Nella Val di Cembra, adagiata tra terrazzamenti UNESCO e picchi dolomitici, sorge la cantina più alta del Trentino. Duecento soci viticoltori custodiscono 300 ettari di viticoltura eroica, trasformando l’oro rosso del porfido in vini di montagna straordinari. Dalla tradizione del 1952 nasce oggi una collezione contemporanea che fa incetta di premi, con il nuovo Riesling 2023 che conquista il Bollino Oro The WineHunter Award 2025 mentre al Müller Thurgau Trentino DOC 2023 va la Medaglia d’oro al XXII Concorso Internazionale Vini Müller Thurgau
M.L.Andreis
Là dove le Dolomiti accarezzano il cielo. La cantina più alta del Trentino emerge dalla valle come una gemma incastonata tra le rocce millenarie. Nata nel 1952, Cembra Cantina di Montagna, a 700 metri sul livello del mare, è un’avventura verticale che da oltre settant’anni sfida la gravità e abbraccia l’impossibile. Qui l’Avisio ha disegnato nei millenni un capolavoro geologico, mentre l’uomo ha risposto con terrazze che sembrano scalini verso le stelle, patrimonio UNESCO. Ogni muretto a secco racconta generazioni di mani callose, ogni vigneto sussurra storie di tenacia alpina.


L’enologo racconta: “A 10 anni la mia prima gerla“
Stefano Rossi è uno degli artefici dei nettari d’altura della Valle. Tra i filari della sua infanzia, l’enologo ha imparato che “la viticoltura di montagna è un atto d’amore quotidiano, un dialogo silenzioso tra uomo e natura”. Le sue parole risuonano tra le vigne come un’eco ancestrale: “Qui ogni famiglia custodisce la propria storia, il proprio pezzetto di terra da coltivare con devozione, come facevano i nostri nonni. La vendemmia rimane rigorosamente manuale, la sfogliatura è un rituale che si tramanda, spesso ancora con la tradizionale gerla sulle spalle”.
Il legame con questa terra scorre nelle vene come linfa vitale. “A dieci anni ho ricevuto la mia prima piccola gerla, un rito di passaggio che ci lega per sempre alla nostra identità di valle”, ricorda Rossi. “Oggi produciamo vino di montagna autentico, figlio di terreni poveri ma ricchissimi di carattere, dove il porfido regala ai nostri vini una mineralità che non ha eguali”.


Bollini e Medaglie d’oro per i vini di Cembra
Anche il Riesling Trentino DOC 2023 nasce su terrazze sospese tra i 500 e i 650 metri, dove l’aria sottile amplifica ogni sensazione. “Il Riesling è capriccioso, produce poco e ha bucce delicate come pergamene antiche”, spiega Rossi. “Richiede pazienza e intuito: il momento giusto della raccolta è tutto, bisogna preservare quella pellicola sottilissima che racchiude tesori aromatici”.
La cooperativa ha scelto di adottare il guyot al posto della tradizionale pergola trentina, una scelta coraggiosa che premia la maturazione. Qui, dove le pendenze superano il 40%, ogni gesto è un equilibrismo tra cielo e terra. “Rappresentiamo da sempre la viticoltura eroica: abbiamo una lavorazione manuale di circa 900-1.000 ore per ettaro, un investimento di tempo e amore che trasforma ogni bottiglia in un piccolo miracolo”, sottolinea Rossi.
Risultato: il Riesling Trentino DOC 2023 ha conquistato il Bollino Oro The WineHunter Award 2025, un sigillo di qualità che celebra l’annata e la dedizione di chi ha saputo interpretare il territorio con maestria. Un riconoscimento che arriva come una carezza alpina, confermando che la strada intrapresa dalla cantina di montagna porta verso vette sempre più elevate.
A sua volta, il Müller Thurgau Trentino DOC 2023 ha ottenuto la Medaglia d’oro al XXII Concorso Internazionale Vini Müller Thurgau, un trionfo che celebra l’altitudine, la dedizione dei viticoltori e la purezza cristallina del territorio cembrano. Tra i 700 e i 900 metri di quota, questo vitigno trova la sua espressione più autentica, trasformando l’aria rarefatta in profumi che sanno di roccia e di neve.



Enovitis Extrême 2025: l’innovazione tra le vigne eroiche
E non è tutto: lo scorso luglio, i terrazzamenti di Cembra si sono trasformati nel palcoscenico della terza edizione di Enovitis Extrême, l’appuntamento biennale dedicato alla viticoltura eroica. Oltre 1.500 visitatori da tutta Europa hanno assistito alle dimostrazioni di macchine progettate per sfidare pendenze estreme e spazi impossibili.
Sessantasette marchi specializzati hanno mostrato soluzioni tecnologiche per una viticoltura che rimane fondamentalmente un gesto d’amore artigianale. Trattori cingolati, transporter e attrezzi speciali si sono mossi tra le vigne come danzatori in equilibrio, dimostrando che anche l’innovazione può rispettare l’anima di questi luoghi sospesi tra terra e cielo.

I Sentieri dell’Oro Rosso: trekking tra storia e degustazione
E ora? Il 27 settembre 2025, i sentieri della Val di Cembra si apriranno a un’esperienza unica: un trekking di due ore e mezza tra i vigneti eroici, culminante nella degustazione del Trentodoc Oro Rosso Riserva 2018 e 2019. In un caratteristico “Bait” di campagna, i partecipanti potranno assaporare il frutto di 48 mesi di paziente affinamento sui lieviti.
L’Oro Rosso, metodo classico da uve Chardonnay in purezza, nasce sui versanti tra i 600 e i 700 metri di altitudine. “Lo chiamiamo oro perché il porfido, con le sue sfumature rossastre, è il nostro tesoro nascosto”, spiega Rossi. Un dosaggio zero autentico che racconta la sua origine senza filtri, profondo e cremoso come la neve che accarezza questi versanti d’inverno.



