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Fipe-Confcommercio denuncia il dilagare dei contratti pirata nei pubblici esercizi e presenta al Cnel un manuale per contrastare il dumping contrattuale. Una concorrenza sleale che danneggia lavoratori e imprese virtuose, comprimendo salari e tutele in nome del ribasso

Fipe-Confcommercio lancia l’allarme sul dumping contrattuale e presenta al Cnel la seconda edizione del manuale con strategie per contrastare il fenomeno. Sotto accusa la giungla contrattuale che penalizza tutti. La Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi torna a denunciare il proliferare dei cosiddetti “contratti pirata” nel settore, che comprimono salari e tutele dei lavoratori.

Sono oltre 40 le tipologie contrattuali, molte al ribasso. Di più: alcuni accordi, siglati da sigle sindacali poco rappresentative, abbassano drasticamente il costo del lavoro, alterando le regole del mercato. Le differenze retributive sono evidenti: per un cuoco si arriva a perdere fino a 4mila euro annui.

È questa concorrenza sleale che colpisce anche le imprese virtuose. E il dumping contrattuale non danneggia solo i dipendenti, ma genera squilibri nel settore, premiando chi riduce al minimo le tutele.

Per contrastare il fenomeno, Fipe presenta al Cnel la seconda edizione del manuale “Il dumping contrattuale nei Pubblici Esercizi”, con il supporto di giuslavoristi ed esperti.

“In un mercato che punta a valorizzare il capitale umano, è inaccettabile che si torni a logiche al ribasso”, scrive il presidente Lino Stoppani. L’appello è chiaro: servono regole più trasparenti per tutelare chi lavora e chi compete correttamente.

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