L’industria del sughero vive una rivoluzione silenziosa guidata da Amorim, leader mondiale che ha trasformato un’antica tradizione in avanguardia sostenibile. Dalla decortica nelle foreste portoghesi alla certificazione dell’impronta carbonica negativa, ogni tappo racconta una storia di innovazione rispettosa dell’ambiente. Un viaggio nella filiera che dal 1870 custodisce l’essenza del vino e, oggi, anche dell’ecosistema
di Massimo L. Andreis
“Quando ho iniziato a lavorare in questa industria 27 anni fa, il 10% delle bottiglie di vino sapeva di tappo, e nessuno se ne lamentava troppo: era la norma. Oggi se sa di tappo il cliente ti chiama un minuto dopo…”. È da questa semplice quanto sorprendente considerazione – per i non addetti ai lavori – che Carlos Veloso dos Santos, AD Amorim Italia, parte nella sua disamina su un prodotto spesso dato per scontato dai consumatori ma che rappresenta invece una delle componenti fondamentali del successo di una etichetta: il tappo.

Quando un tappo fa la differenza
“Solo l’uno per mille delle bottiglie oggi sa di tappo“, riprende il manager portoghese a capo della filiale tricolore del colosso lusitano fondato nel 1870 a Oporto, “e in questo caso noi ripaghiamo la bottiglie ‘incriminata’ quando ci viene segnalato dal cliente”. Una percentuale strabiliante che arriva addirittura al 100% con i tappi tecnici.
Forti dunque del superamento de facto del problema della contaminazione, che rovina il contenuto di una bottiglia di vino, oggi il tema al centro dell’attenzione è un altro: quello del miglioramento dei processi e della riduzione progressiva dell’impatto sull’ambiente della produzione del tappo di sughero.
Come una quercia centenaria che affonda le radici nella tradizione per protendere i rami verso il futuro, l’industria del sughero ha saputo reinventarsi. Su oltre 20 miliardi di bottiglie di vino prodotte nel mondo in un anno, 12,5 miliardi hanno il tappo di sughero, nonostante la concorrenza delle soluzioni alternative, tra cui il tappo a vite (6 milioni) e di plastica (1,8 milioni).

Last but not least, lungo la filiera produttiva, “il tappo è l’ultimo coadiuvante enologico nella produzione di un vino”, sottolinea Carlos Veloso, che svela anche una dinamica di mercato da non sottovalutare: “Stimiamo che nel mondo del vino si perderanno l’1-2% di bottiglie da qui al 2030, soprattutto nel segmento entry level”. Un problema di volumi che Amorim è pronta a fronteggiare non prevedendo aumenti nel numero dei pezzi conquistando clientela ma nel miglioramento del mix di soluzioni.
Veloso dos Santos spiega inoltre che la crescita avverrà molto nel segmento degli spirits che evolve verso il premium, tenendo conto di un dato importante rispetto al quale l’azienda ha molto da dire: il 70% della scelta di un consumatore di qualsiasi prodotto è legato al packaging. E non vi è dubbio che, in questa ottica, il tappo di sughero rappresenta, agli occhi dei consumatori, la soluzione top in termini di appeal premium.



Impronta negativa, futuro positivo
L’AD di Amorim Cork Italia ha ribadito come i risultati degli studi sull’impronta carbonica siano chiari e privi di artefici retorici derivanti da narrazioni ricche di enfasi. Secondo Veloso dos Santos, la vera ispirazione che dovrebbe motivare l’intero settore è che il rispetto e la qualità del vino passano… dal tappo, e i sigilli dell’azienda dimostrano come “dalla natura si parta, nella natura si rimanga e alla natura si possa tornare”. Questo significa anche rispettare il lavoro dell’uomo, dalla vigna alla cantina, nonché tutelare il consumatore finale, che al momento della stappatura fa più di bere vino: “Deve poter vivere un’esperienza sensoriale di alto livello”.
Il manager ha sottolineato come chi racconta “storie inverosimili” sui sistemi di tappatura del vino lo fa per un mero risultato di profitto economico, un lato negativo che viene fuori troppo tardi o viene attenuato da nuove comunicazioni esagerate e non veritiere, un “vero e proprio greenwashing che gioca al rialzo”. O allo sfascio….
Ebbene: Amorim ha ottenuto di recente i dati sulla CO2 della filiera dalla casa madre in Portogallo. Corticeira Amorim ha monitorato l’impronta di carbonio dei propri tappi in sughero secondo la norma ISO 14067 “Gas serra – Impronta di carbonio dei prodotti”. Gli studi condotti finora, che coprono circa il 60% del portafoglio prodotti di Amorim Cork e sono verificati da APCER – Associação Portuguesa de Certificação, attestano un’impronta di carbonio negativa per tutti i prodotti analizzati.