La valle del porfido: dove l’oro rosso diventa vino
Non per nulla siamo nel cuore del più importante bacino europeo di porfido: l’oro rosso dei valligiani, una roccia che conferisce carattere unico ai vini di questa valle, nata 280 milioni di anni fa dall’attività vulcanica, ha modellato non solo il paesaggio ma l’anima stessa dei vini cembrani.
I terreni franco-sabbiosi, ricchi di scaglie porfiriche, donano ai vini quella mineralità elegante e quella sapidità persistente che li rende inconfondibili. L’escursione termica tra giorno e notte, l’Ora del Garda che soffia dolcemente tra i filari e l’esposizione privilegiata creano un microclima perfetto per la viticoltura d’alta quota.


Annata 2025: quando la natura orchestra la perfezione
Alla luce di un inverno 2025 che ha dipinto la valle di bianco, con temperature rigide e nevicate generose in quota, preparando il terreno per quella che si preannuncia un’annata di carattere, Stefano Rossi osserva con occhio esperto l’evolversi dei cicli naturali: “L’avvio vegetativo è stato regolare, nel pieno rispetto dei tempi che questa terra richiede”.
La primavera ha danzato tra sole e pioggia, regalando alla valle un equilibrio prezioso. “Abbiamo assistito a un’alternanza perfetta tra giornate luminose, precipitazioni benefiche e qualche temporale rigenerante”, racconta l’enologo. “Un bilancio complessivo più che positivo per le nostre vigne d’alta quota”. L’estate ha quindi portato il calore delle grandi annate, con temperature che hanno sfiorato i 35°C, temperate dall’altitudine e dalle brezze che salgono dai laghi. Le piogge di fine luglio hanno completato un quadro climatico ideale.
“La stagione produttiva si profila regolare e ricca di promesse“, conclude Rossi con la soddisfazione di chi sa leggere i segni del tempo nelle foglie e nei grappoli. “La natura sta orchestrando ancora una volta la sua sinfonia perfetta tra questi terrazzamenti millenari”.

La collezione contemporanea: sei espressioni di montagna
Si prospetta quindi una annata con aspettative qualitative alte con il 2025, che potrebbe restituire vini di precisione, freschezza e grande espressività territoriale. Andranno anche stavolta ad arricchire una collezione dall’etichetta essenziale, dove il triangolo – simbolo della vetta – incornicia il vetro nudo. Müller Thurgau, Chardonnay, Riesling e Pinot Nero rappresentano i monovarietali di punta, affiancati dalla cuvée Zymbra e dal Trentodoc Oro Rosso.
La cuvée Zymbra rappresenta un viaggio ideale attraverso la valle: dallo Chardonnay di Giovo al Müller Thurgau delle quote più elevate, fino al Riesling di Cembra. Quattro anni di affinamento prima dell’imbottigliamento testimoniano un approccio che privilegia la maturazione naturale al profitto immediato.
Highlights
Patrimonio UNESCO vivente: La Val di Cembra custodisce oltre 700 chilometri di muretti a secco, riconosciuti Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO come capolavori di ingegneria contadina che proteggono la biodiversità.
Viticoltura alle stelle: Situata a 700 metri di altitudine, Cembra è la cantina più alta del Trentino, dove 300 soci coltivano vigneti su pendenze che superano il 40% con tecniche rigorosamente manuali.
L’oro rosso dei valligiani: Il porfido, roccia vulcanica di 280 milioni di anni, caratterizza i terreni conferendo ai vini una mineralità unica e quella sapidità persistente che li rende inconfondibili nel panorama vinicolo.
Mille ore di amore per ettaro: La viticoltura eroica richiede dalle 900 alle 1.000 ore di lavoro manuale per ettaro, contro le 300-400 delle zone pianeggianti, testimoniando una dedizione fuori dal comune.
Riesling e Müller d’oro: Il Riesling Trentino DOC 2023 ha conquistato il Bollino Oro The WineHunter Award 2025, mentre il Müller Thurgau 2023 ha ottenuto la medaglia d’oro al Concorso Internazionale dedicato.
Laboratorio tecnologico: Enovitis Extrême 2025 ha trasformato i terrazzamenti cembrani nel teatro europeo dell’innovazione per la viticoltura eroica, con oltre 1.500 visitatori e 67 marchi specializzati.
Trentodoc d’altura: L’Oro Rosso Riserva Dosaggio Zero nasce da uve Chardonnay coltivate tra 600 e 750 metri, con 48 mesi di affinamento sui lieviti per un metodo classico che esprime l’essenza della montagna.
Stefano Rossi, voce della valle: L’enologo cembrano, cresciuto tra questi vigneti, interpreta il territorio con filosofia contemporanea, sperimentando tecniche innovative come l’affinamento in anfora per il Pinot Nero.
Zymbra, viaggio verticale: La cuvée simbolo della cantina assembla i migliori grappoli dai 500 agli 800 metri di quota, richiedendo quattro anni di paziente affinamento prima di raggiungere il mercato.
Sentieri dell’Oro Rosso: Il 27 settembre 2025, un trekking esclusivo attraverso i vigneti eroici culminerà nella degustazione del Trentodoc in un autentico “Bait” di campagna, celebrando la simbiosi tra paesaggio e tradizione.





