Il ristorante Tino Jesolo dello chef Tino Vettorello riapre i battenti per la nuova stagione estiva, confermandosi come destinazione d’eccellenza per la cucina di mare veneta. Situato nel suggestivo Stay Michelangelo di Jesolo Pineta, il locale propone un’esperienza gastronomica che celebra i sapori dell’Adriatico con una filosofia sostenibile e innovativa. Dalla carta dei crudi alle specialità con granchio blu, dal menu degustazione personalizzato agli aperitivi in darsena, Vettorello sviluppa un racconto che intreccia la passione culinaria con l’imprenditorialità visionaria di uno chef che da oltre quindici anni porta l’eccellenza veneta sui palcoscenici internazionali più prestigiosi
di Massimo L. Andreis
Come una sinfonia che riprende dopo l’intervallo, Tino Jesolo torna a suonare le sue note più raffinate sulla foce del Piave. Il ristorante dello chef Tino Vettorello riapre per la stagione 2025 con la stessa filosofia che lo ha reso un punto di riferimento della ristorazione veneta: celebrare il mare attraverso una cucina che è arte, tradizione e innovazione in un unico, armonioso movimento.
Affacciato laddove il fiume più sacro al patriottismo nazionale italiano celebrato nella omonima Canzone entra in Adriatico, a pochi chilometri dal Golfo di Venezia, il ristorante dello Stay Michelangelo Jesolo si conferma come il regno indiscusso della cucina di mare di Vettorello. Un luogo dove ogni piatto racconta una storia di territorio, sostenibilità e passione autentica.


La materia prima, una sacra liturgia
Nel mondo culinario di Vettorello, la materia prima non è semplicemente un ingrediente: è il protagonista assoluto di ogni creazione. “Ho espulso progressivamente dalla mia cucina tutto ciò che non fosse sostenibile e riciclabile”, spiega lil cuoco con la determinazione di chi ha fatto della sostenibilità non solo una scelta etica, ma un vero e proprio mantra esistenziale. “Voglio utilizzare esclusivamente prodotti del territorio, così da offrire una cucina autentica e priva di materie prime che non sposino una filosofia di consumo green”.
Il pesce fresco arriva direttamente dal mercato locale, mentre le verdure nascono negli orti del Cavallino, quel parco turistico dove famiglie di agricoltori coltivano tra terra e mare ortaggi dal sapore unico e inconfondibile. Le ostriche Rosa del Delta del Po si sposano con capesante e canestrelli locali, mentre i branzini di vallicoltura dell’azienda Valle del Lovo nella Laguna di Marano portano in tavola la purezza dell’alto Adriatico.
Il granchio blu: come ti cucino il… nemico
Una storia di resilienza e intelligenza imprenditoriale si cela dietro uno dei piatti più richiesti del menu: lo Spaghetto al granchio blu con datterini e bottarga. “Quando nel 2022 i pescatori del posto iniziarono a portarmi il granchio blu, erano disperati”, racconta Vettorello con l’emozione di chi ha vissuto in prima persona una piccola rivoluzione gastronomica (e sociale). “Si chiedevano cosa avrebbero venduto, cosa avrebbero pescato. Allora mi sono inventato questo piatto, non come provocazione o modo per farmi pubblicità sulla pelle altrui, ma al contrario: consideravo questa operazione come un sostegno economico concreto, una forma di vera solidarietà verso chi all’improvviso vedeva spazzate via certezze tradizioni e introiti”.
Oggi la strategia si è rivelata vincente: “La gente viene appositamente a cercare questo piatto con il granchio blu, così possiamo pagare i pescatori che prima li buttavano. Ecco un esempio concreto di quella sostenibilità che è diventata il mio faro guida”.