Come un vino che matura lentamente in cantina per rivelare la sua complessità, i dati di Amorim emergono con forza rivoluzionaria. Tutti i tappi analizzati, inclusa la gamma di tappi naturali e tecnici per vini fermi, e il tappo Spark® Top II per il segmento dei vini spumanti, presentano costantemente impronte di carbonio negative che vanno da -28,72 g CO2eq/tappo fino a -56,4 g CO2eq/tappo. Questi risultati evidenziano l’importante ruolo dei tappi in sughero nella mitigazione dei cambiamenti climatici e nella promozione di pratiche ecologiche, contribuendo alla decarbonizzazione del settore vinicolo.
Adottando una prospettiva “cradle-to-gate“, gli studi valutano e comunicano la quantità di gas serra rilasciati durante il processo, garantendo una valutazione solida e comparabile dell’impatto ambientale del prodotto.
Le politiche europee e nazionali spingono verso l’utilizzo di imballaggi sempre più sostenibili e le cantine stanno sempre di più adottando scelte di acquisto virtuose per diminuire l’impatto dei propri prodotti. Poter contare su questo traguardo certificato significa che i clienti Amorim Cork Italia possono ridurre la loro impronta di carbonio rendicontando il credito di CO2 dei tappi in sughero.
Il rito ancestrale della decortica
Ma tornando all’attualità, come un orologio biologico che segna il tempo della natura, anche quest’anno è iniziata in Portogallo la stagione della decortica, il momento in cui le querce da sughero si spogliano della loro corteccia. Per Amorim, leader mondiale nel settore, questo non è solo l’inizio di un processo produttivo, ma la celebrazione di un equilibrio perfetto tra natura, tradizione e innovazione.
Il 2025 si presenta come un anno favorevole: dopo abbondanti piogge primaverili, le dighe portoghesi sono piene oltre il 90%, condizione ideale per la salute delle foreste da sughero. La decortica, che coinvolge oltre 3.000 lavoratori stagionali esperti, rappresenta una tra le attività agricole più specializzate e ben retribuite al mondo. La corteccia viene rimossa senza danneggiare l’albero, in un’operazione che può essere paragonata alla tosatura di una pecora: utile, rispettosa e necessaria.




Veloso dos Santos ha precisato che sapere come vengono prodotti i tappi in sughero è “un’opportunità per apprezzare davvero queste chiusure rispetto alle alternative in plastica, alluminio o composti fintamente naturali”. Perché, come sostiene il manager, “i tappi in sughero garantiscono le migliori prestazioni nella conservazione del vino e sono anche interamente riciclabili, nonché generati da una risorsa naturale rinnovabile”.
È proprio dopo la decortica che la quercia da sughero dimostra tutta la sua potenza ecologica. L’albero attiva un processo rigenerativo che gli permette di aumentare fino a cinque volte la sua capacità di assorbire CO₂. Un solo ettaro di sughereta può sequestrare fino a 14 tonnellate di anidride carbonica all’anno, rendendo queste foreste un alleato prezioso contro i cambiamenti climatici.

Il processo richiede tempo e pazienza, come un vino che invecchia. Dalla semina alla prima decortica passano 25 anni. I primi strati di corteccia servono solo per usi secondari; ci vogliono almeno 43 anni affinché la pianta produca sughero adatto alla fabbricazione dei tappi. E questo ciclo si può ripetere, ogni nove anni, per oltre due secoli sulla stessa pianta.
A contrasto della desertificazione climatica, Amorim sta piantando 400.000 querce da sughero per arrivare entro quest’anno a 1.500.000 nuovi alberi. Ha inoltre acquistato nuovi ettari di foreste storiche per tutelarle e adottato un innovativo sistema di irrigazione esclusiva e sostenibile.

Amorim: i numeri del leader, anzi, del lìder
Come un tappo che custodisce l’essenza del vino, Amorim preserva dal 1870 i valori di una tradizione familiare divenuta impero industriale. Il Gruppo è la prima azienda al mondo nella produzione di tappi in sughero, capace di coprire da sola il 45% del mercato mondiale del settore e il 28% del mercato globale di chiusure per vino.
Con 56 filiali distribuite in 22 Paesi produttori di vino, il gruppo esporta in più di 100 nazioni e ha le sue aziende in 28 Paesi nei cinque continenti. Investe ogni anno milioni di euro in ricerca, sviluppo e innovazione, registrando nel 2024 un fatturato consolidato di 939,1 milioni di euro, di cui circa 5,3 miliardi di tappi rappresentano il 76,4% delle vendite consolidate.





