciale ripropone i classici della casa: sogliola marinata grigliata, tagliolini in salsa A’Riccione con ragù bianco di mare e spiedini misti, coronati da una Tarte Tatin con gelato alla cannella.

Un patrimonio che unisce il Nord al Sud

L’Italia gastronomica si svela. La Valle d’Aosta con l’Hotel Bellevue e il Caffè Nazionale di Aosta, il Piemonte con gioielli torinesi come il Caffè San Carlo, il Bicerin, Del Cambio e la Pasticceria Stratta. La Liguria risponde con il Ristorante Da Ö Vittorio di Recco e lo Zeffirino di Genova. Milano schiera anche il Camparino in Galleria mentre Venezia dispiega il Florian, l’Antico Dolo e il Gran Caffè Lavena. Bologna porta il Grand Hotel Majestic, Firenze Le Giubbe Rosse, Napoli il Gambrinus e la Fabbrica Gay-Odin. Fino a Palermo con l’Antica Focacceria San Francesco: una geografia del gusto che percorre l’intera Penisola.

Maddalena Fossati: la voce della tradizione

Una guida d’eccezione racconta. Ambasciatrice per il biennio 2025/2026, la direttrice de La Cucina Italiana Maddalena Fossati accompagnerà questa rassegna nazionale testimoniando come i locali storici sappiano tenere insieme fedeltà alle radici e sguardo contemporaneo. La sua voce narrerà luoghi dove la cucina italiana – candidata a diventare Patrimonio Unesco – ha trovato un laboratorio silenzioso e resistente, capace di conservare le ricette della memoria senza rinunciare a parlare al presente.

Quando i luoghi diventano narratori

Più che un evento, un manifesto. L’Associazione riunisce esclusivamente locali con almeno settant’anni di storia documentata, ambienti originali preservati e legami con personaggi o eventi storici. Una selezione rigorosa che trasforma caffè letterari, trattorie e pasticcerie in custodi di un patrimonio che non si lascia rinchiudere nei libri, ma continua a vivere ogni volta che qualcuno si siede a tavola. Il 4 ottobre diventa così la celebrazione di quell’Italia capace di far dialogare passato e presente sotto un solo segno: quello della miglior ospitalità.


Highlights

Un evento che attraversa l’Italia intera: settantaquattro locali storici da Torino a Palermo celebrano la quinta Giornata Nazionale con menù speciali, degustazioni e visite guidate.

Da Berti, antica stazione di posta: nata nella metà dell’Ottocento, da oltre centosessant’anni ospita esponenti della vita politica, artistica e culturale milanese nelle sue sale storiche.

A’Riccione pioniere del pesce: inaugurato nel 1955, è stato il primo ristorante di mare a Milano, punto di ritrovo per Brera, Bocca, Fellini e i Missoni nella Maggiolina.

Il Club del giovedì di Gianni Brera: appuntamento fisso da A’Riccione dove sport, politica e attualità si discutevano in atmosfera conviviale tra giornalisti e intellettuali milanesi.

Menu Da Berti celebra Milano: Mondeghini manzoniani, risotto allo zafferano con ossobuco e Crème Caramel accompagnati da Rosso di Valtellina doc 2020 a 65 euro.

A’Riccione porta l’Adriatico in tavola: sogliola marinata, tagliolini con ragù bianco di mare e spiedini misti con Sauvignon Friuli 2024, chiusura con Tarte Tatin a 80 euro.

Settanta anni di storia documentata: l’Associazione Locali Storici seleziona solo luoghi con ambienti originali preservati e legami con personaggi o eventi storici significativi.

Maddalena Fossati ambasciatrice: la direttrice de La Cucina Italiana guida il biennio 2025/2026 raccontando come tradizione e contemporaneità dialoghino nei locali storici.

Geografia del gusto nazionale: dal Caffè Florian veneziano al Gambrinus napoletano, dall’Antica Focacceria palermitana al Bicerin torinese, la mappa della memoria gastronomica italiana.

Candidatura Unesco per la cucina italiana: i locali storici rappresentano il laboratorio silenzioso dove la tradizione culinaria nazionale ha trovato spazio per resistere e innovarsi attraverso generazioni.

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