Accanto al Maximall Pompeii sorge il nuovo Moxy Hotel, gioiello del gruppo Marriott che ridefinisce l’ospitalità moderna. Come un’antica taberna pompeiana che rinasce dalle ceneri, l’albergo fonde tradizione e innovazione (anche) attraverso la sapiente mixology di Francesco Nocera. Qui, tra cocktail che raccontano il territorio e piatti in perfetto pairing, ogni sorso diventa un viaggio sensoriale che collega il presente al passato millenario della città romana distrutta dall’eruzione del 79 dc
di Massimo L. Andreis
Come una antica domus romana che torna alla luce dopo secoli sepolta sotto le ceneri, ha aperto i battenti il Moxy Pompeii, quinta essenza dell’ospitalità contemporanea. Situato nel cuore del Maximall, il più grande centro commerciale del Sud Italia, l’hotel gestito da ACHM Hotels by Marriott si erge come un moderno anfiteatro dell’accoglienza. Con 135 camere che guardano al Vesuvio, due sale meeting e una palestra operativa 24 ore su 24, la struttura rappresenta la perfetta sintesi tra funzionalità e design.
Il brand Moxy, con la sua filosofia “Play On”, trasforma ogni soggiorno in un’esperienza ludica e coinvolgente. Come gli antichi romani che celebravano la vita nei loro convivi, l’hotel invita i “Fun Hunters” – viaggiatori moderni sempre alla ricerca di esperienze autentiche – a vivere momenti indimenticabili. La location strategica permette di raggiungere facilmente Napoli, i siti UNESCO di Pompei ed Oplonti, il Vesuvio e le perle della Costiera Amalfitana.



Dove ogni cocktail racconta una storia millenaria
A trasformare il bar dell’albergo diretto da Gianluca Pastore in un vero e proprio laboratorio alchemico è Francesco Nocera. Il Bar Manager del Moxy Pompeii porta con sé un bagaglio di esperienze che affonda le radici nella tradizione campana, reinterpretata attraverso tecniche moderne e ingredienti del territorio. Come un antico magister bibendi, Nocera orchestra ogni elemento con precisione scientifica e passione artistica.
“Seguo un modello di somministrazione internazionale, in linea con lo standing e il mood della catena Marriott”, spiega Nocera, “ma i cocktail che servo sono sempre fatti anche con ingredienti locali, frutto della mia expertise che viene anche dalla creatività che ho alimentato nei locali dove ho lavorato”. Il grande bancone rettangolare diventa così un altare dove si celebra il matrimonio perfetto tra standard internazionali e identità territoriale.



Tre elisir all’ombra del Vesuvio
Vesuvio Fizz: quando il gin incontra i paccheri
Il primo cocktail della casa è un omaggio diretto al vulcano che domina l’orizzonte. Il “Vesuvio Fizz” racchiude in sé tutta la potenza creativa di Nocera: gin mare mediterraneo infuso con paccheri per tre ore e mezza a bassa temperatura (65°), processo che permette di scaricare l’amido della pasta e incorporare olio extravergine d’oliva. Il risultato è un distillato dal sapore inconfondibile di pasta e olio, arricchito da vermouth rubino e soda fresca al basilico, ottenuta attraverso rapid infusion.
Il bicchiere stesso diventa protagonista: un piccolo Vesuvio di vetro che ricorda la forza tellurica del territorio. In pairing, una bruschetta con pane cafone, basilico e stracciatella di bufala campana completa l’esperienza culinario-sensoriale, creando un ponte gustativo tra il liquido e il solido, tra l’innovazione e la tradizione.




Pane Amore e Fantasia: l’omaggio a Sophia Loren
Il secondo cocktail è un tributo cinematografico che si trasforma in viaggio nei ricordi d’infanzia. “Pane Amore e Fantasia” reinterpreta il classico gin tonic sostituendo la soda con tonica artigianale. Il gin viene distillato con lische di alici, mentre l’oliva si trasforma in sciroppo attraverso tecniche molecolari. “Da tradizione faccio innovazione”, racconta Nocera, “cose antiche le rimodulo con tecniche nuove per realizzare viaggi gustativi veri”.
L’abbinamento con acciuga e olive nere locali crea un dialogo perfetto tra mare e terra, tra il salato dell’acciuga e la complessità aromatica del cocktail. Ogni sorso diventa un flashback gustativo che riporta alle osterie napoletane di un tempo.