Crudo di mare: l’arte della semplicità
Il crudo di pesce continua a essere l’emblema dell’identità di Tino Jesolo, una firma stilistica che trasforma la semplicità in sublime raffinatezza. In carta spicca il Gran Crudo di Mare, una selezione ricchissima che comprende ostriche, crostacei e carpacci, affiancata da altre proposte di crudité altrettanto curate e sorprendenti.
Le tartare rappresentano un altro capitolo fondamentale di questa narrativa gastronomica: dalla tartare di tonno con capperi di Pantelleria, datterino rosso e gel di arancia, fino a quelle di branzino, tonno e salmone con avocado, arancia e peperone. Un caleidoscopio di sapori che trova il suo apice nel Branzino “Valle del Lovo”, servito in due consistenze con radicchio di Treviso, vera dichiarazione d’amore verso il territorio veneto.
La tradizione veneziana si fa contemporanea
I piatti della tradizione lagunare trovano nuova vita attraverso l’interpretazione moderna di Vettorello. Il Baccalà mantecato con cracker al nero di seppia diventa un ponte tra passato e presente, mentre la Granseola e l’Arcobaleno dei nostri bolliti con molluschi e crostacei accompagnati da verdure degli orti del Cavallino raccontano storie di mare e terra in perfetta armonia.
Il piatto Michelangelo rappresenta una vera e propria antologia del territorio, racchiudendo canoce, latticini, moscardini, sarda in saor e dorata in stile cicchetti veneziani, un omaggio alla cultura gastronomica che ha fatto grande Venezia nel mondo.




Un menu a misura di appetito
Da Tino Jesolo tutto si basa su una domanda preliminare che lo chef fa al cliente: “Quanta fame hai? Quanti piatti vuoi mangiare? Due? Tre? Quattro?”, svela Vettorello il segreto del suo approccio personalizzato. “Creo in base a questa preferenza un percorso ad hoc qui in questo ristorante sul mare, a differenza di quanto avviene nel ristorante gourmet dove ci sono tre menu degustazione”. Una filosofia che nasce dall’osservazione attenta dei propri ospiti: “In definitiva, la maggior parte dei commensali desidera tre piatti e un dessert”, confessa lo chef con il sorriso di chi conosce perfettamente i propri clienti.




Jesolo & Co., amore a prima vista
“Perché Jesolo?”, si chiede retoricamente Vettorello, prima di svelare un legame profondo e personale con questo territorio. “Qui venivo da bambino in vacanza con i miei genitori, poi cinque anni fa abbiamo avuto l’occasione di ristrutturare questa struttura dove il 90% dei clienti sono italiani, specialmente dalle province di Bergamo e Brescia, oltre ai veneti”. Un ritorno alle origini che si è trasformato in una delle avventure imprenditoriali più soddisfacenti della sua carriera.
Ma l’universo culinario di Tino Vettorello si estende ben oltre Jesolo, abbracciando una galassia di locali che testimoniano la sua versatilità e visione imprenditoriale. Al centro, come una stella polare, brilla il Tino Gourmet nella “Barchessa” della storica Villa Soligo a Farra di Soligo, un ristorante gourmet legato a un wine resort di lusso, immerso in un parco di 15.000 metri quadrati dove la cucina contemporanea si sposa con le eccellenze del territorio veneto.
Ma il primo capitolo della storia di Vettorello inizia nel 1998 con Tino Traghetto, sulle rive del fiume Piave, tra Treviso e Venezia. Da qui sha preso il largo un percorso che ha portato all’Enoteca Veneta di Conegliano, all’interno della Wine Academy “Cerletti”, fino alla suggestiva Villa “Tre Panoce” con il suo Prosecco Bar in località Almati.




Dalle stelle del cinema ai palcoscenici internazionali
Per oltre quattordici anni, Vettorello ha trasformato la Terrazza Biennale di Venezia in un palcoscenico gastronomico d’eccezione durante la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Le sue creazioni hanno conquistato star del calibro di George Clooney, Monica Bellucci, Joaquin Phoenix e molte altre celebrità internazionali.
“Mai trovato star o sportivi viziati con richieste assurde“, rivela lo chef con l’esperienza di chi ha servito i palati più esigenti del mondo. “Dopo il COVID si sono dimezzati vegani e vegetariani rispetto al periodo pandemico”, aggiunge con l’osservazione attenta di chi ha vissuto i cambiamenti della società anche attraverso le preferenze alimentari.
La sua esperienza si estende dai Festival del Cinema di Berlino e Cannes ai Giochi Olimpici invernali di Vancouver e Sochi, dai Mondiali di Nuoto a Roma a quelli di scherma a Catania, dall’America’s Cup a Napoli e Venezia fino ai Mondiali di Ciclismo in Belgio. Un curriculum che ha consacrato Vettorello ambasciatore nel mondo della cucina italiana e della tradizione veneta.
Filosofia health chef: il gusto incontra il benessere
“La salute vien mangiando” non è solo un motto per Vettorello, ma il dogma che guida ogni sua creazione culinaria. Pochi grassi e pochissimo zucchero, molta verdura, materia prima di qualità: sono gli elementi necessari per rendere un pasto non solo un felice momento di convivialità, ma un’esperienza di benessere a tutto tondo.
Come ambasciatore del progetto Health Chef, Vettorello promuove uno stile di vita equilibrato partendo dall’alimentazione, collaborando con medici, nutrizionisti e ristoratori in un comitato scientifico che va oltre il semplice concetto di “chilometro zero”.




