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Aperto da poco più di due mesi in zona di Porta Venezia, That’s Panaro porta l’autenticità dei sapori cilentani nel cuore della metropoli lombarda. Un progetto nato dalla passione di Martina Di Bartolomeo, imprenditrice 34enne che ha dato alla luce contemporaneamente due creature: la sua primogenita e il nuovo locale milanese, vero e proprio “fratellino” del punto vendita originario di Sorrento

di Massimo L. Andreis

Un panaro scende nel cuore di Milano, anzi, decine centinaia migliaia di panari, gli antichi cesti di vimini che vediamo calare dai balconi napoletani (e campani). Che, come in un abbraccio gastronomico senza tempo, That’s Panaro ha portato a Milano per proporre anche qui, dopo la location primigenia di Sorrento, l’essenza più autentica del Cilento. Detto, fatto: il secondo locale del giovane format, situato strategicamente in via Piave, a ridosso della vivace zona di Porta Venezia, deve il suo nome proprio al tradizionale “o’ panaro”, simbolo di condivisione e genuinità. “Ho scelto di partire da Milano per due motivi. Il primo è personale: qui ho passato 12 anni della mia vita, prima per studio poi per lavoro in una società di consulenza che aiutava le aziende a trasformare progetti, anche legati al food, in aziende vere e proprie”, racconta Martina Di Bartolomeo, deus ex machina del progetto.

La scelta della location non è stata casuale: “Da diversi studi di geomarketing, è stato subito evidente che questa fosse la location giusta da cui partire. In particolare, la zona di Porta Venezia può contare sul giusto mix fra residenti, lavoratori e turisti che rappresentano il target ideale dell’insegna”. Un’intuizione vincente che permette al locale di mantenere la cucina sempre operativa, dalla colazione alla cena, passando per pranzo e aperitivo, con uno scontrino medio contenuto sotto i 20 euro, bevande incluse.

Anima mediterranea, servizio milanese

L’atmosfera accoglie come un abbraccio del sud, avvolgente e familiare. Varcando la soglia di That’s Panaro, si viene immediatamente trasportati nelle atmosfere mediterranee grazie al sapiente lavoro dell’architetto Libia Cuomo. I toni del bianco e dell’azzurro dominano lo spazio, mentre legno, paglia e metallo richiamano la rusticità delle cucine campane. Le pareti sono impreziosite da una carta da parati che illustra le eccellenze gastronomiche disponibili nel menu, creando un ambiente che respira l’ospitalità informale del Cilento pur mantenendo un’eleganza contemporanea.

Lo spazio, raccolto ma funzionale, offre 20 coperti all’interno e una decina nel dehors, perfetto per un format che ha fatto del quick service di qualità il proprio marchio distintivo. I tradizionali panari, realizzati da artigiani locali campani, non sono solo elementi decorativi ma vengono utilizzati per servire le pietanze, creando un ponte tra tradizione e contemporaneità.

Dal campo alla tavola, l’eccellenza è servita

Da That’s Panaro, ogni boccone racconta una storia di territorio e passione autentica. Il menu di That’s Panaro, disponibile anche nelle formule take away e delivery con packaging interamente biodegradabile, è stato creato in collaborazione con lo chef Gian Marco Carlo del Principe di Pompei. “Si tratta di una collaborazione nata per lavoro e trasformata in amicizia”, rivela Martina. “Quando gli ho proposto di creare un menu per un format simile, Gian Marco ha accettato la sfida capendo che, oltre al fine dining tradizionale, la qualità gastronomica può essere veicolata anche in modi diversi”.

La proposta gastronomica celebra i presidi Slow Food e le eccellenze del territorio cilentano: dalla Sopressata di Gioi alla cacioricotta di capra del Cilento, dai pomodori di Sorrento Pat alle olive taggiasche, dal polpo cotto a bassa temperatura all’hummus di ceci di Cicerale, fino ai carciofini di Paestum Igp. Non mancano focacce creative, insalatone nutrienti, primi piatti come gli gnocchi alla Sorrentina reinterpretati in chiave gourmet e dolci della tradizione. “Tutto preparato da noi all’interno del punto vendita, dalle salse ai fritti passando per la pasta fresca”, sottolinea con orgoglio la Di Bartolomeo. L’offerta beverage completa l’esperienza con birre artigianali del birrificio Cifra di Salerno e una curata selezione di vini disponibili sia al calice che in bottiglia da 0,75 l o in formato mignon da 0,375 l.

Insomma: il concetto ancestrale del panaro, primo esempio di “delivery” ante litteram, si trasforma in un format gastronomico che risponde alle esigenze della vita urbana contemporanea senza sacrificare qualità e autenticità. Anche il servizio catering, che That’s Panaro offre per eventi e occasioni speciali, rappresenta un’ulteriore evoluzione del concetto di condivisione e convivialità tipico della cultura mediterranea, adattato alle esigenze del mercato milanese.