Coast to Coast: la frolla che si fa liquida
Il terzo cocktail rappresenta il culmine della creatività tecnica di Nocera. “Coast to Coast” utilizza ingredienti protagonisti del territorio: agrumi, mandorle e frolla. Il rum viene frullato con la frolla, ma il liquido torbido risultante viene “lavato” nella ricotta di bufala campana – tecnica che permette di ottenere un distillato cristallino mantenendo intatti i sapori.
L’aggiunta di falernum sudamericano e succo di limone di Sorrento crea un equilibrio perfetto tra dolce e agrumato. Il cocktail viene filtrato con la tecnica a estrazione del caffè specialty, processo che dona trasparenza e purezza al liquido finale. L’areatore crea da ultimo una schiuma che corona l’opera, mentre il pairing con bruschetta, basilico e stracciatella completa l’esperienza del pairing cibo e bevande.





Quando il food dialoga con il beverage, l’eccellenza è servita
L’attenzione al pairing nasce dall’esperienza formativa di Nocera con grandi chef blasonati “Ho fatto corsi di cucina stellata perché solo così potevo abbinare drink e food insieme con tecniche innovative prese appunto dalla cucina gourmet”, spiega il bar manager. Questa filosofia trasforma ogni cocktail in un’esperienza gastronomica completa, dove il cibo non è semplice accompagnamento ma partner paritario nel racconto gustativo.
Come nelle antiche terme romane dove si alternavano piaceri diversi, al Moxy Pompeii ogni abbinamento è studiato per creare armonie e contrasti che esaltano sia il cocktail che il piatto. La stracciatella di bufala campana, presente in due dei tre pairing, diventa il filo conduttore che lega tradizione casearia campana e innovazione mixologica.


Da garzone di bar a maestro della mixology
La storia di Francesco Nocera inizia con sacrificio e determinazione. “Lavoro da oltre 30 anni. Ho cominciato a nove anni e mezzo, portando i caffè come garzone di un bar. Eravamo emarginati, visti male perché allora c’era un preconcetto radicato: il ragazzo di bottega dei bar veniva dalla strada, quindi era per forza di cose o un ex o un potenziale delinquente”. Parole che raccontano un’epoca diversa, quando il lavoro nel mondo dell’hospitality era stigmatizzato.
“Lavoravo 12 13 ore al giorno, ma non erano i clienti che venivano da me ma io ad andare da loro: giravo di negozio in negozio a chiedere chi voleva un caffè”. La svolta arriva con un’intuizione geniale, “quando”, ricorda, “a 12 13 anni all’Ospedale a Castellammare mi invento di portare caffè nei termos insieme a buste con acqua della madonna di Castellammare (di una delle sorgenti) e buste con i cornetti: così carico di sacro e dolce, ero ben accolto, soprattutto dalle donne incinta. Certo grazie al viatico protettivo dell’acqua ma non meno dalla voglia di leccornie delle puerpere. Un successone, tanto che il bar di cui ero garzone grazie a questo escamotage fece il botto”.
La formazione prosegue: “Di seguito comincio l’alberghiero scegliendo il servizio di sala e così piano piano, a 14 16 anni, quando lavoravo dopo la scuola, mi stacco dalle consegne diventando banconista: lavavo tazzine e supportavo il barista. Qui la seconda svolta: quando quest’ultimo passa a miglior vita, mi mettono alla macchina del caffè. Anche lì non mi accontento di fare il minimo sindacale e mi iscrivo a molti campionati locali, vincendoli anche”.
“Terminate le superiori, ho cominciato a lavorare come barman. E mi sono appassionato anche a questa attività, frequentando corsi su corsi di mixology anche con chef stellati, da cui la mia passione per il pairing tra bevande e cibo. Anche in questo ambito mi sono cimentato con tantissime competizioni e ho sempre cercato di accrescere competenze, studiando e applicandomi al massimo delle mie possibilità (anche finanziarie). Sforzi che mi hanno permesso di passare dall’altra parte della cattedra-bancone, diventando a mia volta insegnante di mixology da 5 anni a Castellamare di Stabia, dove vivo”.
La filosofia del maestro: se passione fa rima con missione
“Oggi se mi guardo indietro vedo quanta fatica ho fatto, quanti sacrifici: durante il mio lungo cammino nel mondo del fuoricasa non nascondo che ci sono stati momenti di sconforto e rabbia: lavorare 12 ore al giorno, prendersi soddisfazioni ma anche tante romanzine, specie all’inizio, venendo comunque sottopagato. Ma non mi sono mai arreso. Cosa mi ha fatto resistere e andare avanti? La passione per il (mio) lavoro e oggi sono felice di avere resistito, di non essermi mai arreso”.
La missione educativa di Nocera si riflette nelle parole rivolte ai suoi allievi: “Ai ragazzi a cui insegno dico sempre che loro sono più fortunati, perché oltre ad esserci meno sfruttamento, chi fa questo mestiere, anche come semplice garzone, non è più etichettato subito in modo negativo e visto come un… malamente. Al contrario: oggi quello del barman è persino considerato come un lavoro cool”. Una percezione che è il risultato di “dedizione e volontà, determinazione e dignità di tanti che fanno questo lavoro, che hanno alle spalle una lunga gavetta”. Di tanti sì, professionisti, anzi, persone come Francesco.