Amorim Cork Italia, con sede a Conegliano (Treviso), si è confermata nel 2024 azienda leader del mercato italiano e principale filiale del Gruppo Amorim. Con i suoi 75 dipendenti, ha registrato un fatturato di 77,208 milioni di euro. Per il 2025 l’azienda stima di raggiungere un fatturato di 87 milioni di euro e di toccare la soglia dei 100 milioni in quattro anni.
Dal 1998 a capo della filiale tricolore c’è Carlos Veloso, nato a Lisbona, ma con cuore italiano. Una scelta dettata dall’ottimismo che dice di aver trovato nel Belpaese, contrapposto al tipico “mugugno” dei suoi connazionali, simile, forse non a caso, così come la cadenza della lingua, a quello “genovese”. Con questo spirito il manager ha portato l’azienda da 100 milioni di tappi l’anno a produrne 650 milioni.
Numeri rilevanti e in continua crescita hanno spinto la casa madre a varare un ambizioso piano di investimenti in Veneto, culminato nel recente raddoppio dello stabilimento di Scomigo: quasi 9.000 metri quadrati all’insegna della tecnologia avanzata. L’azienda conta oggi 3.700 piccoli clienti nel mondo del vino, con cui genera il 30% del fatturato, mentre il restante 70% arriva dalle 100 realtà vitivinicole più grandi che rifornisce.
La posizione di leader, anzi, di lìder di Amorim è dovuta a una solida rete tecnico-commerciale distribuita su tutto il territorio della penisola, a un efficace servizio di assistenza pre e post vendita, all’avanguardia dei suoi sistemi produttivi e del reparto Ricerca&Sviluppo. Un’attenzione particolare è dedicata alle risorse umane, con iniziative di work-life balance per una migliore armonia tra vita personale e lavorativa.

L’economia circolare: quando il futuro ha radici antiche
Tra i grandi traguardi raggiunti dall’azienda, spicca il compimento dell‘economia circolare grazie alla linea SUBER, arredo di design nato dalla granina dei tappi raccolti dalle onlus del progetto ETICO e riciclati. Un’opera di sostenibilità divenuta anche culturale grazie alle mostre “SUG_HERO – Metaforme” e “Il passo del viandante”.
Amorim è anche precursore di un progetto di recupero del 95% delle ghiande che oggi vengono perse, per farne farine gluten free, ideali per diverse tipologie di diete. Il Portogallo continua così a essere il cuore della produzione mondiale, con oltre il 50% del sughero globale raccolto ogni anno.
Dietro ogni tappo Amorim si trovano mani esperte, un ecosistema prezioso, una tecnologia all’avanguardia e una cultura produttiva fondata sul rispetto della natura. La decortica, in questo contesto, non è solo una fase tecnica ma un atto di cura verso l’ambiente. Una “carezza che la pianta restituisce” moltiplicando il proprio valore ecologico, anno dopo anno.



Come un vino che matura nella botte per decenni prima di rivelare la sua essenza, Amorim ha saputo attendere il momento giusto per mostrare al mondo che sostenibilità e qualità possono camminare insieme. In un’epoca in cui il greenwashing dilaga, l’azienda portoghese presenta certificazioni concrete, numeri verificati, impegni misurabili.
Il tappo di sughero diventa così metafora di un futuro possibile: radicato nella tradizione, nutrito dalla natura, proiettato verso un domani in cui ogni gesto produttivo può essere anche un atto d’amore verso il pianeta.
Highlights
Il miracolo dell’impronta negativa: Amorim ha certificato che i suoi tappi hanno un’impronta carbonica negativa, da -28,72 a -56,4 g CO2eq per tappo, trasformando ogni bottiglia stappata in un gesto di rispetto per l’ambiente.
L’evoluzione della qualità: In 27 anni si è passati dal 10% di bottiglie che sapevano di tappo all’attuale 0,1%, una rivoluzione silenziosa che ha cambiato per sempre l’esperienza del vino.
La decortica come rito ancestrale: Oltre 3.000 esperti lavoratori stagionali partecipano ogni anno al rito della decortica, una delle attività agricole più specializzate e meglio retribuite al mondo.
Rigenerazione miracolosa: Dopo la decortica, la quercia da sughero aumenta fino a cinque volte la sua capacità di assorbire CO₂, dimostrando che rispetto e produttività possono convivere armoniosamente.
Leadership mondiale consolidata: Il Gruppo Amorim controlla il 45% del mercato mondiale dei tappi in sughero e il 28% delle chiusure per vino, con presenza in 28 paesi e 5,3 miliardi di tappi prodotti.
Investimenti per il futuro: Amorim Cork Italia punta a 100 milioni di fatturato entro il 2029, supportata da un investimento di 6,5 milioni per l’ampliamento degli impianti produttivi.
Economia circolare realizzata: Dalla linea SUBER ai progetti culturali, Amorim ha trasformato gli scarti in design, dimostrando che sostenibilità significa anche creatività e valorizzazione culturale.
Foreste del futuro: L’azienda sta piantando 1,5 milioni di nuove querce entro il 2025, creando un patrimonio boschivo che darà frutti per i prossimi due secoli e oltre.
Tecnologia sostenibile: Il sistema di irrigazione intelligente con sensori ottimizza l’uso dell’acqua secondo le necessità effettive delle piante, garantendo crescita rapida e sana delle querce.
Visione premium: Con il 70% delle scelte dei consumatori influenzate dal packaging, il tappo di sughero rappresenta l’eccellenza percepita, sposando appeal premium e sostenibilità autentica.