Le radici profonde di una visione globale

Il progetto affonda le radici nella terra ma guarda al futuro con ambizione. That’s Panaro non è solo un punto vendita ma l’espressione di un legame profondo con il territorio d’origine, rappresentato dall’Azienda Agricola “Le Starze” di proprietà della famiglia Di Bartolomeo. Situata nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, l’azienda si estende su 130 ettari dove vengono allevate vacche pezzate rosse, capre e pecore al pascolo libero, garantendo una produzione casearia d’eccellenza.

Fiore all’occhiello è la mozzarella nella Mortella, caratterizzata dai sentori di mirto, erba verde e agrumi, nata dall’antica tradizione pastorale cilentana. Oltre alla mozzarella, l’azienda produce cacioricotta di capra, olio evo biologico DOP Cilento, fiordilatte, ricotta e caciocavallo, tutti realizzati con latte crudo senza fermenti, rispettando i metodi artigianali tramandati nel tempo e seguendo i principi dell’agricoltura organica rigenerativa.

Due nascite parallele, con amore e passione

Come madre e imprenditrice, Martina Di Bartolomeo vive due vite in perfetta simbiosi creativa. La storia di That’s Panaro si intreccia infatti in modo unico con quella personale della sua fondatrice. Imprenditrice determinata e madre da appena sei mesi, Martina ha dato alla luce contemporaneamente due creature: la sua primogenita e il locale milanese, veri e propri “gemelli” nati dall’incontro di amore (per la famiglia) e passione (per il lavoro).

“Diventare madre mi ha dato una nuova prospettiva sul mio lavoro”, confida Martina. “C’è una connessione profonda tra il nutrire un figlio e il nutrire i clienti con cibo autentico e di qualità. In entrambi i casi, ciò che conta è la sincerità e la cura nei dettagli”. Una filosofia che si riflette in ogni aspetto di That’s Panaro, dove nulla è lasciato al caso e ogni elemento racconta una storia di dedizione orgoglio e attaccamento per le proprie radici. Da portare a spasso come un figlio… per il mondo? Chissà…

Un ponte tra gli estremi

Con un percorso internazionale iniziato a 17 anni con un’esperienza di studio in Canada, seguito da un periodo universitario in California e un’importante esperienza lavorativa a New York, Martina ha deciso di tornare alle origini per dare forma al suo sogno imprenditoriale. Forte di una laurea in Business Communication & Public Relation e un Master in Marketing Management, ha messo la sua esperienza nel settore enogastronomico al servizio di un progetto che guarda già a possibili sviluppi futuri.

“Credo fermamente che ci sia spazio per un’offerta gastronomica che coniughi qualità e accessibilità, tradizione e innovazione”, afferma Martina Di Bartolomeo. “Il nostro obiettivo è far conoscere le eccellenze del Cilento oltre i confini regionali, creando un ponte tra Nord e Sud, tra passato e futuro”. Un ponte tra gli estremi, mai come oggi un progetto utile, anzi, indispensabile. Non solo a tavola…

Highlights

  • Il panaro, simbolo di una cultura: L’antico cesto di vimini napoletano diventa metafora di un’esperienza gastronomica che unisce tradizione e innovazione nel cuore di Milano.
  • Slow Food e filiera corta: Da “Le Starze” al punto vendita, That’s Panaro garantisce un percorso trasparente e autentico per ingredienti d’eccellenza e presidi Slow Food.
  • Quick service di qualità: Fast casual che non rinuncia al gusto autentico, con proposte dalla colazione alla cena e uno scontrino medio contenuto sotto i 20 euro.
  • Design mediterraneo: Bianco e azzurro, legno e paglia, per un ambiente che trasporta immediatamente nelle atmosfere del Sud Italia grazie al progetto dell’architetto Libia Cuomo.
  • Creatività dello chef: La collaborazione con Gian Marco Carlo del Principe di Pompei porta la qualità del fine dining in un formato accessibile e contemporaneo.
  • Doppia nascita: Martina Di Bartolomeo ha dato alla luce contemporaneamente la sua primogenita e il locale milanese, simboli gemelli di una passione che non conosce limiti.
  • Agricoltura organica rigenerativa: L’Azienda Agricola “Le Starze” produce secondo principi che valorizzano la biodiversità del territorio cilentano e il benessere animale.
  • Sostenibilità a 360°: Packaging biodegradabile per delivery e take away, in linea con una filosofia aziendale attenta all’impatto ambientale.
  • Format replicabile: L’apertura milanese rappresenta il primo passo di un progetto potenzialmente espandibile in altre città italiane ed europee.
  • Servizio catering: That’s Panaro porta le eccellenze cilentane anche fuori dal locale, per eventi e occasioni speciali in tutta la città.

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