Il futuro si costruisce sulle fondamenta del passato
Al Moxy Pompeii, la mixology di Francesco Nocera non è solo preparazione di cocktail, ma autentica narrazione “liquida” del territorio. Come gli antichi romani che nei loro triclini celebravano la vita attraverso cibo e bevande, l’hotel del gruppo Marriott riprende questa tradizione conviviale arricchendola con tecniche moderne e ingredienti del territorio.
La location strategica, che permette di raggiungere facilmente i siti archeologici di Pompei, trova nel bar dell’hotel un perfetto complemento culturale. Ogni cocktail racconta una storia che affonda le radici nella tradizione campana, ogni tecnica utilizzata rappresenta l’evoluzione di antichi saperi tramandati di generazione in generazione.
Francesco Nocera, con la sua filosofia che unisce passione e tecnica, territorio e innovazione, rappresenta l’essenza stessa del progetto Moxy: “Amo ispirarmi nei miei drink alla mia tradizione: vengo da una terra, Napoli, dove tutto quello che è arte, storia e cultura può essere uno spunto per creare nuove ricette e nuovi viaggi gustativi, perché ogni mio drink è un viaggio dove nulla è lasciato al (e a) caso”.



Highlights
L’hotel Moxy Pompeii, gestito da ACHM Hotels by Marriott apre nel cuore del Maximall con 135 camere che guardano al Vesuvio, rappresentando la perfetta sintesi tra ospitalità moderna e tradizione territoriale.
Francesco Nocera porta la sua expertise di mixology internazionale arricchendola con ingredienti locali campani, creando cocktail che raccontano il territorio attraverso tecniche innovative.
Il Vesuvio Fizz utilizza gin mediterraneo infuso con paccheri e olio d’oliva, processo che richiede tre ore e mezza a bassa temperatura per ottenere un distillato dal sapore unico di pasta e olio.
Pane Amore e Fantasia reinterpreta il gin tonic con distillato alle lische di alici e sciroppo d’oliva, omaggio cinematografico che diventa viaggio nei ricordi d’infanzia napoletani.
Coast to Coast presenta rum frullato con frolla e “lavato” nella ricotta di bufala, tecnica che permette di ottenere un liquido cristallino mantenendo intatti i sapori della tradizione dolciaria.
I pairing studiati da Nocera trasformano ogni cocktail in esperienza gastronomica completa, dove cibo e bevande dialogano creando armonie che esaltano territorio e creatività.
La formazione di Nocera inizia a nove anni come garzone, attraversando sacrifici e determinazione fino a diventare maestro di mixology e insegnante a Castellammare di Stabia.
La location strategica del Moxy Pompeii permette di raggiungere facilmente Napoli, i siti UNESCO di Pompei ed Oplonti, il Vesuvio e le perle della Costiera Amalfitana.
Il brand Moxy con la filosofia “Play On” trasforma ogni soggiorno in esperienza ludica, rivolgendosi ai “Fun Hunters” moderni sempre alla ricerca di autenticità e divertimento.
La mixology di Nocera rappresenta l’evoluzione delle antiche tradizioni conviviali romane, dove ogni drink diventa narrazione liquida del territorio e viaggio sensoriale nel tempo.




