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Nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio, dove la vista sui filari si mescola a quella sul mare e sul cratere del vulcano, nasce Vigna delle Rose: il nuovo progetto di ospitalità firmato Casa Setaro, storica azienda vinicola a conduzione familiare di Trecase, piccolo borgo in provincia di Napoli

Quando l’esperienza del vino si fa accoglienza, ristorazione, paesaggio e cultura, ecco Vigna delle Rose: il nuovo progetto di ospitalità firmato Casa Setaro, nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio. Con un sapiente intervento di recupero, i vecchi ruderi agricoli della tenuta – palmenti, cellai, magazzini – sono stati trasformati in quattro camere e una suite senza tradire l’identità originaria. La suite, ambiente più scenografico, ospita una vasca jacuzzi ricavata da un antico invaso, probabilmente un cellaio, e una terrazza privata affacciata sul golfo. Tutte le camere sono immerse nel verde, alcune con vista mare, altre con vista sul Vesuvio, e sono completate da spazi esterni. A disposizione degli ospiti aree relax e una piscina panoramica con solarium dove è possibile rilassarsi dopo una passeggiate tra i filari, escursioni nel Parco del Vesuvio e visite ai vicini siti archeologici di Pompei ed Ercolano (rispettivamente a 8 e 13 chilometri di distanza). Completano le experience create su misura per gli ospiti le degustazioni guidate firmate Casa Setaro.

Il ristorante, guidato dallo chef Pierpaolo Giorgio, classe 1983, con esperienze tra Costiera Amalfitana e Penisola Sorrentina – anche a fianco di Peppe Guida –, propone una cucina contemporanea che affonda le radici nei prodotti del territorio vesuviano: dal pomodoro del piennolo al baccalà, reinterpretati con eleganza e con un twist contemporaneo. A incorniciare il tutto, un roof panoramico e un dehor affacciato sulle vigne, perfetti per degustare i vini della casa.

Pierpaolo Giorgio

Il nome della tenuta, Vigna delle Rose, è un omaggio non solo al cespuglio di rose presente a capo di ogni filare – sentinelle naturali della salute del vigneto – ma è anche un richiamo alla storia del territorio. La rosa veniva usata a Pompei come ornamento, nelle decorazioni parietali, nell’alimentazione, per la salute ed il benessere, e nella cosmesi. Un recente progetto di ricerca condotto dal Parco Archeologico di Pompei con il Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II e l’Associazione “La Rosa antica di Pompei” ha contribuito – grazie anche ad indagini di archeobotanica – ad arricchire la conoscenza scientifica della Rosa antica di Pompei e alla costituzione di una rosa riconducibile al genotipo/fenotipo più diffuso nella città vesuviana e in tutta la Campania in epoca romana.

Alle radici di questo ambizioso progetto c’è Casa Setaro, l’azienda vinicola fondata da Massimo Setaro nel 2004. Oggi i suoi 18 ettari di vigneti, coltivati in regime biologico, si estendono su suoli vulcanici a diversa altitudine e ospitano varietà autoctone a piede franco, alcune anche prefillossera: Aglianico, Piedirosso, Falanghina e Caprettone. Da questo patrimonio inestimabile nasce una gamma di vini di alta qualità e dalla forte identità, risultato di anni di ricerca costante, tra gli altri una nuova interpretazione del Lacryma Christi del Vesuvio Doc e lo spumante Metodo Classico da uve Caprettone in versione Brut e Brut Nature, prima spumantizzazione realizzata sul Vesuvio.

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