Il colore (e il team) come ingrediente (segreto)
“Se un piatto sembra triste non lo servo”, dichiara lo chef con la convinzione di chi ha fatto del colore un elemento fondamentale della propria filosofia culinaria. Per creare contrasti cromatici e saporiferi utilizza principalmente frutta e verdura, superando i vecchi e noiosi concetti di antipasto, primo e secondo per trasformare ogni creazione in una vera esperienza sensoriale.
Nel ristorante Tino di Jesolo lavorano otto persone, ma il sistema dello chef arriva a impiegare una quarantina di collaboratori in tutto l’anno, cifra che sale a 140 durante il Festival del Cinema tra fine agosto e settembre. Un esercito di professionisti che condividono la stessa passione per l’eccellenza e la cura del dettaglio. Un vero ingrediente del successo anche questo. E per nulla segreto, specie coi tempi che corrono…
Dall’alba al tramonto, lo spettacolo è servito
Tino Jesolo non è semplicemente un ristorante, ma un’esperienza sensoriale completa. L’aperitivo in darsena con proposte di crudo è pensato per chi desidera iniziare la serata con leggerezza e qualità, davanti alla terrazza che guarda la foce del Piave. “L’idea è offrire un luogo in cui il mare si possa gustare anche solo per un calice e un assaggio”, spiega Vettorello con l’entusiasmo di chi non smette mai di innovare.
L’ambiente adults-only del resort garantisce un’atmosfera raffinata e rilassante, dove ogni dettaglio è studiato per esaltare l’esperienza gastronomica. La cucina a vista permette agli ospiti di assistere alla creazione dei piatti, trasformando ogni cena in uno spettacolo culinario coinvolgente.




Highlights
Il ritorno di un’icona Tino Jesolo riapre per la stagione 2025 confermandosi come il tempio della cucina di mare veneta, dove ogni piatto racconta una storia di territorio e passione autentica.
Sostenibilità come filosofia di vita Lo chef Vettorello ha eliminato dalla sua cucina tutto ciò che non sia sostenibile, utilizzando esclusivamente prodotti del territorio per una cucina autentica e responsabile.
La rivoluzione del granchio blu Da invasore a protagonista: il granchio blu è diventato un piatto simbolo grazie alla visione lungimirante di Vettorello che ha trasformato un problema in opportunità per i pescatori locali.
Crudo di mare: arte della semplicità Il Gran Crudo di Mare rappresenta l’emblema dell’identità di Tino Jesolo, dove la semplicità si trasforma in sublime raffinatezza attraverso ingredienti di altissima qualità.
Menu personalizzati per ogni cliente Vettorello crea percorsi gastronomici su misura basandosi sui desideri specifici di ogni ospite, un approccio che distingue l’esperienza di Jesolo da quella del ristorante gourmet.
Un legame personale con Jesolo La scelta di Jesolo nasce da ricordi d’infanzia dello chef, trasformando un legame affettivo in una delle sue avventure imprenditoriali più soddisfacenti.
Ambasciatore della cucina italiana nel mondo Dai red carpet di Venezia ai Giochi Olimpici, Vettorello ha portato l’eccellenza veneta sui palcoscenici internazionali più prestigiosi, conquistando star e atleti di fama mondiale.
Health Chef: quando il gusto incontra il benessere La filosofia “la salute vien mangiando” guida ogni creazione di Vettorello, che ha fatto del benessere a tavola un elemento centrale della sua proposta gastronomica.
Il colore come ingrediente fondamentale “Se un piatto sembra triste non lo servo”: il colore diventa elemento essenziale nella filosofia culinaria di Vettorello, che utilizza frutta e verdura per creare esperienze sensoriali complete.




